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MONDO

A Sirte hanno preso controllo mezzi informazione

Libia: l'Isis avanza. Gentiloni: "Pronti a combattere"

I jihadisti conquistano terreno. Il titolare della Farnesina: non possiamo accettare una minaccia terroristica attiva a poche ore di navigazione dall'Italia. Analisti: c'è il pericolo che nei barconi dei migranti possano confondersi dei terroristi

Rapimento cristiani copti in Libia (Ansa)
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Libia Continua l'avanzata dell'Isis in Libia. Arriva a Sirte, un importante porto del Mediterraneo, a 200-300 miglia marine dall'Italia. E' preoccupato il nostro ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: è "una situazione che minaccia l'Italia", dice avvertendo che se la mediazione dell'Onu in corso dovesse fallire, siamo "pronti a combattere, in un quadro di legalità internazionale". Sono parole dure, in linea con l'invito, rinnovato proprio in queste ore, agli italiani a non recarsi nel Paese.

Gli italiani ancora nel Paese
L'Eni fa sapere che il suo personale è limitato "ad alcuni siti operativi offshore", mentre resiste il presidio, seppure ridotto all'osso, nell'ambasciata a Tripoli. Non si hanno invece ancora notizie di Ignazio Scaravilli, il medico catanese scomparso dalla capitale libica il 6 gennaio.

Analisti: pericolo infilitrazioni terroristiche nei flussi migratori
La Libia è uno "Stato fallito", nelle parole di Gentiloni, dal quale continuano a salpare barconi di disperati verso le coste italiane. Con l'eventualità - spiegano gli analisti - che tra i migranti possano insidiarsi dei combattenti dell'Isis. 

Sirte: controllo Isis dei mezzi informazione
Dalla Cirenaica, dove da mesi hanno instaurato il 'califfato di Derna', nelle scorse settimane i miliziani dello Stato islamico sono riusciti a spostarsi a ovest, prendendo di mira anche Tripoli, dove hanno rivendicato l'attacco kamikaze all'hotel Corinthia del 27 gennaio in cui sono morti almeno 5 stranieri. I jihadisti sono quindi entrati nelle scorse ore a Sirte, prendendo il controllo di una tv governativa e di due radio locali, "Radio Syrte" e "Mekmedas", sulle cui frequenze risuonano ormai la voce e i proclami del califfo Abu Bakr al Baghdadi e del suo portavoce.

Isis verso la Tunisia
Sui social network circolano foto di uomini in divisa mimetica, armati e incappucciati, in uno studio radiofonico. L'Isis si starebbe spostando anche verso il confine con la Tunisia, a Surman, un'altra città costiera a circa 60 km dalla capitale, dove gli affiliati di al Baghdadi hanno distribuito volantini con indicazioni per le donne, minacciando il ricorso alle armi per chi non si adegua. La battaglia di Sirte sembra però ancora all'inizio.

Sequestro di almeno 21 egiziani copti
Fonti libiche riferiscono che i miliziani dello Stato islamico "hanno dato tempo fino a domenica alle forze di Fajr Libya per lasciare Sirte". Le milizie filo-islamiche che controllano Tripoli - dove hanno imposto un governo "parallelo" vicino ai Fratelli musulmani - controllano infatti parte della città portuale. Ma a Sirte l'Isis aveva già messo a segno tra la fine di dicembre e i primi di gennaio il sequestro di almeno 21 egiziani copti, la cui sorte resta incerta. Ieri alcuni account Twitter riconducibili allo Stato islamico ne hanno annunciato l'uccisione e mostrato le foto nella tuta arancione dei prigionieri. La notizia non è stata ancora confermata da fonti ufficiali.
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