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MONDO

La crisi in Medioriente

Israele-Hamas, continua la pioggia di razzi e bombe. L'Egitto lavora a una tregua

Se si moltiplicano gli appelli dalla comunità internazionale per un cessate il fuoco, al Consiglio di Sicurezza Onu la situazione resta bloccata. Lavora a una mediazione per un cessate il fuoco Il Cairo, coadiuvato da altri Paesi considerati imparziali, come Giordania e Germania. Associated Press chiede intanto inchiesta indipendente sul raid contro l'edificio dei media a Gaza. Erdogan: Biden ha le mani sporche di sangue

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Il presidente americano Joe Biden ha le "mani sporche di sangue" per il suo sostegno a Israele contro i palestinesi. Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un discorso in diretta tv. "Noi non faremo passi indietro" nel sostegno ai palestinesi, ha promesso ancora il leader di Ankara. 

L'affondo del leader turco arriva nel giorno in cui il Washington Post scrive che il presidente Usa ha approvato la vendita di armi a Israele per 750 milioni di dollari.
Nel corso di un briefing, Biden ha annunciato che parlerà nuovamente a breve con il premier israeliano Benyamin Netanyahu.

Dopo la notte più intensa di bombardamenti su Gaza da quando sono riprese le ostilità tra Hamas e Israele e mentre si registra un altro fallimento nel tentativo di trovare un orientamento unitario al Consiglio di Sicurezza Onu, l'Egitto prende intanto in mano l'iniziativa diplomatica per arrivare a una tregua.

L'esercito israeliano ha effettuato decine di bombardamenti sul territorio della Striscia. Fonti palestinesi hanno segnalato un centinaio di raid israeliani, 50 dei quali concentrati in mezz'ora, secondo Al Jazeera, in risposta ai nuovi lanci di razzi sul territorio dello Stato ebraico.

Tra gli obiettivi presi di mira c'è il quartier generale del governo, incluso il compound Ansar, che ospita il servizio di sicurezza interna. Le testimonianza sui social dei residenti sono drammatiche: "Gli attacchi aerei continuano, gli edifici tremano, le porte si spaccano e ho sentito piangere i bambini dei miei vicini", ha scritto su Twitter una corrispondente della Reuters. La rete elettrica ha registrato gravi danni e alcune aree dell'agglomerato urbano sono rimaste al buio.  Il numero di vittime palestinesi, secondo l'ultimo bilancio fornito dalle autorità di Gaza, è salito a 220. Tra loro c'è anche l'alto comandante della Jihad islamica Hassam Abu-Harbid, morto in un bombardamento che ha preso di mira la sua abitazione.

Pioggia di razzi e bombe
Le forze armate israeliane hanno comunicato la distruzione di nuovi "obbiettivi terroristi", oltre 1.180 dall'inizio delle ostilità. In particolare, sono stati distrutti nelle scorse ore 15 chilometri di tunnel (circa 100 in tutto dall'inizio dell'operazione militare) utilizzati da Hamas, che ha continuato nel frattempo a bersagliare il Sud di Israele con i razzi, 70 la scorsa notte, secondo fonti israeliane. Ad Ashkelon e Ashdod 8 persone sono rimaste ferite dalle schegge. Dalla ripresa delle ostilità, Hamas ha lanciato oltre 3.100 razzi verso Israele, un numero mai visto nei precedenti conflitti. Le brigate Al-Qassam, braccio armato di Hamas, dicono di aver lanciato un attacco con razzi in direzione di una nave israeliana al largo della costa della Striscia. 

E le sirene di allarme per il lancio di razzi sono tornate a suonare nel Sud di Israele. Un razzo lanciato da Gaza, riferisce il Times of Israel, è caduto su un'autostrada nei pressi della comunità di Yakhini, bloccando il traffico in entrambe le direzioni. 

La situazione rimane tesa anche in Cisgiordania, dove sono stati appiccati numerosi incendi nei pressi di strade e installazioni militari ed e' stata arrestata una persona che aveva tentato di investire una pattuglia di poliziotti.

Nella città israeliana a etnia mista di Lod sono state arrestate 7 persone sospettate di essere coinvolte nei violenti scontri dei giorni scorsi tra ebrei e musulmani. Il comitato che rappresenta i cittadini arabi in Israele ha chiesto uno sciopero generale per domani, una protesta sostenuta anche da Al Fatah, la fazione che fa capo all'attuale leader dell'Anp, Abu Mazen.

Oggi pomeriggio, un missile israeliano ha colpito un palazzo di sei piani a Gaza, la al-Muhannad tower. In precedenza, era stata utilizzata la tattica del 'roof knocking', cioè "bussa sul tetto", un avvertimento prima di bombardare, per evitare vittime civili.

Colpito anche il principale centro operativo delle forze di sicurezza interna di Hamas nel quartiere di Rimal nel nord della Striscia di Gaza. Anche in questo caso, prima del raid le forze armate hanno allertato gli occupanti dell'edificio, dando tempo sufficiente per lasciare il palazzo.

Centrale elettrica di Gaza "vicina alla chiusura", combustibile quasi finito
La centrale che fornisce energia elettrica a Gaza ha annunciato che le sue scorte di combustibile sono quasi finite e che stasera potrebbe essere obbligata a sospendere le attività. In un comunicato precisa di aver già dimezzato nei giorni scorsi la produzione di corrente elettrica. Ma la prolungata chiusura del valico commerciale di Kerem Shalom con Israele ha causato la completa interruzione delle forniture di combustibile. Gli abitanti di Gaza ricevono in questi giorni solo 4 ore di corrente al giorno. Fonti locali aggiungono che se la centrale fosse chiusa la parte Nord di Gaza rischierebbe un completo black out.

