Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/manduria-funerali-blindati-per-uomo-vittima-della-baby-gang-parenti-non-abbiamo-sensi-di-colpa-fc409f6d-2404-4eae-a3ef-13c865db22a3.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Manduria

Funerali blindati per l'uomo vittima della baby gang. Parenti. "Non abbiamo sensi di colpa"

Proteste da parte di alcuni fedeli per l'improvviso cambio di programma. Le esequie di Antonio Stano, per decisione della famiglia, si sono svolte a sorpresa e in forma privata nella chiesa dell'oasi di Santa
Maria anziché nella chiesa del Rosario. Indagati 14 giovanissimi. Il Procuratore di Taranto: "Chiederemo pene esemplari"

Condividi
Proteste da parte di alcuni fedeli per l'improvviso cambio di programma sui funerali di Antonio Stano che, per decisione della famiglia, si sono svolti a sorpresa e in forma privata nella chiesa dell'oasi di Santa Maria anziché nella chiesa del Rosario di Manduria (Taranto). L'uomo, 66 anni, nei giorni scorsi è morto, dopo 18 giorni di ricovero, nel reparto Rianimazione dell'ospedale Giannuzzi di Manduria e che per lungo tempo è stato vittima delle aggressioni e delle percosse inflittegli da una baby gang. Alle esequie hanno partecipato i familiari più stretti, tra cui la sorella e il nipote. Sul feretro la sorella ha deposto una corona di fiori composta da rose arancioni e orchidee bianche. "Non abbiamo sensi di colpa, nessuno immaginava". Così Roberto Stano, cugino di Antonio Cosimo Stano, all'uscita dalla cerimonia blindatissima. "Antonio era una persona tranquilla, solo questo".

Indagati 14 giovanissimi, di cui 2 maggiorenni
Sono indagati, a questo proposito 14 giovanissimi, di cui 2 maggiorenni. Per fare il punto delle indagini oggi vertice a Taranto tra Procura della Repubblica e Procura dei minorenni. Una delle accuse formulate a loro carico, è quella di omicidio preterintenzionale in concorso. Nei giorni scorsi sul corpo dell'uomo è stata eseguita l'autopsia da parte del medico legale incaricato dall'autorità giudiziaria e il punto da chiarire - il medico legale ha chiesto 60 giorni - è se sia Stano morto a seguito delle botte inflittegli, anche con dei bastoni, dalla baby gang, oppure a seguito di un aggravamento delle sue personali patologie. In questo caso, le ripetute aggressioni potrebbero aver agito da concausa. 

I legali di alcuni giovanissimi coinvolti nel fattaccio, riferendo le prime conclusioni dell'autopsia, dicono che sul corpo di Stano non sono visibili segni di percosse, l'uomo quindi sarebbe morto per l'aggravarsi delle sue patologie e in particolare per l'emorragia che lo ha colpito negli ultimi giorni di degenza. Durante il suo ricovero all'ospedale Giannuzzi, Stano è stato sottoposto per due volte a intervento chirurgico, ma la situazione clinica dell'uomo è precipitata, sfociando poi nel decesso, dopo il secondo intervento, quello per l'emorragia. Ma solo gli esiti degli esami correlati all'autopsia potranno dire una parola conclusiva sulla morte di Stano, adesso ogni conclusione rischia di essere affrettata e parziale. Stano, definito dai giovanissimi "lu paccio", termine dialettale che sta a indicare "il pazzo", era stanco delle aggressioni che omai andavano avanti da anni. Era così terrorizzato che negli ultimi giorni di permanenza in casa si era ridotto su una sedia, senza più mangiare e bere, e qui lo hanno trovato i poliziotti quando sono arrivati nell'abitazione ai primi di aprile.

