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Coronavirus

I nuovi colori dal 10 maggio

Covid: Sicilia, Sardegna e Valle d'Aosta arancioni ed il resto del Paese in area gialla

Sale l'indice di contagio Rt: questa settimana è a 0,89. La scorsa settimana era a 0,85. Scende invece l'incidenza: da 146 a 127 casi ogni 100mila abitanti

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Il ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, firmerà in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore a partire dal 10 maggio. Nessuna regione è in area rossa. Sono in area arancione Sicilia, Sardegna e Val d'Aosta. Tutte le altre regioni e province autonome sono in area gialla.

Indice di contagio Rt sale a 0,89
Sale anche questa settimana l'indice di contagio del coronavirus in Italia che passa dallo 0,85 della scorsa settimana a 0,89. L'incidenza secondo gli ultimi calcoli sarebbe ancora in discesa dal valore 146 registrato nel monitoraggio della scorsa settimana, arrivando ora a 127 casi ogni 100mila abitanti. "Il punto essenziale dell'Rt è il valore di 1. Quando si è sotto in tutto l'intervallo di confidenza sia ha la certezza che la circolazione è in decrescita. Alcune oscillazioni si possono vedere ma il dato è solido". Così il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, in conferenza stampa.

Nell'ultima settimana di monitoraggio si osserva in Italia "un miglioramento generale del rischio", con nessuna Regione a rischio alto per la seconda settimana consecutiva. Sei Regioni hanno una classificazione di rischio moderato (di cui una, Calabria, ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 15 Regioni hanno una classificazione di rischio basso. Una Regione (Molise) e una Provincia Autonoma (Bolzano) hanno un Rt puntuale maggiore di uno, ma con il limite inferiore sotto l'uno. Tutte le Regioni hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo uno.

Decrescita della curva in tutte le regioni e province autonome
"La curva in Italia è in decrescita mentre in altri paesi Ue la situazione è altalenante e di transizione. La decrescita in Italia è sempre lenta ma il dato significativo è che questa settimana in tutte le regioni e province autonome è registrata una decrescita", ha aggiunto Brusaferro, alla conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia.

Iniziamo a vedere anche calo curva mortalità
"Cominciamo a vedere ora gli effetti  di un calo anche rispetto alla mortalità ma la curva è ancora in fase iniziale", ha detto il presidente dell'Iss.

Età media scende a 41 anni
"L'età media dei casi scende a 41 anni e anche l'età media dei ricoveri scende a 65 anni. I casi però segnano un aumento tra i più giovani, tra 0 e 9 anni. I casi tra gli over-80 decrescono più rapidamente delle altre fasce e questo è un effetto delle vaccinazioni", ha detto Brusaferro.

Aumenta tracciamento casi
"Ci sono segnali positivi per la riduzione dei ricoveri in terapia intensiva e aree mediche e sale da 24mila a oltre 27mila il numero dei casi per cui è possibile il tracciamento e in varie regioni. Ci si sta avvicinando al valore di 50 casi per 100mila che è il valore soglia per rendere possibile il tracciamento".

Effetto vaccinazioni evidente in over 80
I contagi "negli over 80 decrescono rapidamente. E decrescono più rapidamente delle altre classi di età -  70/79 e 60/69 - che continuano a decrescere ma gli ultraottantenni  sono 'leader' di decrescita. E questo è un effetto della vaccinazione  e del fatto che questa fascia di età è stato uno dei primi target che  si sta raggiungendo nella copertura vaccinale".  

Rezza: nessuna controindicazione J&J e Az per under 60
"C'è una riflessione in corso su questo, sull'utilizzo del vaccino AstraZeneca e J&J negli under-60. Ma i vaccini a vettore virale sono utilizzabili dai 18 anni in su e dunque non c'è alcuna controindicazione. La circolare ministeriale prevede un uso preferenziale per over-60, ma ciò non vuol dire che non possano essere usati al di sotto. Infatti abbiamo visto come in Gb hanno utilizzato al 50% AstraZeneca e Pfizer e hanno ottenuto un abbattimento dei casi e dei morti". Così il direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza in conferenza stampa. E poi: "Probabilmente questa infezione si endemizzerà, molti fattori potrebbero cioè impedire il raggiungimento delle immunità di gregge ma possiamo raggiungere
il controllo dell'epidemia: Covid-19 diventerà cioè come l'influenza, infettando la popolazione ma senza conseguenze eccessive. Molto dipenderà dall'andamento delle vaccinazioni".
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