Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/greenpeace-nucleare-francia-vecchie-centrali-rischio-per-italia-444e49da-1ff6-44ec-aa1b-dfad1ae2fb83.html | rainews/live/ | true
EUROPA

Nucleare, Greenpeace: vecchie centrali francesi al confine, rischio per l'Italia

La Francia decide di prolungare la vita utile di 16 impianti al confine con il nostro Paese. Secondo gli ambientalisti, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia devono attivarsi e reclamare i propri diritti

Condividi
La Francia prolunga la vita di 16 centrali nucleari oltre confine, afferma Greenpeace secondo cui é "necessario allargare la consultazione pubblica al nostro paese" e invia il briefing "Francia: vecchi reattori, nuovi rischi nucleari" ai presidenti di Regione, agli assessori dell'Ambiente e della Sanità e ai presidenti dei Consigli Regionali di Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia, chiedendo loro di "attivarsi per reclamare, per i propri cittadini, trasparenza e partecipazione".

Greenpeace  ricorda che lo scorso 14 gennaio, su sollecitazione della ong, "l'allora ministero dell'Ambiente ha inviato una nota alle autorità francesi per chiedere una consultazione transfrontaliera sul progetto di prolungare di dieci anni l'operatività di trentadue vecchi reattori. Sedici di questi impianti distano meno di 200 chilometri dai confini italiani". Ma "dopo tre mesi di silenzi chiediamo al ministro Cingolani, non solo di protestare con il governo francese  - dichiara Ivan Novelli, presidente di Greenpeace Italia - ma anche e soprattutto di avviare le necessarie procedure di reclamo presso gli organi competenti per le infrazioni della Convenzione di Espoo".

Greenpeace Francia ha già inviato analoga richiesta al Segretariato della Convenzione. "Queste vecchie centrali sono pericolose già adesso e nessun miracolo riuscirà mai a portarle agli standard di sicurezza oggi richiesti" dichiara Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. "Che i cittadini italiani siano 'parte interessata', ai sensi della Convenzione di Espoo è ovvio. In particolare, i cittadini di Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia saranno esposti con questa decisione a rischi notevoli nei prossimi dieci anni" aggiunge Onufrio.

La Convenzione di Espoo, adottata nel 1991 - spiega Greenpeace - richiede ai governi di garantire la possibilità anche ai cittadini degli Stati confinanti - che potrebbero essere danneggiati da un progetto - di partecipare a una procedura di consultazione sulle attività proposte e prevede che su questioni rilevanti - come il prolungamento di dieci anni di decine di centrali nucleari - deve essere effettuata una accurata Valutazione di Impatto Ambientale che il governo francese rifiuta di avviare". 
Condividi