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POLITICA

Grandi manovre pentastellate

Grillo ai deputati M5s: "Conte ha bisogno di me", intesa su tre quarti dello statuto

Ma sui poteri è braccio di ferro

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Una lunga telefonata tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte ha chiuso la giornata romana del garante del Movimento 5 stelle dopo il doppio incontro con i deputati e i senatori pentastellati. Il colloquio è stato confermato da fonti del M5s.

Una telefonata che, probabilmente, è andata a lenire la tensione creata dall'intervento di Grillo. Una tensione che "si tocca con mano" ha riferito un partecipante all'incontro. Ma si va avanti.

Ai senatori Grillo dice di “non voler indebolire ma rafforzare” Conte, perché “è il suo momento”. Con i deputati, invece, non è affatto tenero con quello che dovrà diventare leader del Movimento.

La partita “non è ancora chiusa”, spiega Grillo nelle due assemblee. Assicurando che il lavoro è fatto “per tre quarti, ma ci vorrà ancora qualche giorno per mettere a punto tutti i dettagli”. Tre o quattro, forse cinque, poi “presenteremo il documento assieme a Conte”.

Le tensioni trapelate nei giorni scorsi esistono, forse qualcuna resiste ancora, ma il succo della vicenda è che si deve andare avanti su questa strada. Del resto, “anche tra me e Casaleggio c’erano differenze. Anche con lui non c'entravo niente”, dice Grillo parlando del rapporto con Conte. Al quale consegna un messaggio indiretto, ma chiarissimo: “Il Movimento ha bisogno di una persona visionaria come me e di una integerrima come Giuseppe”.

Quanti aspettavano il via libera al documento cardine dell’azione di Conte, dunque, sono rimasti delusi. In compenso, Grillo concede uno spiraglio sul terzo mandato e il ricorso al 2x1000: resto contrario, ma decideranno gli iscritti. I parlamentari, inoltre, hanno potuto prendere visione in anteprima del nuovo logo: quasi identico al precedente, solo con la dicitura ‘2050’ in calce, sotto la scritta ‘MoVimento’ e le cinque stelle distintive del simbolo.

Esattamente come lo voleva Grillo, che tra i punti ancora da discutere con l’ex premier lascia quello della comunicazione, dalla quale con le nuove regole rischierebbe di essere escluso. Eventualità che il garante non mette neanche nel novero delle possibilità. Ma in un certo senso ‘assolve’ Conte, sottolineando le diversità: “Lui è un professore universitario, io un ragioniere”.

La sensazione, al termine di questa full immersion, è che una soluzione esiste e non è poi così lontana, ma che nel frattempo Beppe Grillosi riprende il Movimento.

"Grillo è fermamente convinto che Conte debba guidare il movimento", afferma un partecipante all'incontro, ma è certo che con la discesa a Roma si riprende la centralità accantonata per un po' di tempo.

Se Conte vuole andare fino in fondo, dovrà fare i conti con l'atteggiamento tutt'altro che distaccato dell'uomo che gli aveva promesso di consegnargli le chiavi del Movimento. Dopo averlo incaricato di "rifondare" il Movimento, il comico genovese ribadisce di voler conservare un ruolo centrale nell'architettura della sua creatura.

Conte deve assorbire le idee e le pratiche del M5S, "ha bisogno di me, non io di lui", ha spiegato in assemblea. C'è però un solo punto su cui lo statuto del M5s redatto da Giuseppe Conte dovrà essere corretto, secondo Beppe Grillo: quello che riguarda il ruolo del Garante.
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