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MONDO

A Washington inizia l'era Biden

“Mi sembra di tornare a casa…”: l’Inauguration Day raccontato dall’inviata Liana Mistretta

"Arrivare alla Casa Bianca, per noi, non è stato facile. Piove, fa freddo. Il nostro percorso è una gincana, a piedi. Muoversi in macchina sarebbe impossibile. Su e giù per le strade deserte di Washington DC"

Liana Mistretta
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di Liana Mistretta (@LianaMistretta)Washington Dimentichiamo qualcosa? È la domanda che ci poniamo sempre quando stiamo per lasciare un posto dove abbiamo vissuto o anche solo soggiornato per qualche tempo.

Quando arriviamo alla Casa Bianca, sono le 6 e mezzo del mattino. E' l'Inauguration Day. Le finestre sono già illuminate. Tra qualche ora i Trump partiranno. Mentre mi preparo per la prima diretta per Rainews24 insieme ad Andrea Vaccarella e alla nostra producer Manuela Cavalieri, provo a immaginare le ultime ore di Donald e Melania Trump alla Casa Bianca. Sicuramente il loro staff avrà pensato a organizzare il trasloco in Florida. Avranno preso tutto? Dopo 4 anni, cosa proveranno?



Arrivare alla Casa Bianca, per noi, non è stato facile. Piove, fa freddo. Il nostro percorso è una gincana, a piedi. Muoversi in macchina sarebbe impossibile. Su e giù per le strade deserte di Washington DC. 



Ogni 50 metri un checkpoint militare. A volte puoi oltrepassarlo, a volte tocca invece tornare indietro, procedere per tentativi fino a quando non trovi un varco accessibile. La città è divisa in zona verde, e zona rossa. Quest'ultima blindata. La sola idea fa davvero impressione. 



Il timore di proteste violente, di attentati, è reale. Dopo l'attacco al Congresso del 6 gennaio scorso, il livello di allerta è altissimo. 25 mila uomini e donne della Guardia Nazionale presidiano la città. Sono per lo più giovani, nei giorni scorsi li abbiamo incrociati spesso in strada, in hotel, nei momenti di pausa davanti a una pizzeria italiana, nei negozi di souvenir.



Vengono da ogni parte degli USA, molti parlano spagnolo. I loro volti esprimono al meglio la diversità di questo paese. Poco dopo le 8 i Trump lasciano la Casa Bianca. Ad attenderli sul prato lato sud, l'elicottero Marine One. 



Il presidente, mi chiedo, avrà lasciato nel cassetto del resolute desk, la scrivania ottocentesca dello studio ovale, un messaggio per Joe Biden? Di solito il presidente uscente lo fa col suo successore. Ma Trump ha deciso di non partecipare alla cerimonia di insediamento di Biden, non lo ha neanche nominato nel suo messaggio di saluto, non lo ha ricevuto alla Casa Bianca nei giorni scorsi. A lungo ha negato la sua vittoria cercando di ribaltare i risultati del voto. Chissà. L'elicottero decolla, sorvola il centro di Washington DC, passa sopra di noi. 



La Joint Base Andrews, in Maryland, non è lontana, 10 minuti di volo. Lì la cerimonia di saluto di Donald Trump. "In qualche modo ritornerò" dice. L'Air Force One è pronto, porterà a bordo per l'ultima volta i Trump. Destinazione Florida.



Si volta pagina, inizia l'era Biden. 4 nuovi anni, forse 8, da raccontare. Ma prima, ci spostiamo a Capitol Hill. C'è il sole, tira un vento gelido, a tratti un leggero nevischio. Le strade sono ancora deserte, lo saranno per tutta la giornata.



La pandemia da coronavirus ha fatto già 400 mila vittime. Frenarla, sconfiggerla, sarà la priorità di Biden che ha invitato gli americani a non venire a Washington DC per l'Inauguration Day. Al loro posto sul Mall davanti al Capitol sono state piazzate 200 mila bandiere. Bandiere al posto delle persone.



Ricordo bene l'atmosfera festosa delle altre volte. Ero qui anche il 20 gennaio 2017 per l'insediamento di Trump, e non dimenticherò mai quello di Obama: 2 milioni di americani in strada. Ora c'è silenzio, c'è paura, la città è blindata. La cerimonia meglio guardarla in TV, hanno pensato in tanti.


Noi restiamo fuori dal Capitol, pronti a seguire eventuali proteste. Come noi, tanti colleghi arrivati da tutto il mondo. Poche parole in varie lingue, sorrisi celati dalle mascherine, stiamo tutti attenti a mantenere le distanze e a cogliere il minimo segnale sospetto.
Dentro Capitol Hill sono arrivati tutti. Arrivano anche la vicepresidente Kamala Harris e il marito. Lei, la prima donna di colore a ricoprire questo incarico. Lui, il primo second gentleman della storia americana. Poi è la volta di Joe e Jill Biden. Le donne indossano tutte abiti coloratissimi.



Anche le ex first lady. Scoprirò dopo che hanno voluto rappresentare tutti i colori del paese che contiene tutti i colori del mondo. La diversità degli USA torna a essere un valore. L'inno nazionale è intonato da Lady Gaga.



Il giuramento di Kamala Harris è la prima grande emozione di questa giornata. Giura davanti a Sonia Sotomayor, prima giudice ispanica della corte suprema ed ex collega come procuratrice.



Poi è il momento di Joe Biden, davanti al giudice capo della Corte Suprema John Roberts. E' mezzogiorno, Biden è il 46mo presidente degli USA.


"La democrazia ha prevalso" dirà poco dopo nel suo discorso inaugurale. Un discorso che apre le porte a una nuova America nel segno dell'unità, della verità, dell'eguaglianza. Un ritorno alla normalità mi dice una ragazza che si avvicina alla nostra postazione. Lei guarda già al futuro, sulla sua felpa la scritta: Biden Harris 2024.



Capitol Hill si svuota lentamente. Il fortino costruito intorno alla casa della democrazia americana ha funzionato. Nessuna protesta. Massima tranquillità. Seguiremo dai nostri PC la cerimonia al cimitero nazionale di Arlington, l'omaggio di Biden e Harris al milite ignoto.
 Con loro gli ex presidenti americani. Tutti meno uno.



Noi ci rimettiamo in marcia. Li aspettiamo vicino Pennsylvania Avenue. Di nuovo davanti alla Casa Bianca. E' pomeriggio. La parata militare è in forma ridotta. La coppia presidenziale arriva in auto, percorre a piedi solo un breve tratto accompagnata dall'intera famiglia.



Qualche collega più fortunato è riuscito ad arrivare vicino all'ingresso della Casa Bianca, chiede al presidente Biden: "Mr President cosa prova ad entrare qui?" "Mi sembra di tornare a casa".


 
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