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ITALIA

Morte dj, pm chiede archiviazione: "Viviana si è suicidata"

Nessun estraneo avrebbe avuto un ruolo nella morte tragica della donna che si è gettata da un traliccio. 

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"Nessun soggetto estraneo ha avuto un  ruolo, neanche marginale, mediato o indiretto" nella morte di Viviana  Parisi e del figlio Gioele Mondello. A metterlo, nero su bianco, è il  Procuratore capo di Patti (Messina) Angelo Vittorio Cavallo, che ha chiesto l'archiviazione dell'indagine, basandosi sulla dinamica dell'omicidio-suicidio. "L'Ufficio, a prescindere dai  risultati degli accertamenti tecnici, sin dal primo svolgersi delle  indagini, ha inteso operare un controllo capillare su tutti i soggetti a qualunque titolo ''gravitanti'' nella zona, al fine di poter escludere in modo certo e sicuro qualunque loro coinvolgimento nella  vicenda - dice - A tale proposito sono stati identificati,  controllati, assunti a s.i.t. ed intercettati per lungo tempo tutti i raccoglitori del sughero, gli allevatori ed i soggetti comunque  presenti nella zona. Le dichiarazioni di tali soggetti sono apparse  lineari, coerenti, scevre da contraddizioni di sorta, riscontrandosi  reciprocamente, sulla presenza in zona e sui successivi spostamenti,  non facendo emergere alcun elemento di sospetto o di dubbio, e confermando la loro completa e totale estraneità ai fatti: nessuno di  loro ha mai visto, né tanto meno incontrato Viviana ed il figlio Gioele".       
 
Nessun estraneo ha avuto un ruolo nella morte di Viviana e del figlio 
Sono stati acquisiti i relativi tabulati telefonici nel periodo  temporale compreso fra i giorni 3 - 19 agosto 2020, "al fine di  verificare la compatibilità degli spostamenti compiuti in quel periodo con le dichiarazioni rese agli investigatori". Dal loro esame non sono emersi elementi di ''allarme'' di alcun tipo, o comunque circostanze  in contrasto con quanto riferito alle Forze dell'Ordine. Anche le conversazioni intercettate (telefoniche ed ambientali), protrattesi per un periodo assai lungo, a partire dall'8.8.2020 fino a tutto il novembre 2020, "non solo non hanno fatto emergere alcun  elemento di particolare ''allarme'' rispetto a quanto in precedenza  dichiarato da tali soggetti, ma, al contrario, hanno dimostrato la  assoluta genuinità e buona fede di tutte le loro propalazioni sui  fatti". "L'intera vicenda, in realtà, è ascrivibile in modo esclusivo  alle circostanze di tempo e di luogo, al comportamento ed alle  condotte poste in essere da Viviana Parisi e al suo precario stato di  salute, purtroppo non compreso sino in fondo, in primo luogo da parte  dei suoi familiari più stretti”.
 
 
La donna soffriva di una forte depressione e manie di persecuzione 
Viviana Parisi, la donna trovata senza  vita nei boschi di Caronia l'8 agosto del 2020, cinque giorni dopo la  sua scomparsa insieme con il figlio Gioele di 4 anni, soffriva di  ''una patologia importante di valenza psicotica'', patologia "dalla  quale non si era mai ripresa completamente". E' quanto scrive nella  sua 'autopsia psicologica' il professor Massimo Picozzi, uno dei  consulenti del Procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo, che ha  depositato la perizia psichiatrica sulla donna morta. In altre parole, la donna soffriva di un ''disagio preesistente da almeno due anni'', con aspetti clinici tali "da spingere a ipotizzare un accertamento  sanitario obbligatorio per fronte alla situazione, caratterizzati  dalla ''presenza di spunti psicotici, con tematiche mistiche,  persecutorie e di rovina". Con "riferimenti al demonio,  interpretatività delirante - il diavolo nel serpente del bastone di  Asclepio", si legge nella perizia.       
 
