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MONDO

Superstiti: altro naufragio con 41 vittime nel Canale di Sicilia

Rissa per motivi religiosi, "profughi cristiani gettati in mare dai musulmani": 15 fermi a Palermo

La polizia ha fermato alcuni migranti sbarcati nei giorni scorsi a Palermo dopo essere stati soccorsi nel canale di Sicilia perché avrebbero gettato in mare alcune persone durante la traversata per raggiungere l'Italia

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Quindici immigrati sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria dalla Squadra mobile di Palermo la notte scorsa con l'accusa di aver gettato in mare durante la traversata del Canale di Sicilia 12 migranti. I fermati sono tutti musulmani e tra loro c'è anche un minorenne. I 15  fanno parte di uno dei tre gruppi di profughi sbarcati ieri a Palermo con tre diversi navi che li avevano soccorsi nel Canale di Sicilia. 

Il ministro della Giustizia Orlando firma il via libera a procedere 
Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha firmato l'autorizzazione a procedere per i 15 migranti: l'atto del ministro è legato al fatto che il caso è avvenuto in acque
internazionali. 

Testimoni: "I musulmani hanno gettato in acqua i cristiani"
Secondo quanto ricostruito in base alle testimonianze di altri profughi, ancora da verificare, sul barcone sarebbe scoppiata una rissa per motivi religiosi e i musulmani hanno sopraffatto i cristiani e li hanno scaraventati fuori bordo.

L'accusa: "Omicidio plurimo aggravato dall'odio religioso"
La polizia avrebbe raccolto "dichiarazioni coerenti", si apprende da fonti giudiziarie, e ci sarebbero anche riconoscimenti fotografici di alcuni degli indagati. I fermati, di nazionalità ivoriana, maliana e senegalese, sono accusati di omicidio plurimo aggravato dall'odio religioso.

A loro carico ci sono le dichiarazioni di profughi nigeriani e ghanesi, che facevano parte dello stesso gruppo sbarcato nel porto di Palermo ieri mattina con la nave mercantile "Ellensborg".

Il racconto dei testimoni in lacrime
I testimoni, molti in lacrime, hanno raccontato di essere scampati all'odio dei loro compagni. Si erano imbarcati il 14 aprile su un gommone, partito dalle coste libiche e stipato di 105 persone, in prevalenza senegalesi ed ivoriani. Durante la traversata, i nigeriani e i ghanesi, in minoranza a bordo, sarebbero stati minacciati di morte e di essere abbandonati in acqua, da una quindicina di uomini di nazionalità ivoriana, senegalese, maliana e della Guinea Bissau.

Il motivo del risentimento, proprio il credo religioso cristiano delle vittime, per questo invise agli aggressori musulmani. Dodici nigeriani e ghanesi sono stati gettati tra le onde, i superstiti si sarebbero salvati lottando contro il tentativo di annegamento, in alcuni casi formando anche una vera e propria catena umana.

Il rapporto al vaglio della Procura
 Indagini sono ancora in corso per individuare eventuali altri responsabili. Un rapporto è stato consegnato stamattina al procuratore aggiunto Maurizio Scalia. La Procura ha adesso 48 ore di tempo per chiedere la convalida dell'arresto.

Superstiti: altro naufragio con 41 vittime
Un altro naufragio con 41 vittime sarebbe avvenuto nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. A sostenerlo 4 superstiti sbarcati stamane nel porto di Trapani dalla nave "Foscari" della Marina Militare.

I 4 sopravvissuti hanno riferito agli operatori umanitari e alla Polizia, che sta valutando il loro racconto, di essere partiti in 45 da Tripoli su un gommone naufragato. I migranti tutti maschi - due provenienti dalla Nigeria, uno dal Ghana e uno dal Niger - hanno raccontato di avere preso il largo dalle coste libiche a bordo di un vecchio gommone i cui tubolari si sono ben presto sgonfiati. I naufraghi sono stati avvistati da un aereo in ricognizione nel Canale di Sicilia che ha dato l'allarme, ma quando la nave "Foscari" è giunta sul posto il gommone era già affondati e l'unità militare ha potuto recuperare solo i quattro superstiti.

Complessivamente sono 586 - tra i quali 78 donne, molte delle quali incinte, e 58 bambini, cinque dei quali neonati - i profughi raccolti dalla nave della Marina in tre distinte operazioni di soccorso e sbarcati stamane sul molo Ronciglio del porto di Trapani. I quattro naufraghi, dopo essere stati ascoltati dalla polizia, sono stati trasferiti temporaneamente nel Cie di Milo(Trapani). 
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