Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/kashmir-lockdown-2300-detenzione-arresti-proteste-0ab30e78-edb8-42af-a98f-20cbdecaff11.html | rainews/live/ | true
MONDO

Caos Kashmir, Paese in lockdown: oltre 2.300 in stato di detenzione

Le comunicazioni telefoniche, la copertura dei telefoni cellulari, i servizi internet a banda larga e la tv via cavo sono stati interrotti. Disordini dopo che New Delhi ha revocato l'autonomia della regione contesa con il Pakistan

Condividi
Almeno 2.300 persone, per lo più giovani uomini, sono in stato di detenzione nel Kashmir amministrato dall'India durante un blocco di sicurezza e un blackout delle comunicazioni, imposto per ridurre i disordini dopo che New Delhi ha revocato l'autonomia della regione contesa col Pakistan.
Tra gli arrestati figurano sia manifestanti anti-India che leader pro-India del Kashmir, rinchiusi in carceri o altre strutture improvvisate. Quasi 100 persone sono state arrestate ai sensi della legge sulla sicurezza pubblica, che consente di essere trattenuti fino a due anni senza processo.   Migliaia di truppe indiane sono state inviate nella valle del Kashmir, una delle regioni più militarizzate del mondo, per controllare i posti di blocco. Le comunicazioni telefoniche, la copertura dei telefoni cellulari, i servizi internet a banda larga e la tv via cavo sono stati interrotti, sebbene siano poi stati gradualmente ripristinati in alcuni punti.   La maggior parte degli arresti è avvenuta a Srinagar, città principale del Kashmir e cuore di un movimento che da 30 anni cerca di estromettere l'India a maggioranza indù dalla regione a maggioranza musulmana, in modo che possa essere indipendentemente o fondersi con il Pakistan.

Scontro a fuoco, morto un poliziotto e un miliziano
Due persone sono morte in uno scontro a fuoco nel Kashmir amministrato dall'India, dove non si placano le tensioni dopo la decisione di Nuova Delhi di cancellare l'autonomia costituzionale della regione. Un portavoce della polizia ha confermato che un presunto miliziano e un poliziotto sono morti in una sparatoria nella zona di Ganie-Hamam, nel distretto di Baramulla, durante un'operazione delle forze di sicurezza. Il blitz ha portato al sequestro di armi e munizioni e di materiale che testimonierebbe l'appartenza del presunto miliziano ucciso al gruppo Lashkar-e-Taiba con base in Pakistan. Un altro poliziotto è rimasto ferito. È il primo scontro a fuoco da quando l'India ha revocato l'autonomina del Kashmir.
Condividi