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MONDO

Missione Irini a guida italiana con 500 militari

Libia, ancora razzi su civili. Di Maio in Commissione: "Stop a armi e ingerenze esterne"

La situazione esplosiva in Libia spinge l'Italia a premere perché si avvii al più presto l'operazione Irini. Saranno impegnati 500 militari italiani e proprio l'Italia avrà il comando, ospiterà il quartier generale, metterà a disposizione assetti navali e aerei

Al-Sarraj e Di Maio a colloquio
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Razzi contro l'ospedale centrale di Tripoli e le aree residenziali dei dintorni con un bilancio di almeno 14 persone ferite. Ieri un attacco terminato nei pressi della residenza dell'ambasciatore italiano a Tripoli. Intanto continua incessante lo scambio di accuse tra il Governo di accordo nazionale (Gna) di al-Sarraj e l'Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar. Cronaca di nuove giornate di violenza e di accordi violati nella martoriata terra di Libia. Una situazione esplosiva sulla quale oggi è intervenuto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per riferire nelle Commissioni Esteri congiunte di Camera e Senato.

Rischio di scontro sempre più violento
"Prosegue l'escalation sul terreno, c'è il rischio di uno scontro sempre più violento, resta valida l'analisi secondo cui nessuna delle due parti sia in grado di prevalere militarmente, ma il perseguimento della fragile tregua e del cessate il fuoco appare come un obiettivo ancora difficile da raggiungere". 

Attacco ad Ambasciata contro diritto e umanità
"Ribadisco la ferma condanna espressa per l'attacco vicino alla residenza del nostro ambasciatore a Tripoli condotto dalle milizie di Haftar, segno di disprezzo del diritto internazionale e della vita umana, alla quale si sono associati tutti i partner europei". 

Missione Irini serve a soffocare il conflitto
"Questa missione avrà fallito se altererà gli equilibri del conflitto libico. Perché questa affamerà il conflitto" intercettando le armi, ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, rispondendo a deputati e senatori delle commissioni Esteri in seduta congiunta. "Non sarà una missione senza fine. Dovremo vedere, subito, se ci saranno risultati utili ai fini del tavolo di Berlino". 

No militari sul terreno
"Le cinquecento unita'" impegnate nella missione Irini "non significa 500 militari sul terreno", in Libia. Il numero si riferisce ai "militari che si alterneranno nella missione navale, aerea e nel comando che è nostro". L'ipotesi di un intervento di terra "non esiste nella misura in cui né il mandato dell'Onu né le autorizzazioni del Governo o delle parti esistono in questo senso".

Tentativi di Russia e Turchia e poi il Covid
"Prima della pandemia, hanno cercato di far firmare un cessate il fuoco in Libia la Russia e la Turchia da soli. E non ci sono riusciti. Noi, il 23 febbraio, avevamo il comitato militare congiunto dove le due parti si legittimavano". Poi il mondo ha cominciato a distogliere l'attenzione da tutti i dossier più importanti. Non è stato possibile fare più nessun incontro" a causa del Covid.

Irini a guida italiana
"La missione Irini sarà a comando italiano", ha precisato il ministro Di Maio. "Per il solo comando navale, ci sarà lo scambio con la Grecia", ma comunque ci sarà un numero 2 italiano.

Individuare chi manda le armi
"Ci vuole chiarezza" sul traffico d'armi verso la Libia. "Ci auguriano che in breve tempo ci consenta di accertare 'chi' porta le armi in Libia. Le informazioni raccolte con ispezioni in mare, le informazioni che raccoglieremo con il satellite e con aerei ricognitori con e senza pilota saranno inviate alla commissione Onu. Quello che noi faremo come Italia è chiedere che quelle informazioni possano essere portate al tavolo di Berlino e chiamare a responsabilità chi siede a quel tavolo, o non ci siede". 

Ora è tempo di avviare Irini
"E' necessario dare rapido avvio all'Operazione Irini per bloccare il persistente flusso di armi e riaprire lo spazio per una soluzione politica negoziata della crisi", ha detto Di Maio in audizione. "L'Italia si è assicurata il comando della nuova Operazione, ospiterà il Quartier Generale, metterà a disposizione assetti navali e aerei: la nave comando per il primo semestre (successivamente sostituita da un'altra unità navale), un elicottero per il pattugliamento marittimo, un Aeromobile a Pilotaggio Remoto e un aereo da pattugliamento P-72. Sulla base di questo impegno, restiamo determinati a garantire la massima imparzialità del mandato di Irini ed a far sì che tutte le violazioni dell'embargo, ovunque si verifichino, vengano tempestivamente e pubblicamente denunciate e riferite al Comitato Sanzioni Libia del Consiglio di Sicurezza Onu. Ho rassicurato in questo senso il Presidente Sarraj nel corso della nostra più recente conversazione telefonica, lo scorso 6 maggio. Due giorni prima, il nostro Ambasciatore a Tripoli aveva effettuato un analogo passo anche a nome di Francia, Germania e Unione Europea. L'Alto Rappresentante Ue, Borrell, da parte sua, aveva indirizzato il 5 maggio a Sarraj una lettera nella quale garantiva un monitoraggio equilibrato delle violazioni". 

Subito la nomina di un nuovo rappresentante Onu
"Al fine di dare impulso al complesso processo negoziale e assicurarne una guida autorevole, è per noi fondamentale e urgente che si colmi il vuoto politico seguito alle dimissioni di Ghassan Salamé". "Permettetemi, anche in questa sede, di tributare a Salamé un ringraziamento. La sua determinazione e il suo lavoro sono stati sempre orientati ad assicurare un futuro di pace e stabilità al popolo libico. E' ora necessario procedere quanto prima alla nomina di un nuovo Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite".

Eni non andrà via da Cipro finché avrà legittima concessione
Nelle acque territoriali di Cipro c'è stato uno "sconfinamento da parte di navi turche. Rassicuro sul fatto che l'Eni da lì non se ne è andata né se ne andrà finché avrà una legittima concessione per stare lì. Ovviamente in questo momento non ci sono attività di perforazione in corso per effetto dalla pandemia". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso di un'audizione davanti alle Commissioni Esteri di Senato e Camera, in seduta congiunta, sui recenti sviluppi della situazione in Libia.
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