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ITALIA

Mafia, azzerata la Nuova Cupola: 46 arresti, in manette erede di Riina

Settimo Mineo, 80 anni ufficialmente gioielliere, dopo la morte del boss Totò Riina, sarebbe stato designato al vertice della commissione provinciale che da anni ormai aveva smesso di riunirsi, segno che i clan avevano scelto di tornare alla struttura unitaria di un tempo

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Cosa nostra, dopo anni, avrebbe ricostruito la storica Cupola. Emerge da una indagine della dda di Palermo che ha disposto il fermo di 46 persone tra cui il nuovo presunto capo dell'organizzazione. Il fermo è stato eseguito dai carabinieri del comando provinciale. Le accuse per gli indagati sono di associazione mafiosa, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni, porto abusivo di armi, danneggiamento a mezzo incendio, concorso esterno in associazione mafiosa.

"Nel corso della riunione dei vertici di  Cosa nostra" che si è tenuta lo scorso 29 maggio in un luogo segreto,   "è stato riconosciuto il nuovo capo, quello che potremmo definire il   'Presidente della Commissione' di Cosa nostra. Si tratta di un   personaggio non nuovo alle cronache giudiziarie, Settimo Mineo, di 80 anni".

Lo ha detto il Procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi   durante la conferenza stampa per i 46 fermi emessi all'alba di oggi   dai Carabinieri di Palermo. "Quella riunione è stata individuata,   anche per il tenore delle frasi, come la prima nuova riunione della   rinnovata Commissione di cosa nostra, nel corso della quale, dopo   avere adottato cautele per raggiungere il luogo dell'incontro, si è   discusso delle nuove regole". "Dell'esigenza di ristabilire alcune   regole che nel corso del tempo si erano perse per strada - dice Lo Voi  - Che questa fosse una riunione di Commissione si ricava anche dal   fatto che importanti soggetti di Cosa nostra e noti alle forze   dell'ordine, benché presenti non avevano avuto diritto a partecipare   alla riunione. Pur essendo capifamiglia dovevano restare fuori. Solo i  capimandamento potevano essere presenti. Quindi un ritorno alle vecchie regole".

All'alba è scattata un'operazione che ha portato al fermo di 46 fra boss e gregari, tra cui il nuovo capo della commissione provinciale, l'ottantenne Settimo Mineo, capo del mandamento di Pagliarelli. Mineo sarebbe stato eletto successore di Toto' Riina il 29 maggio scorso. In quell'occasione la Cupola di Cosa nostra era tornata a riunirsi per la prima volta dal 1993, per scegliere i nuovi vertici e riorganizzare le attività di traffico di droga e scommesse online.     

Mineo, ufficialmente gioielliere con negozio in centro, è il più anziano fra i boss della mafia siciliana. Stimato da Riina, nel 1982 Mineo era scampato a un agguato in cui morì il fratello Giuseppe, dopo che già un altro fratello, Antonino, era stato assassinato sei anni prima. Nel 1984, al giudice Falcone che lo interrogava dopo l'arresto, lo "zio Settimo" rispose: "Non so di che parla, cado dalle nuvole". Fu poi condannato a 5 anni al maxi-processo e, riarrestato nel 2006, era tornato libero dopo una condanna a 11 anni.   
 
  I fermati per ordine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni consumate e tentate, con l'aggravante di avere favorito l'associazione mafiosa Cosa nostra, fittizia intestazione di beni aggravata, porto abusivo di armi comuni da sparo, danneggiamento a mezzo incendio, concorso esterno in associazione mafiosa. Si tratta del risultato di quattro distinti procedimenti penali.   
 
 Le indagini, coordinate da un pool di magistrati composto dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Maurizio Agnello, Francesca Mazzocco, Amelia Luise, Dario Scaletta, Gaspare Spedale e Bruno Brucoli, hanno consentito di cogliere in presa diretta la fase di riorganizzazione in atto all'interno di Cosa Nostra e di documentare la ricostituzione della nuova commissione provinciale di Palermo, che per anni non si era più riunita, segno che si era tornati alla gestione unitaria di un tempo.

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