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TECH

Investimenti milionari in data center e auto elettriche

Google e Amazon puntano sulle energie rinnovabili

Google creerà infrastrutture per 1 miliardo di euro con cinque progetti di energia solare in Danimarca, uno di energia eolica al largo del Belgio e altri due in Svezia. Amazon, dal canto suo, vuole anticipare di 10 anni gli accordi di Parigi e investe in auto elettriche per far diventare 'verde' la filiera delle consegne entro il 2030

Foresta (pixabay)
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Anche i big della tecnologia intensificano l'impegno per lotta ai cambiamenti climatici e, nel giorno dello sciopero globale, due di loro, Google e Amazon, annunciano importanti novità. A farlo sono i 'numero uno' delle due società: Sundar Pichai per Google e Jeff Bezos per Amazon. E anche i dipendenti di American Express Italia, nel loro piccolo, contribuiscono alla 'causa verde'.

Tre miliardi in data center
Nei prossimi due anni Google investirà 3 miliardi di euro in data center sparsi in Europa portando a 15 miliardi gli euro investiti dal 2007 nelle infrastrutture internet europee. Lo ha annunciato la controllata di Alphabet, precisando che altri 600 milioni di euro verranno investiti nel 2020 per espandere la presenza di data center a Hamina, in Finlandia, dove il totale investito dal 2009 raggiungerà i due miliardi.

In un blog post aziendale, il Ceo Sundar Pichai ha spiegato che il data center a Hamina "è un driver significativo della crescita economica e serve anche come modello di sostenibilità e di efficienza energetica per tutti i nostri data center", una componente chiave del cloud computing, terreno su cui Google sfida Amazon e Microsoft. 

I data center utilizzano una quantità enorme di energia, ma il Ceo si è impegnato a minimizzarne l'impatto ambientale e ha detto che metà dei 1.600 Megawatt di energia rinnovabile di cui Google ha annunciato l'acquisto ("il più grande della storia da parte di un'azienda"), sarà destinato all'Europa,  con il lancio di 10 progetti di energia rinnovabile. Google creerà così nuove infrastrutture Ue dal valore stimato di 1 miliardo di euro, da cinque progetti di energia solare in Danimarca a uno nuovo di energia eolica al largo del Belgio e altri due in Svezia.

Zero emissioni per anticipare Parigi
Amazon, dal canto suo, vuole anticipare gli accordi di Parigi di un decennio e diventare un'azienda "a zero emissioni" di carbonio entro il 2040. La società di Jeff Bezos, assieme all'associazione Global Optimism, ha anche invitato altre aziende a firmare "The Climate Pledge", un impegno per la riduzione dell'impatto ambientale.
 
Il gruppo di Seattle ha deciso di fissare una tabella di marcia precisa: l'alimentazione da rinnovabili dovrà raggiungere l'80% entro il 2024 e coprire l'intero fabbisogno energetico di Amazon entro il 2030. E' una tappa intermedia verso l'obiettivo finale del "carbon neutral", vale a dire nessun  impatto sulle emissioni di carbonio, entro il 2040. 

Non solo una riorganizzazione dei propri impianti, ma una differente strategia, anche in termini di partecipazioni e acquisizioni, sottolinea Amazon, portando come esempio concreto l'investimento da 400 milioni di dollari in Rivian, produttore di veicoli elettrici senza emissioni, con sede nel Michigan. Le risorse di Seattle serviranno per "accelerare la produzione", anche grazie alle ordinazioni della stessa Amazon: 100.000 furgoni elettrici, che inizieranno a consegnare pacchi nel 2021. I primi 10.000 saranno su strada entro il 2022, mentre l'intera flotta sarà operativa entro il 2030, con un risparmio di 4 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio l'anno. 

"Abbiamo smesso di essere parte del problema e deciso di fare la differenza", ha affermato Jeff Bezos. "Se un'azienda con l'infrastruttura fisica di Amazon, che consegna oltre 10 miliardi di articoli all'anno, è in grado di soddisfare l'accordo di Parigi con dieci anni di anticipo, allora qualsiasi azienda può farlo". 

Piccoli gesti di civiltà
Anche i rifiuti che finiscono in mare e sulle nostre spiagge rappresentano un’emergenza ambientale. Attivarsi in iniziative di volontariato è un gesto di civiltà che dimostra che ognuno di noi può agire in difesa dell’ambiente: lo fanno i dipendenti American Express Italia che, insieme ai volontari di Marevivo e al movimento internazionale Ocean Conservancy, scendono in campo per ripulire un tratto della spiaggia ad Ostia, nel litorale romano. Il prossimo appuntamento è il 23 settembre.
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