Stallo in Consiglio Onu, Il Cairo tenta la mediazione
Se si moltiplicano gli appelli dalla comunità internazionale per un cessate il fuoco, al Consiglio di Sicurezza Onu la situazione è ancora bloccata ("dall'ostruzionismo Usa", accusa Pechino). A lavorare a una mediazione per un cessate il fuoco è l'Egitto, coadiuavato da altri Paesi considerati imparziali come Giordania e Germania. Il ministro degli Esteri, Sameh Shoukry, ha avuto un colloquio con il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, il quale ha sentito anche l'omologo saudita, Faisal bin Farhan al Saud. A Parigi si sono incontrati il presidente francese, Emmanuel Macron, e l'omologo egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, a margine di una conferenza sugli aiuti internazionali al Sudan che vede la partecipazione di diversi leader africani, arabi ed europei. Ci sono Josep Borrell, capo della diplomazia di Bruxelles, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

L'obbiettivo del summit è la cancellazione del debito di Khartoum, ma è prevedibile che verrà colta l'occasione per affrontare la situazione in Medio Oriente. Secondo il Financial Times, Israele sta valutando l'offerta di Hamas di una tregua "di lungo termine" che avrebbe tra le condizioni la consegna dei corpi di due soldati uccisi e il destino di due civili israeliani detenuti a Gaza.

Di misure per favorire una de-escalation si e' discusso anche durante una videoconferenza dei rappresentanti speciali del Quartetto per il Medio Oriente (Nazioni Unite, gli Usa, l'Ue e la Russia). Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto un colloquio telefonico con e Papa Francesco, sottolineando "la necessità che non solo il mondo islamico, ma che anche il Vaticano intervenga per porre fine ad attacchi diretti a colpire la coscienza dell'intera umanità". La Turchia, spiega Ankara, sostiene il processo di pace, rimane al fianco dei palestinesi e continuerà a difendere lo status di Gerusalemme".

Diplomazia in campo
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu ed espresso la speranza di una rapida fine degli scontri. E' stato il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, a rendere nota su Twitter la telefonata. Nel colloquio Merkel "ha rafforzato il diritto di Israele, di proteggersi nell'ambito dell'autodifesa dagli attacchi".

Il governo britannico ritiene che le azioni militari di Israele contro Hamas debbano essere "proporzionate". L'esecutivo di Boris Johnson, ha aggiunto il suo portavoce, Max Blain, è "profondamente preoccupato" per la distruzione di uffici che ospitavano alcuni media e per altri luoghi bersagliati a Gaza dove si trovavano civili. Blain ha assicurato che Londra "è in contatto con gli Usa e l'Onu".

"Siamo estremamente preoccupati - ha proseguito Blain - dai report dell'Onu secondo i quali a Gaza sono state distrutte 23 scuole e 500 abitazioni così come strutture sanitarie e uffici di organi di informazione".

Il presidente francese, Emmanuel Macron e il suo omologo egiziano, Abdel Fattah al Sisi, hanno sottolineato "l'assoluta necessità che cessino le ostilità" tra Israele e Hamas prima che il conflitto si espanda". I due presidente i sono incontrati all'Eliseo e nel corso dell'incontro Macron ha anche sostenuto la mediazione egiziana nell'attuale escalation di violenza, ha riferito la presidenza francese. Macron e al-Sisi hanno deplorato le "numerose vittime civili".

Il titolare della Farnesina, Luigi Di Maio, ha avuto un colloquio con il ministro degli Esteri dell'Anp, Riyad al-Malki. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese 'Wafa',  precisando che al-Malki ha auspicato "la fine di questa aggressione" e sottolineato che l'Anp sta facendo "il possibile" per spingere Israele a fermare le operazioni militari e aprire una fase politica che "metta fine all'occupazione". Dal canto suo, sempre secondo la 'Wafa', Di Maio ha espresso  "grave preoccupazione" per l'escalation e per quanto sta accadendo nel sobborgo di Sheikh Jarrah e nel complesso della moschea di Al-Aqsa, evidenziando l'importanza di fermare le violenze. Di Maio, ha  proseguito l'agenzia palestinese, ha anche sottolineato l'importanza della riunione dei ministri degli Esteri Ue in programma domani.

Ap: inchiesta indipendente su raid contro edificio media a Gaza
ll direttore dell'Associated Press ha chiesto un'indagine indipendente sull'attacco aereo israeliano che ha distrutto l'edificio di Gaza City che ospitava l'AP, l'emittente Al-Jazeera e altri media, con la motivazione che il pubblico merita di conoscere i fatti.  Ne dà notizia la stessa Ap. Anche Reporter senza frontiere, separatamente, ha chiesto alla Corte penale internazionale di indagare sul bombardamento.

Per Sally Buzbee, direttore esecutivo di Ap,  il governo israeliano deve ancora fornire prove chiare a sostegno del suo attacco, che ha raso al suolo la torre di 12 piani di al-Jalaa.  L'esercito israeliano, che ha dato ai giornalisti di Ap  e agli altri inquilini circa un'ora per evacuare prima dell'attacco, ha affermato che Hamas aveva nell'edificio un ufficio di intelligence militare e per lo sviluppo di armi.

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