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Coronavirus

Medici e infermieri in prima linea

Italia, ancora 6 medici morti per il coronavirus, a Torino azione legale contro lo Stato

Coronavirus, sale a 31 il numero medici morti, ancora 6 nelle ultime ore. Oltre il 50% è un medico di famiglia. Sindacato Anaoo: oltre 5.000 operatori sanitari contagiati, servono misure immediate. A Torino iniziata un'azione legale contro lo Stato. ​Gli studenti: superare numero chiuso a medicina
 

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Salgono a 31 i decessi tra camici bianchi. E' deceduta a Bergamo la dottoressa Vincenza Amato, dirigente medico responsabile Igiene e Sanità pubblica del Dipartimento Prevenzione sanitaria. Si tratta, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), della trentunesima vittima tra i camici bianchi per l'epidemia di Covid-19. Medici e infermieri sono in prima linea sul fronte della guerra all'epidemia del covid-19. Papa Francesco li ha chiamati 'eroi' insieme a preti e infermieri. 17 sono medici di famiglia. 6 nelle ultime ore. I nomi: Calogero Giabbarras, medico di medicina generale di Caltanissetta; Renzo Granata, medico di medicina generale di Alessandria; Ivano Garzena, odontoiatra di Torino e Ivan Mauri, medico di medicina generale di Lecco.Anche a Napoli si registra il primo decesso in Campania tra i medici di famiglia. La vittima è Gaetano Autore, 69 anni, medico di famiglia al quartiere Vomero, era a un passo dalla pensione e, poco fa, Vincenza Amato. 

I numeri dalla Federazione dei Medici e dal sindacato
A pagare il prezzo più alto, oltre il 50% dei decessi, sono i medici di medicina generale. A stilare il triste bollettino dei camici banchi caduti mentre affrontavano il virus Covid-19 e curavano i pazienti è la Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici) con una pagina listata a lutto dove è aggiornato l'elenco dei medici tragicamente scomparsi. 

"Tra ieri e oggi, tra i medici morti ben 5 sono medici di famiglia. Questo dovrebbe far riflettere le Istituzioni Sanitarie, i medici vanno protetti e nessuno può sentirsi in pace con la coscienza se continua ad esporre medici e personale sanitario senza protezioni individuali e organizzative. E' ormai evidente che per la medicina di famiglia il tempo sta finendo". Lo afferma il segretario generale FIMMG Silvestro Scotti. "Vogliamo sperare che la dematerializzazione delle ricette, il triage telefonico prima di ogni visita ambulatoriale o domiciliare (per noi e per i colleghi medici dei distretti specialisti) come tutte le soluzioni che stanno partendo compreso il consulto a distanza, il video consulto, le consulenze specialistiche telefoniche, possano servire a fermare questa strage" ha aggiunto Scotti.
 
E sono oltre 5.000 gli operatori sanitari italiani contagiati da Covid-19. Emerge da una lettera del sindacato Anaao Assomed al presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro in cui viene chiesto di intervenire subito per garantire gli strumenti di protezione individuale. La lettera è firmata dal segretario nazionale del sindacato Carlo Palermo e dal segretario del Piemonte Chiara Rivetti. Quest'ultima ricorda che proprio ieri altri due chirurghi sono stati sottoposti a intubazione a Torino.

L'azione legale contro lo Stato
E da Torino arriva la notizia che la famiglia di una 'vittima professionale' del Covid- 19 si è rivolta a un avvocato per valutare la possibilità di chiedere un risarcimento attraverso un'azione legale. "Lo Stato dia un segnale forte e chiaro: deve indennizzare le famiglie di medici e infermieri deceduti per la loro attività di tutela della salute pubblica. Altrimenti siamo pronti a dare battaglia". E' quanto afferma, da Torino, l'avvocato Gino Arnone al quale si è rivolta la famiglia suddetta.
 
Gli studenti di medicina: ora superare il numero chiuso per l'accesso allo studio
Sul fronte di chi vorrebbe prepararsi a diventare medico c'è una dichiarazione del Link Coordinamento Universitario che oggi denuncia una carenza enorme in corsia "sono 46mila i medici che ad oggi mancano per garantire un buon funzionamento del SSN".  Gli studenti hanno commentato così l'annuncio del ministro dell'Università Gaetano Manfredi di aumentare di quasi il 17% i posti a Medicina e Chirurgia per il prossimo anno.

"L'emergenza Coronavirus – dichiara Camilla Guarino, coordinatrice di Link Coordinamento Universitario- ha reso evidente quali siano stati i danni dovuti ai tagli al Servizio Sanitario Nazionale nel nostro Paese e quali siano le gravi conseguenze dovute alla mancanza non solo di strutture ma anche di personale sanitario, medico e specialistico."
Guarino osserva che "il sistema del numero chiuso nei Corsi di Laurea di Medicina e Chirurgia e il successivo imbuto formativo dovuto alla mancanza dei finanziamenti necessari a garantire le Borse di Specializzazione a tutti i neo abilitati, dimostrano ora le loro peggiori conseguenze, che studenti e studentesse denunciano da anni."

"E' necessario invertire la rotta subito - aggiunge - serve un calcolo del fabbisogno che tenga realmente conto delle esigenze di salute del nostro Paese. E' necessario eliminare completamente l'imbuto formativo tra laurea e specializzazione e permettere a tutti di specializzarsi. Servono ingenti finanziamenti al SSN e all'Università per andare ben oltre il 17% dei posti in piu' e superare definitivamente il sistema del numero chiuso".
 
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