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MONDO

Pena capitale

Italia a Iran: non uccidete Djalali, esecuzione appesa a un filo

L'esecuzione della condanna a morte del medico iraniano-svedese in Iran accusato di spionaggio rimandata di alcuni giorni è ora appesa a un filo

Ahmadreza Djalali
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Su richiesta del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il Segretario Generale, Ambasciatore Elisabetta Belloni, ha espresso all'Ambasciatore dell'Iran in Italia la forte preoccupazione del Governo e dell'opinione pubblica italiani per la notizia della decisione di dare seguito alla condanna a morte in Iran del dott. Ahmadreza Djalali il medico iraniano-svedese condannato a morte per spionaggio.

Lo rende noto la Farnesina. Belloni, ricordando l'impegno dell'Italia per una moratoria globale della pena capitale, ha fatto appello alle Autorità iraniane affinché desistano dall'esecuzione della condanna. L'Italia continuerà a seguire attentamente il caso di Djalali, in stretto coordinamento con i partner europei.  

La Bcc stamane aveva fatto girare la notizia del rinvio dell'esecuzione del medico "di alcuni giorni", la notizia apparsa sul sito della Bbc in persiano, precisando di avere avuto l'informazione da una fonte vicina alla famiglia contattata dall'avvocato del ricercatore, che in passato ha lavorato anche a Novara, in Italia.

"Una fonte vicina alla famiglia - scrive la Bbc - ha confermato che, in un contatto con l'avvocato, hanno annunciato che l'esecuzione della condanna a morte è stata rinviata di alcuni giorni". Ieri l'avvocatessa di Djalali, Halaleh Musavian, aveva detto che il suo assistito doveva essere trasferito dal carcere di Evin a Teheran a quello di Rajai Shahr nella città di Karaj, una trentina di chilometri ad ovest della capitale, per essere impiccato. L'esecuzione sembrava dunque questione di ore. Arrestato nel 2016, Djalali è stato condannato a morte l'anno successivo per spionaggio in favore di Israele, ma ha sempre respinto l'accusa. 

 
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