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ITALIA

Morto l'autista, 23 feriti

Minibus precipitato a Capri, bandiere a mezz'asta per Melillo. La procura indaga sull'incidente

L'area della tragedia, a Marina Grande, rimane sotto sequestro. Tra le ipotesi sulle cause, oltre al malore che potrebbe avere colpito il conducente, c'è quella del guasto meccanico

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Bandiera della Città di Capri a mezz'asta sul Municipio in segno di lutto per la tragica scomparsa del giovane autista Emanuele Melillo, deceduto ieri nell'incidente del bus precipitato a Marina Grande. Il sindaco Marino Lembo e tutta l'amministrazione hanno voluto esprimere il proprio sentito cordoglio alla famiglia della vittima e la vicinanza ai feriti, augurando loro una pronta guarigione.

Capri si è risvegliata dovendo fare i conti con un bilancio pesante: un morto e 23 feriti, quello definitivo diramato nella serata di ieri dalla Asl Napoli 1 Centro, competente sul territorio dell'isola azzurra. Dei 23 feriti, 15 sono stati  trasferiti a Napoli: 13 all'Ospedale del Mare nel quartiere  Ponticelli, due bambini sono stati invece portati all'ospedale  pediatrico Santobono. Altri 8 pazienti, feriti lievemente, nonostante la valutazione di ricovero per l'osservazione delle conseguenze dell'incidente, lo hanno rifiutato. Tra i feriti anche 4 turisti, francesi e libanesi.

I vigili del fuoco sono al lavoro senza sosta dal tardo pomeriggio di ieri: sull'isola sono stati fatti arrivare numerosi mezzi dei caschi rossi, tra i quali anche un elicottero, per cercare di trovare una soluzione alla rimozione del mezzo, che dovrà essere sottoposto ad accertamenti. L'obiettivo principale è rimuoverlo e dissequestrare l'area, per restituirla ai cittadini, ma, al momento, questa soluzione presenta notevoli difficoltà operative. L'area della tragedia, quindi, rimane, sotto sequestro. I rilievi sul luogo dove è avvenuto l'incidente sono stati affidati alla Polizia Stradale, sotto il coordinamento della dirigente del locale commissariato.Ieri è stata la Centrale Operativa della Questura di Napoli, insieme con il 118, a coordinare i soccorsi e l'intervento degli elicotteri di varie forze di polizia che si sono occupati del trasferimento dei feriti, delle riserve di sangue per le trasfusioni e delle apparecchiature mediche.

La Procura di Napoli sta valutando l'eventualità di predisporre gli accertamenti irripetibili sul minibus direttamente sul luogo dell'incidente. Tra le ipotesi in merito alle cause dell'accaduto, oltre al malore che potrebbe avere colpito il conducente, c'è anche quella del guasto meccanico.

Altro particolare al vaglio degli investigatori è l'impiego in servizio a Capri, ieri mattina, di alcuni bus dell'Atc, l'azienda di trasporto isolana, che sarebbero dovuti rimanere a deposito: una decisione determinata da un improvviso malfunzionamento della funicolare, per fronteggiare la richiesta di trasporto pubblico che, d'estate, è particolarmente esigente sull'isola azzurra. Le perizie sul minibus accerteranno se il mezzo fosse in idonee condizioni di funzionamento e di manutenzione.

Si fa strada intanto l'ipotesi di un malore che avrebbe colto Melillo mentre era alla guida del minibus dell'azienda Atc, appena partito da Marina Grande e che, dopo  le prime due curve, stava percorrendo la strada in salita. La sua morte è stata dichiarata ieri sul posto, il 30enne avrebbe avuto un infarto. Sarà l'autopsia a fare luce sulle cause del decesso.

L'incidente
Dopo aver sfondato una recinzione, il mezzo è infatti precipitato nel vuoto fermandosi contro una struttura che delimita la spiaggia 'Le Ondine' a Marina Grande. Il bilancio è di 23 feriti, sia tra i passeggeri (di cui 4 di nazionalità francese e libanese) sia tra le persone in strada. Di loro, la gran parte sono feriti lievi e sono stati trasportati all'ospedale Capilupi di Capri; due sono gravi e altri due (tra cui un bimbo) in gravissime condizioni, tutti trasportati a Napoli con l'elicottero di primo soccorso, messo a disposizione dalla polizia di Stato e dalla guardia di finanza.

