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ECONOMIA

I dati

Istat. Calano le vendite al dettaglio: -0,4% ad aprile

Le vendite dei beni alimentari sono in aumento mentre diminuiscono quelle dei beni non alimentari

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Ad aprile 2021 le vendite al dettaglio segnano un calo rispetto al mese precedente pari a -0,4% in valore e -0,5% in volume. Le vendite dei beni alimentari sono in aumento (+1,0% in valore e in volume) mentre calano quelle dei beni non alimentari (-1,5% in valore e -1,7% in volume). Rispetto ad aprile 2020, le vendite al dettaglio aumentano del 30,4% in valore e del 31,5% in volume. Lo comunica Istat. Nel trimestre febbraio-aprile 2021, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio aumentano del 4,3% in valore e in volume.

L'Istat osserva che "ad aprile 2021 emerge un lieve ripiegamento congiunturale delle vendite al dettaglio che segue la stagnazione del mese precedente", quando le vendite avevano segnato un calo dello 0,1% in valore rispetto a febbraio e un aumento dello 0,1% in volume.

"Negli ultimi due mesi il risultato congiunturale complessivo è stato sostenuto dall'andamento positivo del comparto alimentare, mentre quello dei beni non alimentari ha contribuito negativamente".  "Il fortissimo incremento tendenziale che si osserva per quasi tutti gli aggregati - commenta l'istituto di statistica - è ovviamente il risultato del confronto con le vendite di un mese, l'aprile dello scorso anno, caratterizzato dalle estese chiusure dovute alle misure di contrasto all'emergenza sanitaria".

Tra i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per tutti i gruppi di prodotti. Gli aumenti maggiori riguardano mobili, articoli tessili, arredamento (+653,0%) e Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+431,3%), mentre per i prodotti farmaceutici si evidenzia la crescita di minore entità (+6,0%).  Rispetto ad aprile 2020, il valore delle vendite al dettaglio aumenta in tutti i canali distributivi: la grande distribuzione (+22,8%), le imprese operanti su piccole superfici (+38,1%), le vendite al di fuori dei negozi (+61,0%) e il commercio elettronico (+35,2%). 

Unione Consumatori: "Dati sconfortanti"
"Dati deprimenti e sconfortanti. Il recupero annuo, infatti, è solo un'illusione ottica, visto che nell'aprile 2020, in pieno lockdown, c'era stato un tracollo annuo delle vendite del 26,3%, del 26,8% considerando gli indici aggiornati ad oggi. Insomma, andare meglio del peggio non può consolarci", dice Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. Unica consolazione - dichiara - è che, nonostante il dato dell'Istat non sia del tutto confrontabile con quelli resi noti nei giorni scorsi da Eurostat, è comunque certo che l'Italia va meglio degli altri Paesi Ue che hanno registrato un ribasso medio mensile delle vendite in volume del 3,1%, -3,1% anche nell'Eurozona, mentre per l'Italia la flessione in volume e' stata solo dello 0,5%". 

"Le famiglie italiane versano ancora in situazione di difficoltà economica a causa della crisi generata dal  Covid, e tagliano i consumi nei settori non indispensabili", è il commento del presidente di Assoutenti, Furio Truzzi. "Il commercio registra ancora una crisi sul fronte delle vendite. Le famiglie spendono solo per beni primari come gli alimentari, unica voce che registra un incremento delle vendite, mentre tagliano i  consumi su tutti gli altri beni". "Una situazione che rispecchia le difficoltà economiche in cui versano milioni di famiglie italiane impoverite dall'emergenza sanitaria e dalla decurtazione dei redditi, e dimostra come i sostegni elargiti finora si siano rilevati insufficienti, al punto che oggi il 60% dei nuclei denuncia difficoltà ad arrivare alla fine del mese, con effetti diretti sulle vendite e sui consumi", conclude Truzzi.

Balzo in avanti dei mercati all'aperto
La voglia di libertà fa volare la spesa nei mercati all'aperto con il commercio ambulante che registra un balzo del 61% delle vendite mentre in controtendenza il calo maggiore con una riduzione del 10% si verifica per le piccole botteghe alimentari.

"Ad influenzare l'andamento degli acquisti sono stati l'allentamento  delle restrizioni e degli spostamenti ma anche - sottolinea Coldiretti - i vincoli posti alla ristorazione che hanno contribuito al valore positivo della spesa alimentare sia su base mensile che annuale. A cambiare per l'emergenza Covid - continua  l'associazione - è stata la mappa della spesa delle famiglie con una decisa svolta green che ha favorito l'acquisto di prodotti considerati più salutari e più vicini al territorio per sostenere l'occupazione e l'economia locale. Un comportamento che ha spinto il successo dei mercati di vendita diretta degli agricoltori di Campagna Amica che hanno incrementato le vendite del 26%, trainati da una nuova  sensibilità degli italiani verso i cibi salutari ma anche dalla  volontà di recuperare un contatto diretto con chi coltiva i prodotti  che si portano in tavola, dopo le limitazioni imposte dalla pandemia", conclude Coldiretti.
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