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MONDO

Scontri a fuoco a sud di Tripoli

Libia ancora nel caos, attacco al Parlamento

Prosegue la battaglia tra l'esercito paramilitare e le milizie integraliste islamiche. 79 morti e 140 feriti a Bengasi, spari anche vicino al Parlamento a Tripoli 

Il Parlamento libico a marzo 2014 (EPA/Sabri Elmhedwi)
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Dopo Bengasi, Tripoli. Prosegue lo scontro tra le milizie paramilitari del generale Khalifa Heftar e gli islamisti: le truppe di Heftar hanno attaccato il Parlamento, con l'obiettivo di compiere arresti ma sono state bloccate dalla siscurezza. L'emittente libica Alahrar ha riferito di violenti scontri a fuoco fuori dal Parlamento e ha mostrato un denso fumo nero che si alza dall'edificio. Ci sarebbe stato anche un sequestro lampo di 20 persone, tra parlamentari e avvocati, rilasciati subito dopo.

Il tentativo di golpe
Quella di Tripoli non è l'unica offensiva che Heftar sta scagliando contro gli islamisti. Bengasi è nel caos per i combattimenti: per le violenze sono morte 79 persone e altre 141 sono rimaste ferite, come ha riferito il ministero della Sanità. Tripoli ha accusato il generale Heftar di voler mettere in atto un golpe e ha istituito una No Fly Zone sulla città orientale della Cirenaica, culla della rivolta che nel 2011 aveva portato alla caduta di Muammar Gheddafi. Da parte sua, Heftar denuncia un eccessivo potere degli islamisti e accusa le autorità di aver permesso a forze estremiste l'ingresso nel Parlamento. 

Chiuso l'aeroporto di Tripoli
Dopo gli attacchi, qualunque aereo dovesse sorvolare Bengasi verrà abbattuto, ha avvertito Tripoli. L'aeroporto locale è chiuso da venerdì. L'offensiva di Bengasi "è un'azione fuori della legittimità statale e un colpo di Stato", ha denunciato un comunicato congiunto di governo, Parlamento ed esercito libici. Anche il contestato neopremier, l'islamista Abdullah al-Thani, ha assicurato che chi prende parte a questo tentativo golpista verrà arrestato.

L'obiettivo di Haftar: ripulire il Paese "dai terroristi"
Heftar, da parte sua, ha negato intenti golpisti: "La nostra operazione non è un colpo di Stato e non vogliamo prendere il potere", ha detto, ribadendo di voler "ripulire la Libia dai terroristi" e promettendo una nuova offensiva appena le sue forze si saranno riorganizzate. L'ex generale, che nel 2011 guidò l'offensiva terrestre contro Gheddafi, aveva disertato negli anni '80, trascorrendo quasi 20 anni negli Stati Uniti.
 
Farnesina in contatto con italiani a Tripoli
L'ambasciata italiana a Tripoli si è messa contatto con i connazionali nella capitale libica per garantire ogni forma di assistenza, in considerazione della
situazione che si è creata a seguito degli scontri a fuoco scoppiati nelle ultime ore. Lo fa sapere la Farnesina.


 
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