Il mezzo ha fatto un volo di diversi metri lungo la scarpata, dopo aver sfondato la recinzione, finendo la sua corsa contro le strutture esterne del lido. Il minibus era in salita e procedeva a velocità normale. Poi, d'improvviso, ha sbandato leggermente verso destra, quindi a sinistra e, lentamente, ha sfondato la barriera, precipitando. 

Melillo sarebbe diventato papà tra pochi mesi
Il 29 giugno la gioia immensa: una figlia. Aveva voluto comunicarlo a tutti e sui social aveva postato la foto con il test di gravidanza che aveva fatto la compagna Rosaria. Napoletano, pendolare che ogni mattina dal centro storico si spostava a Capri, Emanuele Melillo è ricordato da tutti come un ragazzo solare. Pieno di vita e forza. Il lavoro di autista gli aveva permesso di coronare un sogno: vivere assieme alla donna che amava. Sui social foto con lei abbracciata davanti ai Faraglioni: "Non mi manca niente", scriveva solo due mesi fa, fiero con la divisa del lavoro.

Melillo era separato, aveva un bimbo e, appunto, una nuova compagna in dolce attesa. I colleghi lo descrivono come un ragazzo ''scherzoso, un giocherellone''.

"Aveva un contratto a tempo determinato, tipo stagionale -riferisce all'Ansa Franco Chierchia, delegato Usb in Atc - ma essendoci una carenza di organico riusciva a lavorare quasi tutto l'anno anche perché in inverno quando la funicolare è chiusa per manutenzione noi con i bus forniamo il servizio sostitutivo. Quindi era un lavoratore esperto che conosceva le strade dell'isola''.

Il sindaco di Capri, Marino Lembo, si è recato all'ospedale Capilupi per verificare di persona lo stato di salute dei feriti. Lembo spiega a LaPresse: "Tra qualche ora saprò dare più informazioni, non posso dare notizie parziali o non verificate". Lembo poi spiega che "questa mattina la funicolare di Capri è stata chiusa per un problema tecnico". "Guasti che possono capitare, per questo abbiamo chiuso la funicolare" rimarca Lembo.

Titolare lido: pochi metri ed era tragedia
"Pochi metri e sarebbe stata una tragedia immane. Il pullmann ha quasi sfondato il solarium dove c'erano almeno venti persone a prendere il sole. Un miracolo ". Così Gemma Rocchi. "Erano le 11.30, ho sentito un boato e credevo che se ne fosse caduta la strada. Mi sono affacciata e ho visto un bus rotolare giù per la montagna. Ho chiamato aiuto, sono corsa sul posto e sentivo bambini piangere. Purtroppo l'autista è morto". Nessuno tra i dipendenti del lido e i clienti sono rimasti feriti: "Molti per la paura si sono lanciati in mare".

Testimone racconta: urla e pianti, scena da ko
Un ragazzino di 15 anni viene messo sulla barella mentre piange a dirotto. Una mamma si fa largo tra la folla cercando disperata il proprio figlio temendo possa essere rimasto coinvolto nell'incidente. Le sirene spiegate delle ambulanze che si sovrappongono man mano che arrivano sul posto. Sono queste le scene davanti alle quali si sono trovati soccorritori e curiosi giunti stamattina a Marina Grande.

A raccontarle è Giuseppe, un ragazzo del posto, tra i primi ad accorrere sul luogo del disastro: "E' qualcosa che difficilmente dimenticherò - racconta all'Ansa - specialmente la scena del ragazzino, avrà avuto 15/16 anni, che strillava dal dolore mentre lo fissavano sulla barella dopo averlo estratto dal pullmino. Un'immagine che, non lo nego, mi ha messo ko. Attorno tanta gente richiamata dalle urla e dal tonfo del sinistro".

"Una tragedia così - prosegue il giovane - da queste parti non me la ricordo. Il pullman è rotolato fino ad andare a impattare contro le cabine doccia dello stabilimento, in quella cunetta che fa da spartiacque tra la spiaggia libera e il vicino stabilimento privato. Ancora un metro e il bilancio sarebbe stato ancora più pesante. C'era tanta gente a farsi il bagno -ricorda - specie oggi con una giornata estremamente calda".

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