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MONDO

Gli attentati ancora non rivendicati ma pochi dubbi sulla matrice terrorista

Giornata di sangue in Nigeria: oltre 50 morti in attacchi di Boko Haram a due moschee

Il gruppo terrorista conquista anche la città di Kerawa, nel nord del Camerun, al confine con la Nigeria e uccide almeno 30 civili. 
 

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Almeno 55 persone sono rimaste uccise e oltre 100 ferite negli attacchi a due diverse moschee nel nord est del paese. Gli attentati non sono stati rivendicati per il momento, ma la dinamica e gli obiettivi fanno pensare ad un'azione degli integralisti islamici di Boko Haram che negli ultimi sei anni hanno spesso attaccato cristiani e musulmani che non aderiscono alla loro ideologia estremista.

Il primo attentato in Nigeria è avvenuto stamane all'alba a Maiduguri, nello stato di Borno dove Boko Haram è nato tredici anni fa.  L'esplosione è avvenuta all'ingresso dei fedeli musulmani in moschea per le preghiere del mattino. Ventotto le persone uccise nell'azione compiuta, secondo testimoni oculari, da un attentatore suicida. 
La città, soltanto questo mese, è stata già colpita sei volte, con un bilancio di 76 morti.

La seconda esplosione si è verificata a Yola, nel primo pomeriggio, poco dopo la fine del sermone dell'imam all'inaugurazione di una moschea. Almeno ventisette le vittime nell'attentato in una città che fino a un mese fa era considerato un luogo relativamente al riparo dalla violenza di Boko Haram. 

Nel corso della stessa giornata, il gruppo terroristico ha preso il controllo della città di Kerawa, nel nord del Camerun al confine con la Nigeria, uccidendo diversi civili.

Una fonte della sicurezza camerunense ha confermato che Boko Haram "controlla la città". Secondo alcune testimonianze i miliziani hanno rastrellato diversi civili e  hanno 'giustiziato' circa 30 persone.
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