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MONDO

Applicata la nuova legge

Hong Kong, nove anni di carcere per l'attivista condannato per terrorismo

In carcere da un anno, è stato ritenuto colpevole di incitamento alla secessione. E' la prima sentenza emessa in base alla nuova legge sulla sicurezza nazionale voluta da Pechino

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Nove anni di carcere è la condanna inflitta a Hong Kong a un 24enne, che era stato riconosciuto colpevole nei giorni scorsi per terrorismo e incitamento alla secessione in base alla contestata legge sulla "sicurezza nazionale" in vigore da un anno nell'ex colonia britannica per volere di Pechino.

Secondo la Bbc, da quando è entrata in vigore la legge sono state arrestate più di cento persone. Il giovane Leon Tong Ying-kit, con un passato da cameriere, è la prima persona condannata a Hong Kong nel quadro della legge sulla "sicurezza nazionale".

E' finito sotto accusa per aver portato con la sua moto una bandiera con lo slogan "Liberate Hong Kong, rivoluzione dei nostri tempi" durante una manifestazione il primo luglio dello scorso anno, quando è entrata in vigore la legge, provocando - secondo quanto riportato nei giorni scorsi dai media locali - il ferimento di tre poliziotti che cercarono di bloccarlo.

Il giovane si è dichiarato non colpevole. Secondo la Bbc, parte del processo - andato avanti per 15 giorni in assenza di una giuria popolare - è stata dedicata al significato della frase sulla bandiera, che secondo l'accusa rivendica letteralmente l'indipendenza dell'ex colonia britannica e che per tre giudici dell'Alta Corte di Hong Kong è in grado di incitare alla "secessione". Tong è in detenzione preventiva dal luglio dello scorso anno.

La polizia di Hong Kong ha arrestato un uomo di 40 anni accusato di aver insultato l'inno nazionale cinese durante la cerimonia di premiazione di Edgar Cheung, storico oro nel fioretto a Tokyo 2020, soffocandolo con fischi e canti nel corso della visione collettiva in un centro commerciale dell'ex colonia britannica.   

Il sospettato, qualificatosi come giornalista, ha sventolato una vecchia  bandiera coloniale e incitato gli altri a fischiarel a Marcia dei Volontari. L'arresto è stato eseguito dopo la visione delle telecamere a circuito chiuso. Deridere l'inno è reato dallo scorso giugno, prevedendo una pena a tre anni di carcere. 
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