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MONDO

​Kirghizistan: proteste contro il rapimento delle ragazze costrette poi al matrimonio

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Proteste di massa in Kirghizistan contro il rapimento delle ragazze costrette poi al matrimonio, dopo il rapimento e l’assassinio di Aizada Kanatbekova.

Le proteste sono scoppiate nella capitale Biškek. I manifestanti chiedono le dimissioni dei vertici del Ministero dell’Interno e dei dirigenti della polizia, incapaci, secondo loro, di contrastare la criminalità.

La vittima è stata rapita il 5 aprile scorso. Il rapimento è stato registrato dalla videosorveglianza e la polizia aveva in mano non solo il filmato, ma anche il numero della targa del rapitore. È stato identificato il numero del cellulare del rapitore; la polizia l’ha chiamato, ma lui ha risposto che era intenzionato a sposare la ragazza. Quest’ultima, due giorni dopo, è stata trovata senza vita.

Un deputato locale ha fatto notare che il rapimento delle ragazze è considerato una tradizione nel paese e per questo la polizia spesso chiude un occhio. Il Codice Penale del paese prevede come reato il “rapimento di persona per scopi matrimoniali” che dovrebbe essere eliminato e sostituito con “rapimento di persona”, con inasprimento della pena.

Sempre secondo il deputato, negli ultimi 5 anni nel paese sono state rapite 900 persone.
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