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MONDO

Inviate due brigate al confine

Israele, centinaia di razzi da Gaza: uccisi 4 israeliani. Raid, morti 21 palestinesi

Bilancio pesante: la parte sud di Israele è sommersa da quasi due giorni da una pioggia di razzi, che via via si sta estendendo ad altre zone dello stato ebraico. Netanyahu: "Hamas pagherà un prezzo pesante". L'Ue: "Stop subito al lancio di razzi verso Israele"

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Più passano le ore, più la crisi a Gaza rischia di trasformarsi in una guerra vera e propria. Il bilancio a ora è pesante: la parte sud di Israele è sommersa da quasi due giorni da una pioggia di razzi, circa 700, che via via si stanno estendendo ad altre zone dello stato ebraico e che hanno fatto nel complesso quattro vittime: il numero maggiore di perdite dalla guerra del 2014.

21 morti palestinesi
Nella Striscia, martellata sempre più dalla risposta israeliana, il ministero della sanità di Hamas ha contato 21 palestinesi uccisi e tra questi anche un'altra donna incinta dopo quella di ieri su cui, però, Israele ha addossato le responsabilità ad "armi difettose" delle milizie di Gaza.

Colpiti fabbrica e ospedale ad Ashkelon
Un razzo lanciato dall'enclave palestinese di Gaza è caduto su una fabbrica ad Ashkelon, nel sud di Israele. Secondo quanto riferisce Arutz Sheva, i due feriti gravi soccorsi sul posto non ce l'hanno fatta: si tratta di un 40enne e di un 22enne, entrambi colpiti da schegge e ritrovati privi di conoscenza. Ci sarebbero altri  feriti, alcuni gravi. Lo riferiscono i siti israeliani e arabi. 

Durante i bombardamenti palestinesi un razzo ha poi centrato anche l'ospedale israeliano di Ashkelon arrecando danni al suo dipartimento oncologico. Lo riferiscono i media. Una parte di quell'ospedale opera peraltro sotto terra. Al suo interno i medici si stanno prodigando per salvare i feriti gravi.

Razzo su auto, muore israeliano
Un israeliano di 35 anni è morto dopo essere stato colpito da un razzo lanciato da Gaza e caduto ad Ashdod. 


Israele: neonata e donna incinta uccise da armi difettose di Hamas o Jihad
"La neonata e la donna palestinese incinta che hanno perso la vita ieri non sono state uccise in attacchi israeliani ma da armi difettose di Hamas o Jihad islamica". Lo ha detto il portavoce militare israeliano Jonathan Conricus ai giornalisti stranieri riferendosi a quanto accaduto ieri nel nord della Striscia. "Un evento triste e tragico - ha continuato - ma non sono state uccise da armi israeliane". 

Netanyahu: "Hamas pagherà un prezzo molto pesante"
A descrivere meglio i possibili sviluppi c'è la decisione del premier Benyamin Netanyahu di inviare alla frontiera la 7/a Brigata corazzata con eventuali "compiti offensivi" anche al di là del territorio israeliano, come ha spiegato l'esercito. Oltre questa unità di élite, l'esercito ha dispiegato anche la Brigata di fanteria Golani. "Ho dato istruzione alle Forze Armate di continuare i massicci attacchi contro gli elementi terroristici a Gaza", ha detto il premier Benyamin Netanyahu sottolineando che "Hamas è responsabile non solo dei suoi attacchi, ma anche di quelli della Jihad islamica". "Pagherà - ha avvertito - un prezzo molto pesante". La decisione di Netanyahu è stata ratificata anche dal Consiglio di difesa svoltosi oggi a Tel Aviv per 4 ore.

Quadro in rapido deterioramento
La situazione è quindi in rapido deterioramento, tanto che l'inviato Onu in Medio Oriente Nickolay Maldenov e il ministro degli Esteri della Ue Federica Mogherini condannando senza mezzi termini il lancio di razzi hanno tuttavia chiesto un ritorno alle intese precedenti l'attuale fiammata. Anche il ministro degli esteri italiano Enzo Moavero Milanesi ha sostenuto il diritto di Israele all'autodifesa premendo per il fermo delle armi.

