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Coronavirus

1356 strutture hanno risposto al questionario

Coronavirus. Iss: nelle Rsa mancano Dpi, farmaci e personale

Report dell'indagine condotta dall'Istituto superiore di sanità sul contagio Covid-19 nelle Rsa

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Dalla mancanza di dispositivi di protezione individuale (Dpi) a scarse informazioni su procedure per il contenimento delle infezioni, dalla carenza di farmaci, all'assenza di personale sanitario, fino alle difficoltà nell'isolare i pazienti con Covid-19 o a eseguire tamponi. Queste sono le principali difficoltà riscontrate dalle strutture residenziali e sociosanitarie (Rsa) all'inizio e nei momenti più difficili della pandemia. Almeno stando al report finale dell'indagine condotta dall'Istituto superiore di sanità in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale sul contagio Covid-19 nelle Rsa.

Complessivamente hanno risposto al questionario 1356 strutture, pari al 41,3 per cento di quelle contattate, che hanno riportato dati riferiti al periodo dal 1 febbraio al 30 aprile 2020. In media nelle Rsa sono risultati presenti 2,5 medici, 8,5 infermieri e 31,7 OSS (operatori socio-sanitari) per struttura. Circa l'11 per cento delle strutture ha dichiarato di non avere medici in attività nella struttura fra le figure professionali coinvolte nell'assistenza. Complessivamente, considerando le tre figure professionali, sono presenti mediamente 42,4 operatori per struttura. Mediamente sono stati riportati 74,8 posti letto per struttura, con un range da 8 a 667 posti letto. Le 1356 strutture hanno riportato un totale di 97521 residenti alla data del 1  febbraio 2020, con una media di 72 residenti per struttura.

Nel totale dei 9154 soggetti deceduti, 680 erano risultati positivi al tampone e 3092 avevano presentato sintomi simil-influenzali. In sintesi, il 7,4 per cento del totale dei decessi ha interessato residenti con riscontro di infezione da SARS-CoV-2 e il 33,8 per cento ha interessato residenti con manifestazioni simil-influenzali a cui però non è stato effettuato il tampone.

Il picco dei decessi è stato riscontrato nel periodo 16-31 marzo. Delle 1259 strutture che hanno risposto alla domanda relativa alle difficoltà riscontrate, 972 (77,2 per cento) hanno riportato al momento del completamento del questionario la mancanza di Dispositivi di Protezione Individuale, mentre 263 (20,9 per cento) hanno riportato una scarsità di informazioni ricevute circa le procedure da svolgere per contenere l'infezione. Inoltre, 123 (9,8 per cento) strutture segnalano una mancanza di farmaci, 425 (33,8 per cento) l'assenza di personale sanitario e 157 (12,5%) difficoltà nel trasferire i residenti affetti da Covid-19 in strutture ospedaliere. Infine, 330 strutture (26,2 per cento) dichiarano di avere difficoltà nell'isolamento dei residenti affetti da Covid-19 e 282 hanno indicato l'impossibilità nel far eseguire i tamponi.

 
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