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ITALIA

Divari profondi tra Nord, Sud e isole

Scuola, Legambiente: 17 miliardi del Pnrr subito per le emergenze

Il rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente​ fotografa la situazione delle strutture scolastiche nel nostro paese dove secondo l'indagine la metà degli edifici è senza certificato di agibilità e per il 41% dei quali urge manutenzione. Ci vuole "Priorità ad adeguamento sismico e efficienza energetica" scrivono

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I 17 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) previsti per la scuola, di cui 5 miliardi in arrivo entro novembre, "rappresentano il primo step da cui partire per affrontare le emergenze strutturali", secondo Legambiente che chiede di cominciare "dal miglioramento e dall'adeguamento sismico di tutte le scuole ricadenti nelle zone sismiche 1 e 2 e all'efficientamento energetico per raggiungere una diminuzione dei consumi del 50%".

Nel XXI rapporto Ecosistema scuola, la maggiore fragilità strutturale viene indicata nelle aree interne più soggette a terremoti e a fenomeni di dissesto mentre la fragilità sociale legata alla povertà educativa e materiale è individuata nelle periferie urbane. Gli edifici in area sismica 1 in tutta la Penisola sono il 4,1%, e quelli in area sismica 2 sono il 30,9%. Al Sud gli edifici complessivamente posti in entrambe le aree sono l'86,2%.

"Sarà poi importante - suggerisce l'associazione ambientalista - prevedere sostegno tecnico e amministrativo agli enti locali per l'orientamento al reperimento di fondi, le attività di progettazione nell'ottica dell'innovazione sostenibile e dell'efficiente gestione dei cantieri e rendere l'Anagrafe scolastica consultabile affinché siano esplicite le condizioni degli edifici e le entità dei fabbisogni". 

Resta il divario tra le scuole del Centro Nord e quelle del Sud e delle Isole: troppe ancora le emergenze strutturali e le disuguaglianze. Nel Meridione il 56% degli edifici necessità di interventi urgenti contro il 36% di quelli del Nord. Restano troppo pochi al Sud i servizi legati al servizio mensa, al trasporto scolastico e al tempo pieno.

A fotografare la situazione è il XXI rapporto di Ecosistema Scuola (dati 2020), l'indagine di Legambiente sulla qualità dell'edilizia scolastica e dei servizi, che fa il punto sullo stato di salute di 7.037 edifici scolastici di 98 capoluoghi di Provincia, frequentati da oltre 1,4 milioni di studenti. Nel 2020 i comuni del Centro-Nord mediamente dichiarano di avere necessità di interventi urgenti in poco più del 36% di scuole, contro quelli del Sud e delle Isole che li richiedono per quasi il 56% degli edifici, che per di più sono in area sismica 1 e 2 nel 74% dei casi, ben trenta punti percentuali sopra la media nazionale (44%).

Il patrimonio edilizio scolastico in Italia è "vetusto e poco sostenibile: un edificio su due non ha ancora il certificato di collaudo statico (46,8%), di agibilità (49,9%), prevenzione incendi (43,9%). Sale al 41% nel 2020 la percentuale degli edifici che hanno necessità di manutenzione urgente contro il 29,2% del 2019. Lo afferma il XXI rapporto di Ecosistema Scuola (dati 2020) di Legambiente sulla qualità dell'edilizia scolastica e dei servizi, sullo stato di salute di 7.037 istituti di 98 capoluoghi di provincia, frequentati da oltre 1,4 milioni di studenti. I nuovi edifici costruiti con criteri di bioedilizia sono lo 0,9%.

Preoccupa anche il divario sul fronte dei principali servizi, predominanti al Centro-Nord rispetto al Sud-Isole. Classi a tempo pieno 43% nelle scuole del Centro-Nord contro il 16% del Sud-Isole, servizio mensa - 65,5% contro 47,9%, servizio scuolabus - nel 29% degli istituti rispetto al 13,6%. Ancora troppo basse le pratiche che consentono i percorsi casa-scuola in autonomia e sicurezza: il servizio di pedibus è presente nella Penisola nel 5% delle scuole, in gran parte concentrato nelle regioni settentrionali, così come il servizio di bicibus presente esclusivamente nello 0,2% delle scuole del Nord. Per quanto riguarda gli edifici presenti in strade scolastiche, il 10,8 % si concentra al Nord, il 5,3% al Centro contro il 4,1% del Sud e lo 0,0% delle isole; altro dato riguarda gli edifici posti in Zone 30, il 16,4% si trova al Nord, il 9,3% al Centro mentre il 20% si concentra al Sud e lo 0,0% nelle isole.

Dati e numeri che, per Legambiente, "possono cambiare e migliorare se davvero la transizione ecologica si concretizzerà anche nelle scuole affrontando le emergenze strutturali e colmando ritardi e disuguaglianze". A questo riguardo "i 17 miliardi di euro del Pnrr previsti per la scuola, di cui 5 miliardi in arrivo entro novembre, rappresentano il primo step da cui partire purché le risorse in questione vengano indirizzate dove c'è più bisogno per fragilità strutturale, come le aree interne più soggette a terremoti e a fenomeni di dissesto, e per fragilità sociale legata alla povertà educativa e materiale, come le periferie urbane".

Per questo Legambiente chiede di "partire con la messa in sicurezza ed efficienza energetica degli edifici scolastici, intervenendo prioritariamente al miglioramento ed adeguamento sismico di tutte le scuole ricadenti nelle zone sismiche 1 e 2 e all'efficientamento energetico per raggiungere una diminuzione dei consumi del 50%". Sarà poi importante "prevedere sostegno tecnico e amministrativo agli Enti Locali per l'orientamento al reperimento di fondi, le attività di progettazione nell'ottica dell'innovazione sostenibile e dell'efficiente gestione dei cantieri e rendere l'Anagrafe scolastica consultabile affinché siano esplicite le condizioni degli edifici e le entità dei fabbisogni". "Ora più che mai, con le ingenti risorse del Pnrr previste anche per le scuole, l'asticella della sfida in termini di messa in sicurezza, riqualificazione e sostenibilità ambientale si fa sempre più alta", dichiara Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola Legambiente. 
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