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MONDO

Dopo il contrasto tra il premier e il ministro dell'Interno sui migranti

Tensioni nella maggioranza, vertice notturno a Palazzo Chigi

I profughi trasferiti su una nave militare maltese e poi redistribuiti in 8 Paesi dell'Unione europea: Germania, Francia, Portogallo, Irlanda, Romania, Lussemburgo, Olanda e Italia

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Vertice notturno a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte ed i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, per un incontro chiarificatore sulla vicenda dei migranti. La tensione nel governo è altissima e non solo sulla politica per le migrazioni, dopo l'intesa europea per distribuire tra otto paesi, tra cui l'Italia, i migranti sbarcati, a cui Salvini è nettamente contrario. Il confronto nel governo affronta molti altri temi. A cominciare dal decretone su reddito di cittadinanza e pensioni, la cui approvazione è prevista al Cdm di domani pomeriggio.

Matteo Salvini fa sapere di "restare contrario all'arrivo di alcuni degli immigrati, anche perché l'Europa deve ancora mantenere la parola e accogliere centinaia di immigrati sbarcati in Italia", mentre il ministro Fontana bolla come "provocazioni" le iniziative del M5s sulla legalizzazione della cannabis. E poi c'è il tema delle pensioni di disabilità, che la Lega vuole aumentare, minacciando altrimenti di non votare il reddito di cittadinanza. E poi c'è la decisione da prendere sulla Tav, dopo che l'analisi costi benefici è stata finalmente effettuata.

Sbarcano i migranti a Malta
Toccano terra dopo 18 giorni in mare. I 49 migranti sono arrivati al porto di Hay Wharf a bordo di 3 motovedette della marina militare maltese. Secondo il quotidiano Times of Malta uomini, donne e bambini, rimasti a bordo delle navi umanitarie sono apparsi stanchi ma felici. Dal porto, con le camionette della polizia sono subito ripartiti per andare in ospedale dove verranno sottoposti a uno screening sanitario, prima di poter essere trasferiti a Marsa, dove si trova il centro di prima accoglienza. Il primo passo, per poi essere smistati nei paesi europei in base all'accordo raggiunto oggi dagli otto degli stati membri Ue, tra cui l'Italia.

Svolta grazie ad accordo Ue
Oggi la svolta nella vicenda dei 49 migranti da settimane a bordo delle navi ong Sea Watch e Sea Eye al largo delle coste maltesi. Il premier maltese Muscat ha spiegato che si è giunti al via libera grazie a un accordo europeo sui migranti, in base al quale Malta trasferirà sulle proprie navi i migranti che saranno redistribuiti tra otto Paesi Ue, tra cui l'Italia. 

Migranti redistribuiti in 8 Paesi tra cui una ventina in Italia
Gli 8 Paesi che contribuiranno al ricollocamento dei migranti a bordo della Sea Watch sono, secondo quanto riferito da Muscat, "Germania, Francia, Portogallo, Irlanda, Romania, Lussemburgo, Olanda e Italia". "In segno di buona volontà da parte di coloro che hanno riconosciuto le missioni di salvataggio effettuate da Malta nei giorni scorsi - ha aggiunto Muscat -, altri 131 migranti già a Malta saranno trasferiti in altri Stati membri". "Accogliamo con favore questa dimostrazione di solidarietà - ha concluso il premier maltese - a riconoscimento del fatto che Malta ha fatto molto di più di ciò che gli spettava". In Italia dovrebbero arrivare una ventina di migranti.
 
Avramopoulos: hanno tutti mostrato solidarietà 
"Sono molto lieto che i nostri sforzi alla fine" abbiano dati frutti e "tutte le persone" a bordo delle navi Sea Watch 3 e Sea Eye "stanno sbarcando ora. Lodo Malta, il più piccolo Stato europeo, che ha espresso la solidarietà più grande: capisco quanto sia difficile per un'isola così piccola gestire una situazione simile. Germania, Francia, Portogallo, Malta, Lussemburgo, Olanda, Italia, Romania e Irlanda hanno tutti mostrato solidarietà nel modo più concreto". Lo ha detto il commissario europeo alle Migrazioni Dimitris Avramopoulos, a Bruxelles.

Salvini: "Dirò a Conte che Ue se ne frega e noi corriamo"
"Ribadirò al presidente del Consiglio che aspettiamo i paesi europei. Altri se ne fregano e noi dobbiamo correre", dice Matteo Salvini da Varsavia, rispondendo a chi gli chiede del vertice previsto stasera a Palazzo Chigi. "Non è una partita mia - scandisce - è una partita di civiltà, perché fino a quando aiutiamo gli scafisti e le Ong, loro continueranno ad arricchirsi. E' una questione di principio, in Europa si arriva in aereo e con i documenti", conclude Salvini.

Salvini: Europa cede a ricatti ong e scafisti
Da Varsavia, il ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini, aveva commentato in questo modo: "L'Europa si propone di accogliere altri immigrati cedendo ai ricatti di scafisti e ong e questo rischia di diventare un enorme problema". Salvini ha parlato in una conferenza stampa con il collega Joachim Brudzinski. "Sono e rimarrò assolutamente contrario a nuovi arrivi in Italia. E continuo a lavorare per espellere i troppi clandestini già presenti sul nostro territorio. Cedere alle pressioni e alle minacce dell'Europa e delle Ong è un segnale di debolezza che gli italiani non meritano" ha infine dichiarato il ministro dell'Interno italiano.

Salvini: non consultato, non autorizzo niente
A margine di un incontro con gli imprenditori italiani a Varsavia, Salvini ha dichiarato: "Migranti anche in Italia? Io non autorizzo niente, vediamo se arrivano. Non sono stato consultato. Se ci deve essere una condivisione nel governo ci deve essere prima di prendere le decisioni". 

Vertice tra Malta e Libia
La dichiarazione del premier maltese è giunta dopo un vertice bilaterale Malta- Libia che si è svolto stamane nel palazzo del primo ministro maltese, nel centro del La Valletta, per affrontare la delicata situazione dei migranti. Presenti il primo ministro di Malta Joseph Muscat e il primo ministro libico Fayez al-Sarraj. L'incontro tra Muscat e Sarraj - sottolineano i media maltesi - è stato il primo dopo quello in occasione della Conferenza sulla Libia organizzata a Palermo a novembre. 

Il premier maltese Muscat ha detto che occorre "trovare una soluzione per combattere trafficanti di esseri umani, garantire la sicurezza dei paesi del Mediterraneo e parlare di come i migranti vengono trattati in Libia. Il leader libico Serraj ha ribattuto: "Disponibili ma il nostro paese soffre di instabilità".

I tweet della Ong
"C’est fini!"
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