Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/green-pass-coronavirus-Dl-stipendio-f809dea2-8a59-4ecb-8050-a5bf87675578.html | rainews/live/ | true
Coronavirus

Dl pubblicato in Gazzetta ufficiale

Tutti i lavoratori privi di Green pass senza stipendio, dal decreto scompare sospensione dal lavoro

Tamponi calmierati anche in strutture convenzionate, gratis a esenti. Stop 5 giorni per farmacie se non si adeguano. Green pass bis: ok della Camera al decreto, ora tocca al Senato

Condividi

Il decreto legge per l'obbligo del Green pass sui luoghi di lavoro, approvato la scorsa settimana in Consiglio dei ministri, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Risulta modificato eliminando la sospensione dal lavoro in assenza di green pass, ma lasciando intatto l'obbligo di esibirlo per poter accedere ai luoghi di lavoro. Chi non lo avrà sarà assente ingiustificato e scatterà comunque, fin dal primo giorno, la sospensione dello stipendio. L'obbligo di esibire il certificato verde nei luoghi di lavoro pubblici e privati si applicherà dal 15 ottobre.

Per le imprese con meno di 15 dipendenti “dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata” per non essersi messi in regola con l’obbligo di green pass “il  datore  di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata  corrispondente  a quella  del  contratto  di  lavoro  stipulato  per  la  sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il predetto termine del 31 dicembre 2021”.

Resta il nodo dei controlli, affidati ai datori di lavoro, in attesa delle linee guida che dovranno essere emanate nei prossimi giorni per chiarire questo e altri punti. Fino al 31 dicembre, le farmacie - ma anche tutte le strutture convenzionate con il sistema sanitario, dovranno applicare ai tamponi un prezzo calmierato: 15 euro, 8 euro per i minorenni. Confermata dunque la linea imposta dal premier Mario Draghi di non prevedere la gratuità del test, come chiedevano i sindacati e Matteo Salvini, per non depotenziare l'incentivo alla vaccinazione costituito dall'obbligo di green pass.

Piccole modifiche anche al periodo di validità dei pass: durerà 12 mesi per chi è risultato positivo dopo il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, o a completamento del ciclo. Per chi ha contratto la malattia e si vaccina, il pass varrà dal giorno della somministrazione, senza aspettare il quindicesimo.

La pubblicazione del Dl nella Gazzetta Ufficiale dà forza anche alle speranze di quanti vedono nel provvedimento la premessa per un ritorno alla quasi normalità per il mondo dello sport, dello spettacolo e della cultura. La capienza di stadi, palazzetti, teatri e cinema potrebbe aumentare al 75-80% fra fine settembre e inizio ottobre. Una svolta attesa con ansia da mesi è diventata uno scenario concreto con il varo giovedì scorso da parte del Governo dell'obbligo di Green pass per circa 23 milioni di lavoratori dal 15 ottobre. Come se quel decreto fosse una sorta di spartiacque, negli ultimi cinque giorni molti politici di primo piano hanno rilanciato gli appelli con cui dirigenti sportivi, attori, cantanti, produttori e registi da settimane tentavano di mettere all'ordine del giorno la questione.

"Il governo ha preso un impegno preciso e il 30 settembre ci sarà una valutazione - ha spiegato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa a 'Un giorno da pecora' -: credo che ci saranno le condizioni per procedere a un ampliamento delle capienze per teatri e cinema. Credo ci possa essere una tappa intermedia sull'aumento che può prevedere un 75-80% per poi guardare nelle prossime settimane all'obiettivo del 100%". Il suo collega Massimo Garavaglia, titolare del Turismo, domenica ha fissato l'asticella all'80%, spiegando che le norme sono "pronte", auspicando "a breve il decreto" e precisando che "non c'entra niente il Cts".

Altri ministri, come quello della Salute Roberto Speranza e quello della Cultura Dario Franceschini, in questi giorni hanno invece sostenuto che le decisioni sulle capienze sarebbero state prese in base a un parere del Comitato tecnico scientifico. "E' il momento davvero di fare un passo avanti" in direzione del superamento degli attuali limiti alla capienza per gli spettacoli, pari al 50%, ha ribadito Franceschini in queste ore, rispondendo al question time alla Camera a un'interrogazione di Iv e annunciando per "domani un'audizione al Cts" che dovrà poi esprimersi entro il 30 settembre. "Cercherò di spiegare al Comitato tecnico scientifico le buone ragioni che ci consentono di fare un passo avanti" ha spiegato il ministro. "Naturalmente poi la decisione sarà collegiale: in questi mesi abbiamo sempre sostenuto le decisioni con il supporto scientifico dei dati  sostenere decisioni con supporto scientifico dati epidemiologici".   "La mia posizione - ha sottolineato ancora Franceschini- è nota, formale, oggetto anche di una lettera inviata al presidente del Consiglio e al ministro della Salute: alla luce delle regole che sono state tolte in altri settori che hanno le persone vicine, credo che in presenza di mascherine, green pass, controlli come ci sono all'ingresso di cinema teatri, musei, luoghi in cui si sta seduti, zitti, non si mangia, ci siano le condizioni per superare i limiti attuali di capienza all'aperto e al chiuso. Credo che sia questa la direzione da perseguire: le modalità e le condizioni di questo allargamento saranno oggetto di una decisione collegiale del governo".