Gli sms del marito alla moglie: “Curati, stai rovinando la vita di tuo figlio” 
Agli atti dell'inchiesta e della richiesta di  archiviazione ci sono anche i messaggi che Daniele Mondello scriveva  alla moglie per chiederle di prendere le medicine. L'8 giugno 2020  Mondello scriveva alla moglie: ''Prendi le pillole, se ami tuo  figlio''. Ed ancora: ''Hai rovinato la nostra famiglia, vergognati, mi dispiace solo per mio figlio che non si meritava questo.''.  ''Curati!''. Nella stessa data Mondello inviava il seguente screenshot alla moglie Viviana: ''Centro di Terapia Strategica - Research  Training, Psychotherapy Institute - ''Paranoia e manie di  persecuzione. L'intervento attraverso la psicoterapia breve  strategica'' e, subito dopo, il seguente messaggio: ''Leggi bene, non  essere presuntuosa, questo è il problema che ti sono stato vicino per  aiutarti, ma tu non vuoi farti aiutare e stai distruggendo la vita di  nostro figlio, la tua e la mia e stai facendo soffrire la tua famiglia e la mia, per una volta ascolta chi ti vuole veramente bene!''. "Le precarie condizioni di salute della donna, peraltro, sono state  confermate dalla risultanze dell' ''autopsia psicologica'' operata dal Professor Picozzi. Secondo il consulente ''l'incidente stradale ha rappresentato per  costei uno stress acuto che ha valicato ogni capacità di  elaborazione e risoluzione''; tale situazione è stata causata da ''una interpretazione persecutoria dell'evento'', come se il sinistro fosse  stato ''causato intenzionalmente, per nuocerle, da inesistenti  aggressori'', oppure, in alternativa, dall' ''innescarsi del timore  inaccettabile che il marito ne approfittasse per toglierle la potestà  genitoriale, allontanandola per sempre dal suo bambino''.
 
Viviana si è allontanata volontariamente dal luogo dell’incidente 
Le indagini hanno dimostrato come Viviana, "subito dopo l'incidente in galleria, una volta uscita dall'autovettura e recuperato Gioele, si  sia volontariamente allontanata insieme al suo bambino dalla sede  autostradale, nascondendosi tra la fitta vegetazione esistente sul  bordo autostrada, non rispondendo ai richiami delle persone che pure  la stavano cercando".        Il consulente psichiatrico, in particolare, ha analizzato quanto  successo la mattina del 3 agosto 2020: Viviana, quel giorno, ''si  allontanava dalla propria abitazione senza lasciare segni di un  progetto autolesivo'', ma, in ogni caso, poco dopo l'incidente  stradale ha rappresentato per costei uno stress acuto che ha  valicato ogni capacità di elaborazione e risoluzione''; tale  situazione è stata causata da ''una interpretazione persecutoria  dell'evento'', come se il sinistro fosse stato ''causato  intenzionalmente, per nuocerle, da inesistenti aggressori'', oppure,  in alternativa, dall' ''innescarsi del timore inaccettabile che il  marito ne approfittasse per toglierle la potestà genitoriale,  allontanandola per sempre dal suo bambino''.       
 
Gioele non è stato morso da animali selvatici 
Dalle consulente tecniche emerge pure che il piccolo Gioele non è stato morso da animali selvatici mentre era ancora in vita. "Gli accertamenti di genetica umana e di carattere veterinario hanno  consentito di rilevare come gli indumenti indossati da Gioele al  momento dei fatti (sandali; pantaloncino; slip; frammento di  maglietta) non recassero tracce di sangue - dice - Tutto ciò conferma come Gioele non possa essere stato oggetto di un'aggressione in vita da parte di cani o altri animali selvatici, dal momento che un'aggressione di tal tipo avrebbe prodotto, proprio a causa delle  ferite inferte, un imponente perdita di sangue con conseguente  ''dilavamento'' di tutti gli indumenti indossati".
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