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SPETTACOLO

Musica

Addio a Neil Peart, celebre batterista dei "Rush"

Dopo l'esordio nel 1974 con l'album 'Rush', la band ha inciso negli anni una serie di album diventati dischi d'oro e di platino, che ne hanno prolungato la popolarità fino al nuovo millennio
 

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E' morto stanotte, dopo una lunga lotta contro un tumore al cervello, il celebre batterista dei Rush Neil Peart. Aveva 67 anni. Lo rende noto l'account ufficiale del gruppo su Twitter. Dopo l'esordio nel 1974 con l'album 'Rush', la band ha inciso negli anni una serie di album diventati dischi d'oro e di platino, che ne hanno prolungato la popolarità fino al nuovo millennio.

Peart, il cui talento alla batteria ne ha fatto uno dei più acclamati strumentisti della storia del rock, cominciò col cantante e bassista Geddy Lee e il chitarrista Alex Lifeson con il rock 'progressive', musica che sfidava le restrizioni e la semplicità della musica pop a tre accordi degli anni '50 e '60. 

Con il trio, Rush ha prodotto composizioni di musica pop spesso vertiginosamente complesse che, insieme a quelli degli idoli prog-rock inglesi Yes ed Emerson, Lake & Palmer, aveva più cose in comune con la musica dei compositori del 20mo secolo come Igor Stravinsky e Karl Stockhausen che con i semplici suoni blues e country del primo rock 'n' roll.

Tra i lavori dei Rush ricordiamo: "A Farewell to Kings" (1977); "Hemispheres" (1978);  "Permanent Waves" (1980); "Vapor Trails" (2002); "Snakes & Arrows" (2007) e "Clockwork Angels" (2012).

Peart era nato il 12 settembre 1962 a Hamilton, nell'Ontario, in Canada. Era il maggiore di quattro figli di Glenn e Betty Peart. È cresciuto nella fattoria di famiglia a Hagersville, fuori Hamilton. Ha iniziato a sviluppare le sue abilità come musicista con lezioni di pianoforte, il suo primo strumento a percussione. Lascia la moglie, Carrie, e una figlia, Olivia Louise Peart.
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