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POLITICA

Montecitorio

Milleproroghe, sì alla fiducia: è la 33esima per il governo Renzi

Dopo le polemiche per aver blindato il provvedimento, il testo incassa l'ok della Camera con 354 sì

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La Camera vota la fiducia sul decreto Milleproroghe: 354 i sì, 167 no, un astenuto.
Sul decreto, il governo Renzi ha posto la sua 33esima questione di fiducia. L'annuncio del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi è motivato dai tempi stretti. Infatti il decreto deve essere convertito in legge a pena di decadenza entro il 3 marzo e non è ancora approdato al Senato. In realtà la questione è stata posta su un maxiemendamento che recepiva tutte le modifiche apportate dalle Commissioni competenti. 

Le opposizioni non gradiscono la questione di fiducia. "Il Partito democratico usa la diplomazia partitica solo al proprio interno, non permettendo al Parlamento di confrontarsi sulle proposte e sulle idee, chiudendo le discussioni in una calendarizzazione piuttosto strana". Così il deputato della Lega Guido Guidesi nelle dichiarazioni di voto.

I contenuti
Il testo affronta, tra le altre cose, una mini-proroga di quattro mesi per l'emergenza sfratti, rinvia un aggravio di tassazione per le partite Iva, con il ripristino  del vecchio regime dei minimi, con tassazione agevolata al 5%, che coesisterà per tutto il 2015 con il nuovo regime (al 15%). Il provvedimento inoltre riapre i termini per chiedere la rateizzazione dei debiti con Equitalia e concede altro tempo alle imprese emiliane colpite dal terremoto per far fronte ai mutui con cui pagare le tasse. Confermata la cancellazione dello stop al maxi-sconto sui canoni per le frequenze pagati da Rai e Mediaset.
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