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ITALIA

La tragedia dei monti Nebrodi

Il caso di Caronia. Il legale: Viviana non si è uccisa e non ha ucciso Gioele

Terminato l'esame sui vestiti indossati da Viviana Parisi al momento del ritrovamento del corpo. Per il medico legale il Dna potrebbe essere deteriorato e rendere la sua estrazione non agevole

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L'esame sui vestiti di Viviana non ha dato ancora le certezze sperate. Secondo il medico legale il Dna potrebbe essere deteriorato e rendere così più complicato il raffronto. E' terminato presso il laboratorio della Polizia scientifica di Palermo l'esame sui vestiti indossati da Viviana Parisi al momento del ritrovamento del corpo sotto un traliccio nei boschi di Caronia (Messina). Presente anche il medico legale incaricato dalla Procura di Patti (Messina) Elvira Ventura Spagnolo che ha eseguito gli esami su una campionatura. Successivamente la polizia scientifica farà delle indagini Genetico forensi sui campioni.

"Abbiamo fatto dei prelievi - ha spiegato il medico - al fine di effettuare delle successive indagini di carattere genetico-forense. Quindi l'estrazione di Dna per capire intanto la tipologia di materiale presente sull'indumento. E a quel punto viene individuato se si tratta di materiale di natura umana e si estrae il Dna. Bisogna considerare che essendo un indumento indossato da un cadavere in avanzato stato di putrefazione può essere intriso di materiali putrefattivi e quindi il Dna può essere deteriorato, dunque non necessariamente la sua estrazione può essere agevole".

"Si procederà poi con indagini di carattere genetico sempre per il discorso del Dna su altro materiale biologico però verrà fatto successivamente". Oggi per la dottoressa "non poteva emergere nulla perché si effettuano i prelievi successivi".

Si cerca di capire se la morte è stata contestuale o in due momenti diversi anche perché i due corpi sono stati trovati a circa 300 metri distanza. Invece, non è stata ancora fissata l'autopsia sui resti del piccolo Gioele. Altri elementi, infine, potrebbero emergere dal nuovo sopralluogo previsto per domani nei posti dove sono stati ritrovati il corpo di Viviana ed i resti del figlio nei boschi di Caronia, nel Messinese. "Si tratterà di accertamenti tecnici per verificare alcune dinamiche", ha fatto sapere il legale della famiglia Mondello, l'avvocato Pietro Venuti. Questa sera a Venetico una fiaccolata in ricordo delle due vittime.

Sono ancora tanti gli interrogativi sulla dinamica degli eventi che hanno portato alla morte di Viviana Parisi e del piccolo Gioele. Un rebus su cui è al lavoro anche uno psichiatra che affiancherà l'equipe di esperti della Procura di Patti. Il consulente dovrà fornire un quadro dello stato di salute della dj di origini torinesi. 

Dopo la svolta di due giorni fa con il ritrovamento dei resti del piccolo Gioele nel bosco dei Nebrodi sono i familiari della dj a parlare via social. "Viviana non si è uccisa e non ha ucciso il piccolo Gioele". Ne è convinto Claudio Mondello, legale e cugino di Daniele Mondello, che affida a Facebook la sua ricostruzione dei fatti accaduti a Caronia. 

"Il bambino sfugge alla vigilanza della madre - dopo incidente stradale - e si allontana, forse anche solo di pochi passi, probabilmente qualcosa, in quello scenario di campagna, attira la sua attenzione oppure lo spaventa. La madre, terrorizzata, cerca disperatamente di trovarlo, ma i suoi tentativi falliscono". "Al fine di meglio orientarsi, quindi, decide di salire sul pilone della corrente -aggiunge il post- e guadagnare una posizione di privilegio rispetto al luogo circostante. E' vero che il traliccio è posto più in basso rispetto alla collina adiacente, ma è l'unica tipologia di struttura che consenta di guardarsi intorno a 360 gradi. e' compatibile, pertanto, con l'idea di chi voglia perlustrare la zona limitrofa; probabilmente (cosi' ipotizzo) per guadagnare il contatto visivo col bambino".

