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ITALIA

Messaggio per la Festa del lavoro

Mattarella: "È ora di ripartire, il governo e le regioni collaborino. Serve il lavoro"

L'intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il 1° Maggio: "È ora di ripartire, il governo dia indicazioni chiare, le regioni collaborino e i cittadini siano responsabili. Il lavoro è alla base di libertà e dignità. È il momento di superare storici ritardi".  Casellati: "Ridisegnare un'Italia nuova". Fico: "Vicinanza a lavoratori che vivono nell'incertezza"

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È un'Italia compressa tra ritardi storici e la devastazione, sanitaria, economica sociale, causata dal coronavirus quella che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si trova a descrivere nel suo discorso per la festa del lavoro 2020. Ma è anche un'Italia che ha in sé le risorse e la capacità di ripartire, ricorda il Capo dello Stato, a cominciare dal lavoro: "Viviamo questo Primo maggio con il pensiero all'Italia che vuole costruire il suo domani. Non ci può essere Repubblica senza lavoro, come afferma solennemente il primo articolo della nostra Costituzione. Perché il lavoro è condizione di libertà, di dignità e di autonomia per le persone."

Non è casuale che il capo dello Stato inizi il suo intervento con l'abbinamento di lavoro e libertà, proprio in questi giorni in cui il paese vuole superare le restrizioni imposte dalle misure di sicurezza sanitaria ed è consapevole che quando ciò si realizzerà, molti non ritroveranno i posti di lavoro da cui hanno dovuto allontanarsi: "Appare finalmente possibile un graduale superamento delle restrizioni. Ora guardiamo alla ripresa: ad essa, vanno indirizzati, in modo concorde, gli sforzi di tutti, senza distrazioni o negligenze. A cominciare dal consolidamento dei risultati sin qui ottenuti nella lotta al virus, a un equo, efficace e tempestivo sostegno alle famiglie e alle attività produttive, a quanti sono rimasti disoccupati e senza reddito."

A imprese, lavoratori e istituzioni il presidente della Repubblica chiede uno sforzo di immaginazione: per ripartire serve un cambiamento che "sappia valorizzare e non subire fenomeni come la globalizzazione e la digitalizzazione dell'economia, con scelte lungimiranti, cui possono con efficacia contribuire le importanti decisioni già assunte e in corso di definizione da parte dell'Unione Europea".

Per la fase 2 della pandemia, quella delle prime riaperture dal 4 maggio, servono comuni sforzi e comuni responsabilità. Un concetto che tornerà più volte nelle parole di Mattarella, che non omette un passaggio esplicito sulle responsabilità del governo: "Questo cambiamento andrà sapientemente governato affinché la nuova fase non comporti condizioni di ulteriori precarietà ed esclusioni, ma sia l'occasione, al contrario, per affrontare efficacemente ritardi antichi come quelli del lavoro per i giovani e le donne, particolarmente acuti nelle aree del Mezzogiorno. Come il lavoro in nero o irregolare, da fare emergere per esigenza di giustizia e contro l'insopportabile sfruttamento". 

Nel giorno in cui alcuni presidenti regionali si esercitano in fughe in avanti, Mattarella chiede più responsabilità non solo al Governo, ma anche agli enti locali: "La situazione richiede un responsabile clima di leale collaborazione tra le istituzioni e nelle istituzioni", ricorda il presidente. 

Casellati: "Ridisegnare un'Italia nuova"
"Quest'anno, con il Paese stretto nella morsa della crisi sanitaria, la Festa del Lavoro assume un significato particolare: al ricordo delle storiche battaglie dei lavoratori e delle conquiste sindacali sul piano dei diritti, va accompagnata la riflessione sull'urgenza di ridisegnare un'Italia nuova, capace di creare occasioni di crescita e di rilancio per i nostri settori produttivi e basata sul lavoro per tutti quale architrave di un Paese libero, moderno, equo, competitivo". Lo ha dichiarato la presidente del Senato, Elisabetta Casellati.     "I dati occupazionali e il numero delle aziende che rischiano di chiudere è allarmante. Ciò  induce ad accelerare il varo di misure chiare, incisive e coordinate per tutelare i lavoratori e le attività economiche e per restituire agli italiani la possibilità di guardare al domani con speranza e con fiducia. Senza lavoro non c'e' alcuna ripresa possibile, senza lavoro non c'e' futuro" ha concluso la presidente del Senato.

Fico: "Vicinanza a lavoratori che vivono nell'incertezza"
"Nel giorno in cui si celebra il lavoro e si continua a discutere del tema della ripartenza, non solo delle nostre vite, ma dell’intera economia messa a dura prova dagli effetti della pandemia, desidero esprimere la mia vicinanza a tutti i lavoratori e le lavoratrici che vivono l’incertezza del domani, nell’attesa di poter tornare finalmente a svolgere le proprie attività lavorative. È una Festa dei lavoratori piena di incognite per il nostro futuro e per quello del Paese messo a dura prova dall’emergenza sanitaria e da quella economica". Lo scrive il presidente della Camera, Roberto Fico, in un post su Facebook dedicato alla Festa del Lavoro."Appare quindi indispensabile - aggiunge Fico - nell’ottica della prioritaria tutela dell’occupazione, compiere ogni possibile sforzo per proteggere i posti di lavoro, i salari e le imprese dagli effetti devastanti di questa crisi. E per ripensare il nostro modello in una chiave di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. In questo contesto si collocano le misure di supporto alle imprese e all’occupazione e gli altri strumenti di sostegno al reddito messi in campo e recentemente approvati dalle Camere. Ulteriori interventi si renderanno necessari per offrire il necessario supporto a chi sta subendo il peso economico e sociale di questa situazione. Nessuno sarà lasciato indietro".
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