Gli agenti hanno dovuto convincere l'uomo che si trattava della Polizia che era venuto a soccorrerlo ed aiutarlo, perché Stano credeva che fosse un'altra incursione della baby gang. Ancora oggi, giornata festiva, l'interrogativo che in molti si pongono a Manduria è come sia potuto accadere, come non siano scattate in tempo utile delle contromisure, come mai nessuno, vedendo l'uomo picchiato anche in strada, abbia chiamato le forze di polizia. Hanno manifestato sgomento per quanto accaduto sia il commissario prefettizio del Comune, Saladino, che il vescovo di Oria, Pisanello, ma l'indice sarebbe puntato contro i vicini di casa di Stano, i quali avrebbero consentito che la situazione andasse avanti per lungo tempo nell'impunità degli aggressori.

E invece i vicini del pensionato non ci stanno a finire sul banco degli accusati e affermano che, al contrario,  sono le istituzioni locali a non aver mosso un dito". Dai vicini l'ultima denuncia e' stata presentata lo scorso 3 aprile, due giorni prima del ricovero di Stano. "Da alcune settimane - si legge nella denuncia -, durante le ore serali e le prime ore del mattino, si stanno verificando diversi episodi di atti illeciti commessi da ignoti, circa 5-6 persone, a danno del signor Antonio Cosimo Stano". Nella denuncia, circostanziata, oltre ai danni agli infissi e all'abitazione per il lancio di pietre e calci, i firmatari parlano anche di danni fisici subiti dal loro vicino. "Il signor Stano, da quanto ci ha riferito - aggiungono -, ha subito altresì vessazioni, soprusi, e lesioni anche fisiche da parte di questi soggetti che in una occasione sono anche riusciti ad introdursi a casa". Ma, al di là della denuncia dei primi di aprile, altro elemento da chiarire è come mai nessuno è intervenuto prima d'ora, visto che le aggressioni verso il 66enne andavano avanti da un pezzo.

Dai primi accertamenti, Stano, nonostante la sua oggettiva condizione di fragilità, non sarebbe stato nemmeno preso in carico dai servizi sociali ed assistenziali del Comune di Manduria. Sgomenti, ma anche molto preoccupati per i loro figli, i genitori dei giovanissimi, che ora si trovano a rispondere di un reato gravissimo. I genitori hanno detto di non sapere nulla di quello che facevano i loro figli, quasi tutti di buona famiglia e studenti delle superiori. I giovanissimi, oltre ad aggredire e ad insultare l'uomo, mettevano sulle chat i video delle loro bravate, video che poi si scambiavano. In alcuni di questi video, al vaglio della Polizia, è ben distinguibile la voce di Stano - che viveva solo in casa - costretto a subire le percosse da parte della baby gang. "Ma noi non volevamo che morisse, facevamo così per divertici, i video li filmavano e poi ce li scambiavamo solo per ridere" prova a giustificarsi uno dei minori coinvolti.

Il Vescovo ha parlato di "emergenza educativa"
Il vescovo Pisanello ha parlato di "emergenza educativa", di giovanissimi che non sono consapevoli dei propri doveri oltreché dei propri diritti, e che non conoscono quanto siano fondamentali il rispetto e l'attenzione verso soggetti afflitti da disabilità permanenti o temporanee. 

Procuratore di Taranto: "Chiederemo pene esemplari" per i responsabili
"L'intervento è stato tempestivo, ma sarebbe stato ancora più tempestivo se quelli che sapevano avessero informato gli organi di polizia molto tempo prima: oggi Stano sarebbe tra noi". Lo ha detto il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo in una in intervista al Tg1 a proposito dell'inchiesta sulla morte a Manduria di Antonio Stano. Sulla violenza ci sarebbero filmati fatti con i telefonini dalla baby gang che testimonierebbero che l'uomo veniva sottoposto a lungo a violenze e vessazioni. Il procuratore ha parlato di una "bravata criminale". "Tutti coloro che hanno partecipato - ha detto - saranno chiamati a rispondere e nei confronti di costoro saranno chieste pene esemplari".

Condividi