Ancora non risulta una convocazione, ma la settimana prossima potrebbe essere un punto di riflessione: saranno disponibili infatti i primi dati significativi sulla curva dei contagi nella popolazione scolastica a due settimane dal ritorno in classe. Un indice a cui da inizio pandemia si guarda con attenzione e che potrebbe diventare uno snodo cruciale per decisioni che cautamente rivedano alcune restrizioni come ad esempio la capienza per gli spettacoli al chiuso.

Con il Green pass, sperano di iniziare a vedere una luce infondo al tunnel anche i gestori delle discoteche chiuse ormai da un anno e mezzo, uno dei settori più colpiti dalla pandemia."Nella valutazione a fine mese potranno essere incluse anche le discoteche cui daremo una risposta: importante è creare condizioni per riaprirle e si può anche iniziare - ha detto Costa - con una capienza del 75% col green pass". E magari anche con le mascherine, almeno al chiuso: "È un'altra indicazione che ci darà il Cts, la scienza - ha aggiunto il sottosegretario alla Salute -. Il vaccino non esclude la possibilità del contagio, quindi ad oggi credo che il tema di togliere le mascherine al chiuso sia un tema da rimandare".

Il lavoratore pubblico o privato che sia privo di Green pass è considerato "assente ingiustificato fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro" prevede il testo bollinato e firmato dal capo dello stato. Rispetto alle bozze, viene eliminata ogni differenza di trattamento tra dipendenti pubblici e privati e non scatta più la sospensione, ma per tutti dal primo giorno di assenza "non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento".

Obbligo Green pass a magistrati non a avvocati-testimoni
"Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021 i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, i componenti delle commissioni tributarie non possono accedere agli uffici giudiziari ove svolgono la loro attività lavorativa se non possiedono e, su richiesta, non esibiscono la certificazione verde". E' quanto prevede il testo finale del decreto. Dall'obbligo sono esenti tutti gli altri soggetti che accedono agli uffici giudiziari, inclusi "gli avvocati e gli altri difensori, i consulenti, i periti, i testimoni e le parti del processo", si legge nel decreto.

Le farmacie sono tenute ad applicare il prezzo calmierato dei tamponi antigenici, ma il prezzo calmierato è "assicurato anche da tutte le strutture sanitarie convenzionate, autorizzate o accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale e autorizzate dalle regioni alla somministrazione" dei tamponi rapidi e aderenti al protocollo d'intesa. Vengono stanziati 105 milioni per i tamponi gratis agli esenti dal vaccino e vengono confermate le sanzioni per le farmacie che non si adeguano: multe da 1000 a 10000 euro e la chiusura dell'attività per massimo cinque giorni.

Via libera Camera a norme su obbligo certificazione
Dal 15 ottobre non si accederà più nei palazzi della Camera dei deputati senza Green pass. Lo ha stabilito l'ufficio di Presidenza di Montecitorio, all'unanimità, adeguando uno dei rami del Parlamento alle regole in vigore per tutti i cittadini italiani. La norma varrà anche per dipendenti, giornalisti e ospiti. Ma esattamente come accade nel quotidiano di ogni cittadino, chi disattenderà le regole sarà sanzionato, a seconda della categoria. Innanzitutto disciplinari: quelle previste dal Regolamento e già applicate in passato a chi si era ostinato a entrare in aula senza mascherina. Ma per i deputati ostili al certificato verde non ci sarà solo l'interdizione dai lavori di aula e commissioni, perché la sanzione sarà anche di tipo economico, in caso di sospensione: ad oggi gli emolumenti ammontano a circa 206 euro al giorno e le sanzioni possono andare da 2 a 15 giorni, secondo quanto delibererà l'Udp, che dovrà valutare caso per caso.

Green pass bis: ok della Camera al decreto, ora tocca al Senato
Via libera dell'Aula della Camera al decreto legge green pass bis, che contiene anche le misure relative alla riapertura di scuole e università 'in presenza', riservando l'eventuale 'dad' solamente a singole istituzioni scolastiche (o alle zone 'rosse') e all'obbligo di certificazione verde sui mezzi di trasporto. I voti a favore sul provvedimento, che va convertito entro il 5 ottobre e va al Senato, sono stati 335, 51 i no e tre astenuti.

I leghisti tornano a smarcarsi dalla maggioranza proprio sulle certificazioni verdi e quasi metà dei deputati (presenti solo 69 su 132) non partecipa al voto sul decreto Green pass bis, con le norme per le scuole. Il capogruppo Riccardo Molinari minimizza, riconducendo le assenze alla campagna elettorale ("uno oggi si vaccinava"). Ma al contrario Salvini giustifica i distinguo dei suoi: "I parlamentari sono liberi di esserci o no. Ognuno è libero di agire secondo coscienza, siamo in democrazia e non in un regime", dichiara. Con parole che allargano il solco dai governatori del Nord e dall'ala "istituzionale", rappresentata al governo da Giancarlo Giorgetti.

Condividi