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EUROPA

Banda larga

Rete unica, Bloomberg: da Antitrust europeo parere negativo a fusione Tim-Open Fiber

Fonti ufficiali Ue non commentano: "Gli sviluppi sono monitorati da vicino". Il Mef smentisce: nessun veto da Bruxelles

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Indiscrezioni riportate da Bloomberg, secondo cui l'Antirust europeo potrebbe opporsi alla creazione di una società unica per la rete a banda larga controllata dall'ex monopolista, mettono il altalena il titolo Tim. Il timore dell'autorità europea, guidata da Margrethe Vestager, riferisce Bloomberg, sarebbe la possibile creazione di un monopolio a causa dell'eventuale combinazione tra Telecom e la più piccola Open Fiber, cosa che rappresenterebbe una netta inversione di rotta dopo decenni di deregulation.

Dalla Commissione nessun commento
La Commissione Europea "non commenta" le indiscrezioni pubblicate da Bloomberg secondo le quali l'esecutivo Ue starebbe pensando di bloccare l'operazione che dovrebbe portare all'unione delle reti di Tim e di Open Fiber. In generale "seguiamo con attenzione gli sviluppi" relativi alla rete, ma l'operazione "non è stata" ancora "notificata" alla Dg Comp e spetta alle società valutare se raggiunge le soglie rilevanti, afferma una portavoce della Commissione.

Il Mef smentisce: nessun veto
E il ministero dell'Economia e finanze smentisce le indiscrezioni: Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, "ha contatti regolari con Margrethe Vestager e funzionari dell'antitrust Ue, con cui ha parlato recentemente. Non è previsto alcun veto sul piano relativo alla rete unica. C'è invece un condiviso obiettivo comune di dotare l'Italia con moderne infrastrutture digitali". E' quanto fanno sapere fonti del Mef sulle anticipazioni di Bloomberg.

La procedura di comunicazione
Mentre per FiberCop, la società della rete secondaria di Tim, la notifica all'Antitrust Ue è attesa intorno a fine mese, quella su AccessCo, la newco della rete unica prevista nel più ampio piano concordato col il governo, avverrà solo una volta raggiunto l'accordo su Open Fiber. 

L'operazione su FiberCop, la società che vede come soci Fastweb e il fondo americano Kkr, è già stata notificata alle Autorità italiane, Agcom e Golden Power. La notifica a Bruxelles, secondo quanto apprende Radiocor, dovrebbe avvenire invece tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre.

Per la successiva società AccessCo, che dovrebbe nascere con la fusione di FiberCop e Open Fiber, invece, la notifica formale alla Ue non può ancora avvenire poiché manca l'accordo sulla società partecipata da Enel e Cdp.

Patuanelli riferisce alla Camera
Il 10 settembre scorso, parlando alla Commissione trasporti alla Camera, il ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli aveva sostenuto la necessità di una società che abbia all'interno fibra e 5G in un mercato regolato, "una società che nasce esclusivamente con la fibra può essere il punto di partenza ma non deve essere il punto di arrivo: io vedo una società delle reti e delle tecnologie, che all'interno possa avere tanto la fibra ma anche il 5G, che consenta in un mercato regolato l'accesso a pari condizioni agli operatori".

Lo stesso giorno, in un articolo dedicato alla rete unica in Italia, il Financial Times scriveva che  "L'industria italiana delle telecomunicazioni ha sempre nuotato controcorrente in Europa": "mentre le società di telecomunicazioni in altre parti d'Europa hanno passato 20 anni a lamentarsi del fatto che le autorità di regolamentazione e i governi sono ossessionati a promuovere la concorrenza, l'Italia ha annunciato un piano per unire le due reti, ricreando di fatto un fornitore di banda larga monopolistico. La nuova società AccessCo sarà controllata a maggioranza da Telecom Italia".
 
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