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MONDO

Dopo l'annessione alla Russia

​La Crimea torna a esportare vino

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Per la prima volta dopo l’annessione della Crimea alla Russia nel 2014, e in barba alle sanzioni occidentali, la storica azienda vinicola “Massandra” ha ripreso le esportazioni.

Il primo lotto di 15,600 bottiglie, che comprende nove denominazioni di vini secchi e semisecchi, bianchi e rossi, è stato spedito in Bielorussia.

Nonostante le sanzioni occidentali, i vini crimeani sono stati certificati dalle autorità bielorusse e autorizzate per la vendita sul territorio nazionale. Le prime bottiglie già si trovano sui banchi dei negozi a Brest.

La posizione delle autorità bielorusse nei confronti dell’annessione della Crimea è ambigua: da un lato la Bielorussia ha votato contro la risoluzione dell’ONU, anche se si trattava solo di una raccomandazione, in sostegno dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Pur non riconoscendo a livello ufficiale l’annessione, le massime cariche bielorusse parlano di “accettare una situazione de facto” nella penisola, cioè la giurisdizione russa.

Nello stesso tempo, Minsk è la sede degli accordi sul cessate-il-fuoco nell’Ucraina Orientale.

L’azienda vinicola di “Massandra” ora intende allargare le esportazioni al Sud-Est Asiatico, ma anche nelle repubbliche secessioniste separatiste di Donetsk e Lugansk.

Prima dell’introduzione delle sanzioni occidentali, “Massandra” esportava vini in Francia, nel Canada e nel Nepal.

 
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