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EUROPA

Berlino

Germania: duello tv, scintille su Cina, Baerbock per linea dura

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Scintille al dibattito tv tra gli "Sptizenkandidaten" alle elezioni tedesche, in onda sulle emittenti Ard e Zdf. A detta della candidata alla cancelleria dei Verdi, Annalena Baerbock, "la linea politica verso la Cina dev'essere più dura" rispetto a quella portata avanti negli scorsi anni da Angela Merkel. "Noi Verdi siamo per una linea di durezza e dialogo", ha scandito la leader del partito ambientalista, che ha criticato con forza l'intesa per gli investimenti tra l'Ue e la Cina.

Di contro, il leader dei liberali, Christian Lindner, ha voluto sottolineare l'importanza "degli interessi economici" con Pechino.

"Difendere al tempo stesso i valori e gli interessi economici è molto difficile nella pratica", ha affermato da parte sua il capo della Csu, Markus Soeder, aggiungendo che "in questo la cancelleria ha sicuramente molto da raccontare".

Una linea ancora diversa quella della capogruppo dell'Afd, Alice Weidel, che ritiene "cruciale" mantenere un dialogo pieno con Pechino. E, rispondendo ad una domanda sulla difesa dei diritti umani in Cina, ha scandito: "Forse prima bisogna iniziare con la difesa dei diritti umani in Germania".

La sinistra tedesca della Linke è a favore di un'altra costruzione della sicurezza internazionale. Lo ha spiegato la candidata di punta della Linke tedesca, Janine Wissler, al dibattito televisivo finale, in vista delle urne di domenica prossima. La Nato è superata, secondo la Linke, ma, ha aggiunto, "non si può decidere di sciogliere la Nato in una legislatura".

"Capisco molto bene l'irritazione francese  rispetto a quello che è successo". Lo ha detto il vicecancelliere tedesco Olaf Scholz, candidato dell'SPD alla cancelleria, durante il dibattito televisivo finale con altri sei candidati di punta dei partiti, commentando la crisi diplomatica dei sottomarini. "E questo lo comprende tutto il governo". Scholz ha sottolineato che è "importante che l'Europa parli sempre più a una sola voce". Scholz ha però anche sottolineato il valore della collaborazione con gli Usa "anche in momenti critici come questo". In più, l'attuale ministro alle Finanze afferma che in questo quadro "anche la Nato rimane una delle colonne della nostra politica estera. E' centrale che alcuni principi rimangano fermi, tra questi anche il rapporto con gli Stati Uniti".

Anche lo sfidante di Cdu/Csu alla cancelleria, Armin Laschet, si è detto favorevole ad "un'Europa sovrana e più forte". Sempre per affrontare al meglio le crisi internazionale, Laschet è tornato a proporre l'istituzione di "un consiglio di sicurezza nazionale" presso la cancelleria. "Se la Russia mette in dubbio che l'Ucraina non abbia svantaggi come Paese di transito" per le forniture di gas, "il progetto Nord Stream 2 deve essere immediatamente fermato". E' quanto ha affermato Armin Laschet. In generale, è giusto che la pipeline inizi a funzionare, ha aggiunto il capo della Cdu, "in quanto si tratta di un progetto economico". Ma deve essere possibile stopparlo, "se necessario".

A soli tre giorni dalle elezioni in Germania, si avvicinano le posizioni di Spd e Cdu/Csu: stando ad un sondaggio dell'istituto Fgw realizzato per il "Politbarometer" della Zdf, i socialdemocratici di Olaf Scholz rimangono fermi al 25%, mentre l'unione formata da cristiano-democratici e cristiano-sociali avanza di un punto al 23% dei consensi. In pratica, sono divisi da soli due punti. Per quanto riguarda gli altri partiti, i Verdi di Annalena Baerbock crescono di mezzo punto al 16,5%, mentre l'Afd scivola di un punto fermandosi al 10%. Stabili i liberali dell'Fdp all'11% e i la Linke, il partito della sinistra al 6%. In base a questi numeri, un'eventuale riedizione della Grosse Koalition avrebbe una maggioranza risicata, ma avrebbero i numeri per governare sia un'alleanza formata da Spd, Verdi ed Fdp che un governo con Cdu/Csu, Verdi ed Fdp, nonché una coalizione 'rosso-rosso-verde" costituita da Spd, Verdi e Linke. In quanto alle preferenze degli elettori tedeschi verso i candidati alla cancelleria, svetta ancora il socialdemocratico Scholz con il 64% delle indicazioni, seguito a notevole distanza dal cristiano-democratico Laschet, al 26%. La verde Baerbock è terza con il 25%.
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