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ITALIA

Modena

La morte di Laila sul lavoro, parla il marito: "Non deve succedere più"

C'è un indagato per omicidio colposo. Iscritto nel registro il legale rappresentante dell'azienda

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"Mi ha avvertito alle 9 di mattina, con una telefonata, un mio ex datore di lavoro, socio dell'impresa dove circa un paio di mesi fa era stata assunta la mia compagna. Non è riuscito a dirmelo chiaramente: 'Laila ha avuto un brutto infortunio, corri qui...". Non ha aggiunto altro. Ma io ho capito tutto'". A raccontarlo, in un'intervista al Corriere della Sera, Manuele Altiero il compagno di Laila, quarantenne morta sul lavoro nel modenese.

"Non eravamo sposati, ma progettavamo di farlo il prossimo giugno, in Puglia. Quelle nozze davanti a nostra figlia sarebbero state bellissime...". Alla figlia, Rania, su consiglio di una psicologa del Comune di Bastiglia, ha detto cosa fosse successo, senza girarci attorno: "Mamma purtroppo ha preso una botta forte, è andata in cielo".  "Rania mi ha guardato e sì, certo, ha capito. Poi mi ha abbracciato stretto, a lungo".

Il compagno di Laila poi dice: "Le macchine devono funzionare come si deve. La sicurezza viene prima. Ogni giorno attorno a quella fustellatrice c'era un elettricista, c'erano dei problemi". "Credo che si debba, in qualche modo, andare oltre al senso dell'inchiesta. Devono essere le autorità e la politica, a pretendere la verità su cosa è successo alla mia Laila. Glielo dobbiamo. Non si può morire sul lavoro, non deve succedere più".

Le indagini
C'è un indagato per la morte di Laila El Harim, l'operaia 40enne, madre di una bimba di quattro anni, morta mentre era al lavoro, inghiottita da un macchinario in un'azienda di imballaggi nel Modenese. La procura di Modena avrebbe iscritto nel registro degli indagati il legale rappresentante dell'azienda, la Bombonette di Camposanto.

Il fascicolo aperto è per omicidio colposo e l'iscrizione al momento sarebbe da considerarsi come atto dovuto per chiarire come siano andate le cose martedì mattina, quando Laila è stata trascinata e schiacciata da una fustellatrice, un grosso strumento che serve per sagomare, e quindi tagliare con precisione, diversi tipi di materiale.

Sul corpo di Laila sarà anche eseguita l'autopsia, disposta dalla procura modenese per completare il quadro di accertamenti su quanto avvenuto. Sotto sequestro il macchinario nel quale l'operaia, secondo una prima ricostruzione, sarebbe rimasta con ogni probabilità incastrata senza trovare scampo.

Secondo una prima relazione che l'Ispettorato nazionale del Lavoro ha inviato al ministro Andrea Orlando, il macchinario era infatti provvisto di un doppio blocco di funzionamento meccanico, "ma purtroppo - si legge - azionabile, da parte dell'operatrice, soltanto manualmente e non automaticamente. Ciò ha consentito un'operazione non sicura che ha cagionato la morte per schiacciamento".

Laila El Harim avrebbe compiuto 41 anni a giorni, era originaria del Marocco e da circa vent'anni era residente in Italia. Nel Modenese aveva costruito la sua vita e la sua famiglia, progettava il matrimonio col compagno dal quale quattro anni fa aveva avuto una bimba e nel paese in cui viveva, non distante dalla sede dell'azienda, era conosciuta come una persona gentile e solare.

Alla Bombonette di Camposanto era regolarmente assunta da pochi mesi. Entusiasta per il lavoro che faceva, martedì era entrata in sede alle 5.50 per il turno di mattina. Dopo poche ore la tragedia sulla quale sono in corso indagini da parte di carabinieri, Ispettorato territoriale di Modena, Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro della Ausl territoriale.

Una tragedia che ha ricordato la morte, in fabbrica nel Pratese, di un'altra giovane madre, la 22enne Luana D'Orazio deceduta a maggio incastrata in un orditoio. E che ha spinto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a chiamare il ministro Orlando per avere più informazioni sul ripetersi di simili incidenti sul posto di lavoro, richiamando sul tema della sicurezza. Argomento che, nelle rassicurazioni di Orlando, è "sottoposto a una costante ed incisiva attenzione" da parte del Governo.

Cisl: "Grazie Mattarella per l'appello alla sicurezza"
“Grazie al Presidente Mattarella per aver ancora una volta opportunamente sottolineato che occorre una svolta delle istituzioni per fermare gli incidenti sul lavoro, una piaga sociale inaccettabile. La tragica morte di Laila dopo quella Luana ha scosso le coscienze di tutti gli italiani”. Lo scrive su Twitter il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra.
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