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MONDO

Aveva 98 anni

È morto l'agente britannico George Blake, spia del Kgb e autore di una rocambolesca evasione

L'agente George Blake
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Muore a 98 anni George Blake, agente segreto britannico dell'MI6, doppiogiochista, che lavorò come talpa del Kgb sovietico durante gli anni Cinquanta. Della sua vita piena di colpi di scena, ciò che resta nella memoria collettiva è la rocambolesca evasione dalla prigione di Wormwood Scrubs in Inghilterra dopo essere stato scoperto e condannato nel 1963 a 42 anni di carcere per tradimento. 

Una fuga avvenuta insieme ad altri detenuti nel 1966, l'irlandese Sean Bourke e due attivisti antinucleari Michael Randle e Pat Pottle, che fu rivelata soltanto vent'anni dopo nel 1988. La sua defezione dall'Inghilterra verso l'Unione Sovietica dentro una cassa di legno, attraverso la Cortina di ferro, è leggenda tanto che lo stesso Alfred Hitchcock ne trasse ispirazione per un film, mai realizzato, The Short Night.

Blake si rifugiò in Unione Sovietica, passando attraverso la Germania Est, e cambiò totalmente vita. Divorziò dalla moglie inglese, dalla quale ebbe tre figli, per iniziare una seconda vita e carriera presso l'Istituto degli Affari internazionali di Mosca, come esperto mediorientale. Successivamente sposò una cittadina sovietica, dalla quale ebbe un altro figlio, e fu insignito della più alta onorificenza nazionale dell'Unione Sovietica: l'Ordine di Lenin. Diatribe e azioni legali, però, lo legarono nel bene e nel male alla madrepatria con la pubblicazione di autobiografie per le quali il governo britannico di Margaret Thatcher sequestrò i proventi all'editore. Un braccio di ferro che approdò persino alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

"È morto oggi", ha detto il portavoce del servizio dell'Intelligence estera russa Sergei Ivanov all'agenzia di stampa statale Tass ricordando Blake in questo modo: "Amava sinceramente il nostro paese e ammirava i risultati del nostro popolo durante la Seconda Guerra Mondiale".
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