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MONDO

Morte Floyd: tutta l'Europa in ginocchio contro il razzismo

​Da Bristol a Budapest passando per Madrid, Roma e Milano, decine di migliaia di europei si sono uniti domenica alle proteste antirazziste scatenate negli Stati Uniti dalla morte di George Floyd, un afroamericano asfissiato da un poliziotto bianco a Minneapolis

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Circa 3.000 persone, secondo la prefettura di Madrid, si sono riunite a mezzogiorno davanti all'ambasciata americana a Madrid per denunciare la morte di George Floyd ripetendo le sue ultime parole: "Non riesco a respirare" e gridando lo slogan "Non c'è pace senza giustizia".

A Roma, una manifestazione non programmata a Piazza del Popolo ha riunito migliaia di giovani che si sono inginocchiati in silenzio, alzando il pugno, per nove minuti, il tempo durante il quale il poliziotto Derek Chauvin ha premuto il ginocchio sul collo di George Floyd fino a ucciderlo. Quando si sono alzati, hanno gridato: "Non riesco a respirare!" A Milano, il sit-in si è trasformato in un corteo.

Migliaia di britannici hanno manifestato a Londra per il secondo giorno consecutivo, ma anche in altre città del Regno Unito, nonostante il divieto delle autorità. A Bristol una statua del mercante di schiavi Edward Colston è stata rovesciata e poi calpestata dai dimostranti una volta caduta a terra. Durante le proteste di 'black lives matter' a Londra è stato imbrattato il memoriale di Winston Churchill a Westminster. Lo riporta l'Evening Standard. Nel pomeriggio, alcuni manifestanti hanno scarabocchiato: "era un razzista" sulla statua di Churchill. 

Anche i manifestanti di Madrid si sono inginocchiati a terra e hanno alzato i pugni. Hanno poi marciato pacificamente verso la Puerta del Sol nel cuore della capitale. Le dimostrazioni si sono svolte in una dozzina di città.

A Bruxelles, quasi 10.000 manifestanti, secondo la polizia, hanno espresso la loro rabbia davanti al palazzo di giustizia. La polizia è intervenuta dopo la manifestazione per disperdere un gruppo di 150 persone implicate in atti di vandalismo. 

Migliaia di persone hanno marciato contro il razzismo anche nei Paesi Bassi, al nord a Zwolle e a Maastricht nel sud. 

In Germania, i giocatori di quattro club della Bundesliga si sono inginocchiati domenica sulla scia di quello che hanno fatto i giocatori del Bayern, del Dortmund e del Borussia Moenchengladbach domenica scorsa. Migliaia di svizzeri vestiti di nero hanno marciato a Losanna, dove i cartelli proclamavano "Il mio colore non è una minaccia". 

A Copenaghen, circa 15.000 persone, secondo le stime della polizia, hanno manifestato pacificamente per sollecitare il governo danese a denunciare la violenza contro la comunità nera negli Stati Uniti. Scandendo il nome di George Floyd - e con alcuni cartelli con la scritta "Black lives matter" - il corteo ha lasciato l'ambasciata americana nel primo pomeriggio per il palazzo reale di Christiansborg. 

In Svezia, a Goeteborg, si sono radunate quasi 2.000 persone, ma la manifestazione - che era stata autorizzata - è stata rapidamente sciolta a causa della limitazione dei raduni a 50 persone nel paese per motivi di salute. 

A Budapest, più di mille persone si sono radunate vicino all'ambasciata americana, osservando otto minuti di silenzio o denunciando "polizia ovunque, giustizia da nessuna parte". 
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