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MONDO

Desecretati dall'Archivio nazionale

​Il Giappone rivela i nomi dell'Unità 731, il 'gruppo della morte' che sperimentava su esseri umani

L'Unità 731 era il segretissimo  corpo militare dell'esercito nipponico ai tempi della Seconda Guerra. Ufficialmente doveva occuparsi di prevenzione di epidemie, in realtà operava per lo sviluppo di armi biologiche e batteriologiche. E per farlo, vivisezionava uomini, portava al congelamento i prigionieri per studiare lo sviluppo delle necrosi e sperimentava sugli esseri umani l’antrace, il vaiolo e il botulino

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L'Archivio nazionale del Giappone ha desecretato i dati personali dei membri della “Unità 731”, il segretissimo corpo militare di guerra batteriologica e biologica.  Durante la Seconda guerra mondiale, l'Unità 731, composta di 3.607 militari giapponesi, uomini e donne, si distinse per aver condotto esperimenti su esseri umani, per lo più prigionieri di guerra sovietici e cinesi. Il numero delle vittime si stima in 3 mila persone.

Ufficialmente si chiamava Unità per la prevenzione di epidemie e purificazione dell’acqua e fu assegnata all’Armata di Quantung. In realtà, si occupava dello sviluppo di armi biologiche e batteriologiche. Tra le “ricerche” rese note, troviamo l'infestazione di batteri negli esseri umani, la vivisezione uomini, ma anche il congelamento dei prigionieri per far sviluppare necrosi e osservarne lo sviluppo. E ancora, “sperimentavano” sugli esseri umani l’antrace, il vaiolo e il botulino.

I dossier ora resi pubblici conterranno nomi, cognomi, grado e incarico dei “medici della morte”. In totale sono stati diffusi i dati riguardanti 52 chirurghi, 49 ingegneri, 38 infermiere e 1,177 medici militari.

Catturati dalle truppe Usa, il comandante e il suo stato maggiore ottennero l'immunità in cambio di informazioni
Shiro Ishii era il comandante della 731. Lui e il suo stato maggiore, catturati dalle truppe Usa, ottennero l’immunità dopo aver consegnato a Washington i risultati delle loro “ricerche” sulla guerra batteriologica. Non furono così rinviati a giudizio dal Tribunale Militare Internazionale per l’Estremo Oriente ed evitarono il processo di Tokyo. 

Il rapporto della U.S. Army del 1982
In un rapporto della U.S. Army del 1982 si affermava che alla decisione di non processare il generale Ishii ha contribuito il desiderio degli Usa di non rivelare al pubblico le informazioni sulle sperimentazioni sugli esseri umani, ma anche di non permettere ai sovietici di mettere le mani sui risultati della ricerca.

Una parte dell'Unità fu catturata anche dai sovietici
Una parte dell’Unità 731 (militari di basso grado) fu catturata dall’Armata Rossa nel 1945 e condannata nel 1949 a pene detentive che variavano da 2 a 25 anni. Pene abbastanza miti per l’epoca di Stalin, soprattutto considerando che subito dopo la caduta della Germania, nel 1946, nell’Unione Sovietica ci furono impiccagioni pubbliche di soldati tedeschi in quanto criminali di guerra.

Già a metà degli anni '50,  Dopo aver scontato la pena (parzialmente per chi aveva avuto condanne lunghe) i condannati dell’Unità 731 tornarono in Giappone. Ricercatori americani e giapponesi hanno ipotizzato che per riavere la libertà abbiano condiviso i dati e le informazioni sugli esperimenti anche con l'Unione Sovietica.

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