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ECONOMIA

Lavoro, cambiamenti pandemia lasceranno segno

Italia, tra due anni solo 2 dipendenti su 5 in presenza

La cosiddetta modalità ibrida resterà diffusa. I dati dalla ricerca Benefit Trends Survey su un campione di 155.000 lavoratori

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Un segno permanente, almeno per i prossimi due anni: il lascito della pandemia sul mondo del lavoro che potrebbe avere alcuni effetti irreversibili, soprattutto per quanto riguarda lo smart working. Secondo la ricerca condotta da Willis Towers Watson, su un vasto campione di aziende e lavoratori in Italia, si prevede che tra due anni solo il 42% dei dipendenti lavorerà in presenza, circa la metà del periodo pre-Covid ma in aumento rispetto alla situazione attuale, dove a recarsi sul posto di lavoro è appena il 32%.

I dati
Nel 2019 prima del Covid-19, ben l'82% lavorava in ufficio, mentre erano soltanto il 12% i lavoratori che si alternavano casa e ufficio, ed il 6% in remoto. Oggi sono rispettivamente 31% e 38%, con un balzo in entrambe le categorie, ed il fenomeno sembra - secondo lo studio Benefit Trends Survey - destinato a consolidarsi.

Anche gli accordi di lavoro futuri rifletteranno questo nuovo quadro: il 26% delle aziende si attende che i dipendenti lavoreranno in alternanza tra luogo di lavoro e lavoro agile, ed il 33% più da casa che non da ufficio. Sette aziende su dieci (il 71%): progettano di consentire un pieno ritorno in ufficio - ma su base volontaria - entro la fine dell'anno, mentre il 47% non sono ancora sicure di quando termineranno i protocolli anti-Covid e solo un 10% prevede di fermarli prima del 2022. 

Orlando: "Entro ottobre tavolo su Smart Working"
Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, alla Settimana Sociale dei cattolici ha comunicato che è stato avviato il confronto con le parti sociali per un accordo quadro sul lavoro agile. "Entro fine mese convocherò un tavolo largo per ragionare su accordo quadro". I punti focali secondo il ministro sono: quale è il livello di sicurezza di quello che diventa il luogo di lavoro, come si garantisce il "diritto alla disconnessione", e come si garantiscono i dati. "Il dialogo sociale cominci a definire i paletti, dove è necessario: intervenga la legislazione"
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