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Migranti, Von der Leyen: "Solidarietà e responsabilità. Nuovo patto per ricostruire la fiducia"

Quello delle migrazioni "E' un  fenomeno complesso e l'intero sistema per affrontarlo in Europa non  funziona più. Il pacchetto della Commissione sulle migrazioni e  l'asilo che presentiamo oggi offre un nuovo inizio"

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"Oggi proponiamo una soluzione europea per ricostruire la fiducia tra Stati membri e per ripristinare la fiducia dei cittadini nella nostra capacità di gestire come Unione". Così la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen sul nuovo Patto su asilo e migrazione, che sarà presentato a breve dal vicepresidente Margaritis Schinas e dalla commissaria Ue, Ylva Johansson.  "L'Ue ha già dato prova in altri settori della sua capacità  passi straordinari per conciliare prospettive divergenti - afferma -. Ora è tempo di alzare la sfida per gestire la migrazione in modo congiunto, col giusto equilibrio tra solidarietà e responsabilità", ha detto von der Leyen. "Il patto offre un nuovo inizio per l'Ue", ha aggiunto.

Migrazioni ci saranno sempre in Europa
"Le migrazioni sono sempre state un fatto in Europa e lo saranno sempre. Per secoli hanno dato forma alle  nostre società e a molte delle nostre vite. E sarà sempre così", ha sottolineato Ursula von der  Leyen, al termine del collegio dei commissari a Bruxelles. "E' un  fenomeno complesso e l'intero sistema per affrontarlo in Europa non  funziona più. Il pacchetto della Commissione sulle migrazioni e  l'asilo che presentiamo oggi offre un nuovo inizio", aggiunge.

Soluzioni ad hoc non vanno più bene
"L'Europa deve abbandonare le soluzioni ad hoc per mettere in atto un sistema di gestione delle migrazioni prevedibile e affidabile", ha detto  la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sul nuovo Patto su asilo e migrazione. "Questo pacchetto riflette un equilibrio giusto tra la responsabilità e la solidarietà fra Stati membri", ha aggiunto. 

Cancellato Dublino, inadatto a sfide future
"Abbiamo cancellato il nostro sistema di Dublino che era qualcosa di simbolico, di un momento di una epoca diversa. Dublino serviva a pochi richiedenti asilo che fuggivano da dittature". Così il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Margaritis Schinas presentando le proposte per il nuovo Patto su asilo e migrazione. Schinas ha precisato che il sistema di Dublino  "non poteva affrontare la sfida della migrazione globale che l'Europa sta affrontando adesso e continuerà ad affrontare in futuro".

Meccanismo automatico per i salvati in mare
"Il meccanismo di solidarietà, con i ricollocamenti ed i rimpatri sponsorizzati, scatterà in modo automatico per i migranti che vengono salvati in mare. Ma anche il Paese di sbarco ne dovrà accogliere una parte". Così la commissaria europea  Ylva Johansson, che con il vicepresidente Margaritis Schinas presenta le proposte per il nuovo Patto su asilo e migrazione, sottolineando che "non ci saranno più soluzioni ad hoc" ad ogni sbarco, perché ci saranno indicazioni precise e prefissate, sulla base della valutazione della Commissione europea. 

Alleggeriremo peso su Paesi primo ingresso 
Il regolamento di Dublino pone tutta la responsabilità per il migrante entrato illegalmente nell'Ue sul Paese di primo ingresso, salvo alcuni casi, e presenta "scappatoie che permettono ai migranti di fuggire e andare a chiedere asilo nello Stato di sua scelta. Questa proposta chiude le scappatoie e introduce modifiche che consentono una distribuzione più giusta della responsabilità", ha detto la commissaria Ue Ylva Johansson.  Citando esempi di alleggerimento della responsabilità, Johansson spiega: "Se il migrante ha già un parente nell'Ue, il Paese in cui risiede il congiunto sarà responsabile anche per il nuovo arrivato. Se il migrante in precedenza ha lavorato o studiato in uno Stato diverso dal primo ingresso, quel Paese sarà responsabile". 

Ricollocamenti e rimpatri sponsorizzati obbligatori 
"Tutti gli Stati Ue dovranno mostrare solidarietà verso i Paesi sotto pressione: potranno farlo o con i ricollocamenti, o con i rimpatri sponsorizzati. Sono queste le due componenti fondamentali del meccanismo di solidarietà obbligatorio", a detto la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson.  Con "i rimpatri sponsorizzati gli Stati dovranno rimpatriare - entro otto mesi - una quota di migranti dal Paese di primo ingresso. Se entro otto mesi non saranno effettuati tutti i rimpatri, lo Stato partner accoglierà sul suo territorio quanti restano da allontanare". Il meccanismo permette contributi anche col rafforzamento delle capacità, come ad esempio la costruzione di centri di accoglienza. 

Previsto piano anche contro crisi acute
"Abbiamo previsto anche delle norme speciali per regolare eventuali situazioni di crisi, come quella che abbiamo vissuto nel 2015, quando arrivarono due milioni" di migranti. "Il meccanismo di solidarietà resta sostanzialmente come quello già descritto", con i ricollocamenti ed i rimpatri sponsorizzati, "ma in caso di crisi le misure saranno più nette e più limitate nel tempo". Così la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson.

Valuteremo Paesi terzi in base a riammissioni 
"Attualmente l'Ue ha accordi di riammissione con 24 Paesi, alcuni funzionano, altri meno. Rafforzeremo i negoziati su questo, ma intendo anche usare per la prima volta la normativa entrata in vigore a febbraio sui visti: saranno preparate relazioni annuali per i Paesi terzi in cui sarà valutato il livello di cooperazione sulle riammissioni. E questo potrà avere un effetto positivo o negativo sulla politica dei visti dell'Unione europea verso quei Paesi", ha detto la commissaria Ue, Ylva Johansson, spiegando che per rendere più efficace la politica dei rimpatri nominerà un "coordinatore dei rimpatri" che lavorerà col "network degli esperti sui rimpatri degli Stati membri".

Decisione su rimpatri entro 12 settimane
"E' importante che la decisione - sul rimpatrio - avvenga rapidamente nel giro di 12 settimane", "si verrà rimpatriati se si arriva nell'Ue senza il diritto di restarci, è questo che i cittadini dell'Europa ci chiedono". Lo ha detto la commissaria Ue Ylva Johansson in conferenza stampa.
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