"Da quella posizione - ipotizza ancora Claudio Mondello - Viviana, finalmente, rintraccia Gioele: si affretta a scendere, ma, probabilmente per evitare di perdere tempo, ritiene preferibile saltare. Questa scelta le è fatale. da questo punto in poi faccio mia la ricostruzione di chi ha restituito Gioele alla propria famiglia: Giuseppe D Bello, ex brigadiere dei carabinieri. E' probabile - sottolinea - che il bambino abbia vagato tra i boschi fino al momento in cui è incorso in un incontro funesto (forse un suino nero dei Nebrodi; in zona ve ne sono molteplici sia da allevamento che allo stato brado). Quanto sopra deve essere vagliato, in modo accurato, e supportato da evidenze tali da rendere impossibile ogni alternativa possibile. Un lavoro - conclude Claudio Mondello - che impone pazienza, rispetto e silenzio". 

Sempre su Facebook il marito di Viviana Parisi e padre di Giole, Daniele Mondello, non molla e punta ancora il dito contro l'inefficienza delle ricerche postando un video su Facebook in cui si vede un cameraman che riprende un militare come per una copertura per un servizio televisivo. "Questo video me l'hanno mandato. Non so cosa pensare. Lo stavano cercando così a mio figlio?".





Poi aggiunge "Viviana non si è uccisa e non ha ucciso il piccolo".  

E arrivano altri dettagli sulle condizioni psichiche di Viviana. Secondo quanto racconta Mariella Mondello cognata di lei, la dj ai primi giugno "aveva chiamato il marito Daniele dicendo che si sentiva male perché aveva ingerito cinque o sei pillole". Il marito Daniele la portò subito "al Policlinico di Messina" dove le venne fatta una flebo, racconta. "Ma non sappiamo se è stato un tentativo di suicidio". Poi Viviana "decise di tornare a casa" perché lei "firmò le dimissioni".  

Dopo essere tornata a casa "riprese la cura" che le avevano prescritto tempo prima. Due mesi prima, il 17 marzo, in pieno lockdown, la donna era stata portata all'ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) dove le era stato diagnosticata una forma di "paranoia". Ha avuto un crollo mentale "dovuto a una crisi mistica". E' quanto risulta scritto su un certificato medico rilasciato dall'ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto e che la donna teneva nel cruscotto della sua Opel corsa. Solo ieri il marito Daniele ha voluto sottolineare che la donna "negli ultimi periodi non era in cura e non prendeva pillole". L'uomo è in cassa integrazione. La ditta per cui lavorava, come autista di navetta adibita al trasporto di clienti al cimitero di Messina, l’aveva lasciato a casa dopo l’emergenza Covid-19. 

Legali famiglia mostrano verbale pronto soccorso: 'mai tentato il suicidio'
"Viviana Parisi non ha mai tentato il suicidio" e per dimostralo i legali della famiglia, l'avvocato Pietro  Venuti e l'avvocato Claudio Mondello mostrano il verbale di accesso al pronto soccorso del 28 giugno scorso. La deejay che era sotto cura  aveva preso una dose maggiore di pillole e aveva paura che le potessero fare male. 

"Verbale di Pronto Soccorso" del 28/06/2020. Codice di urgenza:  Giallo. Paziente in atto eupnoica ("frequenza respiratoria Normale"  n.d. legali scriventi), in atto vigile, orientata, collaborante, cute e mucose rosee"- si legge nel documento reso noto dal legale - Due ore, circa, dopo tale accesso, Viviana era a casa. Il giorno seguente: a mare con la propria famiglia. Cosa era accaduto? Nel dubbio (Viviana non ne era certa) che avesse assunto un quantitativo leggermente  maggiore del farmaco prescrittole, Viviana rappresentava tale circostanza ai familiari i quali (come sempre solerti, attenti, amorevoli e premurosi), nel dubbio, preferivano accedere a pubblico nosocomio al fine di operare i dovuti accertamenti". E ribadisce: "nessun tentativo di suicidio".

Il procuratore di Patti Angelo Cavallo ieri ha detto chiaramente che una lettura chiara degli avvenimenti già c’è stata data, i medici legali e i periti si sono riservati di fornire gli esiti complessivi tra qualche mese, soprattutto quelli istologici. Cavallo lancia ancora un appello ai residenti dell'area di Caronia, chi ha visto qualcosa si faccia avanti.
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