La situazione sul campo
A dare l'esatto quadro della situazione sul campo, basta citare due fatti. Il primo: Israele ha ucciso a Gaza, nella prima esecuzione mirata da tempo, Hamed al-Hudari, collettore dei soldi che l'Iran invia nella Striscia ad Hamas e alla Jihad islamica. Secondo il portavoce militare, al-Hudari rappresentava "la punta di diamante dell'infiltrazione iraniana a Gaza". Il secondo fatto:la donna israeliana uccisa a bordo della sua auto nei pressi del confine con Gaza è stata colpita da un missile guidato antitank Kornet, arma particolarmente sofisticata e che mostra, secondo analisti, l'intenzione di Hamas di usare l'intero arsenale a sua disposizione.

Diplomazia al lavoro
Se la diplomazia, Onu ed Egitto, sembra al lavoro al Cairo nel tentativo di superare l'impasse, sul campo l'escalation è visibile. Israele, che sta aumentando la pressione, ha colpito oltre 250 obiettivi nella Striscia colpendo in larga parte postazioni di Hamas e della Jihad islamica. Dopo aver sventato un attacco cibernetico da parte di Hamas, ha anche centrato a Gaza City il quartier generale della fazione che si occupa della cyber guerra.

In Israele ci sono più di un milione di cittadini costretti a far su e giù con i rifugi al suono delle sirene. E sono stati aperti anche lontano dalla Striscia: ad esempio a Netanyahu che si trova a 25 chilometri a nord di Tel Aviv. Due delle tre vittime in Israele sono state uccise da un razzo che ha centrato una fabbrica ad Ashkelon, città particolarmente presa di mira dai razzi dalla Striscia e dove è stato colpito anche il reparto oncologico dell'ospedale cittadino.

Su quanto la situazione possa tenersi in questo equilibrio nessuno è pronto a scommettere: non sono pochi a sostenere in Israele che non sia facile ora fermare questo conflitto.

Usa: Israele ha diritto a difesa, cessino attacchi
Gli Usa condannano fermamente la raffica di attacchi lanciati da Hamas e dalla Jihad islamica palestinese da Gaza su civili innocenti e le loro comunità in tutto Israele". Lo si legge in una nota del portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Morgan Ortagus. "Chiediamo ai responsabili della violenza di cessare immediatamente questa aggressione. Siamo a fianco di Israele e sosteniamo pienamente il suo diritto all'autodifesa contro questi attacchi aberranti", conclude la nota.

Hamas chiede il cessate il fuoco
Hamas ha chiesto a Israele di dichiarare un cessate il fuoco, per fermare l'escalation di violenza di sabato e domenica. Lo ha riferito l'emittente israeliana Kan, citata dal Jerusalem Post.

L'inizio delle nuove tensioni
All'inizio del mese scorso, in vista delle elezioni del 9 aprile, una tregua era stata raggiunta da Israele e i gruppi armati palestinesi sotto l'egida di Egitto e Onu, portando a una relativa calma che si è però interrotta questa settimana.

Martedì, Israele ha revocato l'ampliamento del limite di pesca dopo che un razzo è stato sparato da Gaza ed è caduto nel Mediterraneo, mentre giovedì ha bombardato un complesso militare di Hamas dopo  il lancio di palloni incendiari al di là della frontiera. 

Alla luce della ripresa della tensione, tre giorni fa una delegazione guidata dal leader di Hamas, Yahya Sinwar, si è recata al Cairo per consultazioni. Il segretario generale della Jihad Islamica, Ziad al-Nakhaleh, già nei giorni scorsi aveva avvertito Israele che, in caso di ferimento o uccisione dei suoi militanti, avrebbe risposto prendendo di mira le principali città dello Stato ebraico. 

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