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SPETTACOLO

Al Teatro Argentina la stagione n.198

L'Accademia Bizantina inaugura con Bach i concerti della Filarmonica Romana

L'arte della fuga apre la rassegna dell'Accademia, primo di dieci concerti con grandi soliti e ensemble di livello internazionale: i violoncellisti Giovanni Sollima, Mario Brunello, Enrico Dindo, il duo Krylov-Golan, il Trio di Parma, il Quartetto d’archi della Scala, Modo Antiquo con Federico Maria Sardelli. I programmi spaziano dal barocco al rock

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di Nicola Iannello Una delle formazioni più accreditate nel panorama della musica antica e barocca e uno dei monumenti della storia della musica: con l’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone e L'arte della fuga di Bach si inaugura il 17 gennaio al Teatro Argentina (ore 21) la stagione concertistica, la n. 198, dell’Accademia Filarmonica Romana, firmata dal nuovo direttore artistico Andrea Lucchesini.
 
Il primo di una serie di concerti che fino ad aprile porteranno in uno dei più antichi e importanti teatri romani la grande musica da camera - spaziando dal repertorio barocco alla musica d’oggi per sconfinare nel rock e progetti originali - e interpreti d’eccezione, a partire proprio dall’Accademia Bizantina, ensemble che per il suo approccio interpretativo e per l’uso di strumenti originali è divenuta un’eccellenza musicale riconosciuta e pluripremiata a livello internazionale (proprio lo scorso settembre il cd Agitata inciso con Delphine Galou ha vinto il prestigioso Gramophone Classical Music Award come miglior recital dell’anno).


 
Destinata alla Società di Scienze Musicali fondata da Lorenz Christoph Mizler sul modello delle società scientifiche che allora nascevano in tutta Europa, Die Kunst der Fuge (L’arte della fuga) rimase incompiuta per il sopraggiungere della morte di Bach avvenuta nel 1750. La lettura che ne dà l’Accademia Bizantina è in una formazione a sei. Oltre a Ottavio Dantone (cembalo e direzione), vede coinvolti Alessandro Tampieri e Ana Liz Ojeda (violini), Diego Mecca (viola), Mauro Valli (violoncello) e Stefano Demicheli (organo).
 
La musica per quartetto sarà uno dei fili rossi che segnerà diversi appuntamenti di questa stagione all’Argentina. Il primo lo offre il 24 gennaio il Trio di Parma insieme a Simonide Braconi prima viola del Teatro alla Scala, con l’esecuzione di due Quartetti con pianoforte di Brahms alternati ad alcuni pezzi di György Kurtág. Giovedì 31 gennaio una delle formazioni da camera più accreditate qual è il Quartetto d’archi della Scala, sale sul palco insieme a Fabrizio Meloni, primo clarinetto scaligero, per i Quintetti di Mozart (K 581) e di Brahms (op. 115); in un ideale confronto fra passato e presente, in programma anche Variations Mozart di Matteo D’Amico.
 
Un racconto fitto di domande e stupore per entrare nel mondo dei Quartetti per archi di Mozart è quello che propone in due concerti (24 e 28 febbraio) lo scrittore e giornalista Sandro Cappelletto, qui in veste di voce narrante a fianco del giovane e già affermato Quartetto Guadagnini.
 
In una sorta di omaggio alla grande scuola violoncellistica di Antonio Janigro si collocano poi tre concerti di altrettanti musicisti di altissimo livello come Giovanni Sollima, Enrico Dindo e Mario Brunello. Il primo si presenta in un recital solistico il 14 febbraio con Ba-Rock, un viaggio nel mondo sonoro del violoncello ma anche un viaggio nel tempo, da Bach fino ai Nirvana per scoprire le potenzialità tecniche ed espressive dello strumento, mentre il 4 aprile Enrico Dindo dialogherà in duo con Simone Rubino, un originale incontro fra il violoncello e le percussioni in un programma che non mancherà di stupire e incuriosire il pubblico con due prime assolute di Carlo Boccadoro e Stefano Molinelli. L’11 aprile toccherà a Mario Brunello, da sempre aperto a sperimentazioni e inediti incontri artistici, che farà dialogare il suo strumento ‒ un prezioso Maggini del 1600 ‒ con le voci del Coro del Friuli Venezia Giulia.
 
La musica barocca sarà presente con un altro ensemble, anch’esso rinomato a livello internazionale per le sue interpretazioni di questo repertorio. Il 7 marzo Modo Antiquo e il suo direttore Federico Maria Sardelli conducono il pubblico nel concerto-reading L’affare Vivaldi. Ispirandosi al testo dell’omonimo libro di Sardelli, tra musiche inedite del giovane Vivaldi e la narrazione di Sardelli, si darà allo spettatore l’opportunità di seguire l’affascinante percorso di un enorme patrimonio musicale che ha rischiato di andare perduto.
 
Il 28 marzo sarà la volta del violino di Sergej Krylov interprete dalla grande musicalità e dall’eccezionale virtuosismo, che insieme al pianista Itaman Golan presenta un programma dedicato alla Sonate per violino e pianoforte di Mozart (K 378), di Beethoven, con la celebre Sonata Kreutzer, e la Fantasia D 934 di Schubert.
 
www.filarmonicaromana.org
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