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CULTURA

Ancora sconosciuto il nome della divinità venerata

Libano: scoperto nella città di Tiro un tempio romano

Il tempio aveva colonne alte 8 metri circa fatte di granito rosa egiziano e l'ingresso a gradini era decorato con lastre incise con motivi geometrici     

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La città di Tiro - capitale dei regno dei Fenici a 88 km a sud di Beirut e dal 1984 Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco - è al centro di una scoperta archeologica di notevole importanza: è stato ritrovato un antico tempio romano, grazie agli scavi della missione congiunta diretta da María Eugenia Aubet (Università Pompeu Fabra di Barcellona), Ali Badawi (Direzione Generale delle Antichità  del Libano) e Francisco J. Núñez (Centro Polacco di Archeologia  Mediterranea dell'Università di Varsavia).

Il tempio
Sono state identificate due fasi di costruzione che collocano il  tempio nel primo periodo romano (circa 31 a. C. - 193 d.C.) con una  modifica importante nel tardo periodo romano (circa 284 d.C. - 476  d.C.). Il tempio è situato nell'acropoli di Tiro, il punto più alto dell'antica città, che le iscrizioni greche e fenicie descrivono come  un'area sacra. L'edificio sacro aveva una pianta rettangolare. con un orientamento  est-ovest, con un vestibolo fiancheggiato da due colonne e un podio sull'altro lato. I muri del tempio erano originariamente composti da  blocchi di arenaria e l'edificio si trovava su una piattaforma fatta di pietra calcarea e arenaria. Le colonne alte 8 metri circa erano fatte di granito rosa egiziano e l'ingresso a gradini era decorato con lastre incise con motivi geometrici.     

"È uno dei pochi edifici di questo genere trovati a Tiro fino ad oggi. La nostra conoscenza di Tiro nell'antichità, nonostante la grande importanza della città, è purtroppo abbastanza limitata", ha detto Núñez in una dichiarazione ad Artnews. L'esatto oggetto di venerazione del massiccio tempio rimane un mistero. "Almeno per ora, il nome della divinità venerata in questo edificio rimane inafferrabile ", ha aggiunto Núñez che ha anche fatto notare che "le catastrofi naturali, l'aumento del livello del mare e le dinamiche dello sviluppo e dei lavori pubblici negli ultimi decenni hanno neutralizzato i caratteri dell'antica architettura"

I lavori continueranno nel 2022 con ulteriori esami sul tempio romano e sull'area circostante e i ricercatori cercheranno di determinare se anche il secondo monumento, localizzato a nord, sia anche esso stesso  un tempio.


 
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