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SCIENZA

Clima

Una mini-glaciazione nel 2030? Probabilmente resterà un miraggio estivo

Le previsioni di un crollo dell'attività solare sulla base di un modello presentato in Galles fanno discutere. Il fisico solare dell'Inaf Mauro Messerotti a RaiNews.it: "Tutto da verificare"

Il Sole (Nasa Goddard Space Flight Center)
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di Andrea Bettini Il Sole andrà a dormire facendo calare sensibilmente le temperature sulla Terra? È l’ipotesi avanzata in base a un modello presentato in Galles e realizzato da un team di scienziati capitanato da Valentina Zharkova della Northumbria University. Una prospettiva sulla quale però è bene essere molto cauti secondo Mauro Messerotti, fisico solare ed esperto di meteorologia dello spazio dell’osservatorio astronomico di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.
 
Dottor Messerotti, che tipo di modello è quello presentato in Galles?
Cerca di spiegare l’evoluzione dell’attività solare basandosi sulla presenza di due processi di movimento del gas ionizzato all’interno del Sole. Secondo gli autori si tratta di due meccanismi che operano in tempi diversi. La loro combinazione potrebbe rafforzare l’attività solare quando sono sulla stessa fase o indebolirla quando operano in opposizione di fase. A loro avviso questo potrebbe essere una buona spiegazione di quello che si è verificato negli ultimi tre cicli di attività solare.
 
In base a questo si sono fatte previsioni e si è parlato dell'arrivo di una riduzione significativa dell’attività solare…
Hanno fatto una previsione che porterebbe a indicare una riduzione significativa del ciclo di attività solare, fino al 60%, e che potrebbe essere associato a un prossimo minimo prolungato, ma secondo me è tutto da verificare e da capire.
 
A cosa si riferisce quell'ipotetico calo del 60%? 
Non si sta parlando di una riduzione del calore diffuso dal Sole, ma di una diminuzione dell’attività solare, cioè del numero di macchie solari, di brillamenti e dell’emissione di raggi ultravioletti e raggi x. Questo porterebbe eventualmente a un cambiamento climatico. Dico eventualmente perché l’effetto del Sole sui cambiamenti climatici non è ancora completamente conosciuto, come sottolinea anche l’Ipcc.
 
Se effettivamente si verificasse questa riduzione del 60% dell’attività solare, che effetti ci si possono attendere sulle temperature terrestri?
Innanzitutto bisognerebbe capire per quanto tempo durerebbe questa diminuzione. Guardiamo ai cicli che hanno dato origini a minimi significativi: il minimo di Maunder è durato 70 anni, il minimo di Wolf è durato 90 anni. Anche se, come dicevo, l’influenza del Sole sul clima sulla Terra è tutta da capire, staremmo comunque parlando di una diminuzione dell’ordine di un grado centigrado a livello globale. Non sarebbe certamente trascurabile, ma non sarebbe neanche quella glaciazione globale che è stata paventata sui media.
 
Secondo lei quanto si può considerare affidabile questo modello?
Innanzitutto bisognerebbe fare un test su molti più cicli di attività solare rispetto a quelli che sono stati usati dagli autori. Lo hanno verificato solo su tre cicli, mentre la nostra stella dalla sua formazione probabilmente ne ha subiti più di 400 milioni. Inoltre il Sole è un sistema fisico complesso: basta che ci siano minime disomogeneità nelle condizioni iniziali per portare a un’evoluzione imprevedibile. Tutto questo rende molto difficile considerare affidabile al 100% una previsione basata su questa modello.
 
Insomma: anche se in questi giorni di caldo africano qualcuno ha sperato nell'arrivo di una mini-glaciazione, bisogna rassegnarsi al caldo…
Sì, ma attenzione: non dobbiamo associare le temperature molto elevate di questi giorni alle variazioni dell’attività solare. Queste sono fluttuazioni statistiche che fanno parte del clima della Terra. Nell’altro caso si parla di variazioni che avvengono nel corso di decenni, non da un’estate all’altra. 
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