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MONDO

Disobbedienza civile, medici contro militari

Myanmar. ​Cina blocca condanna Nazioni Unite a golpe militare. Ministri esteri G7: "Preoccupati"

Migliaia di cittadini hanno manifestato la rabbia per la presa del potere da parte dei militari battendo  con pentole e coperchi dai balconi. Il personale di alcuni ospedali ha smesso di lavorare nell'ambito di una crescente campagna di disobbedienza civile. San  Suu Kyi - arrestata nei giorni scorsi - è stata accusata di violazione legge import-export.  Lo ha reso noto su Facebook un  esponente della Lega nazionale per la democrazia 

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La Cina ha bloccato la condanna delle Nazioni Unite sul golpe militare in Birmania. Secondo quanto riporta la Bbc, il Consiglio di sicurezza non è riuscito a concordare una  dichiarazione congiunta dopo che Pechino, che è membro permanente dello stesso Consiglio, non l'ha appoggiata. In vista dei colloqui, ricorda l'emittente britannica, l'inviata  speciale delle Nazioni Unite per il Myanmar Christine Schraner aveva condannato fermamente la presa del potere militare avvenuta dopo che l'esercito si era rifiutato di accettare  l'esito delle elezioni generali tenutesi a novembre. Secondo Schraner "il recente risultato delle elezioni è stata una vittoria schiacciante" per il partito di Ann San Suu Kyi.

Anche la Russia - da quanto si apprende - ha bloccato la mozione che condannava il colpo di Stato e ne chiedeva il suo rovesciamento, mentre anche India e Vietnam  hanno espresso riserve. L'incontro, che si è tenuto virtualmente, ha fatto seguito alla detenzione da parte dei militari di Aung San Suu Kyi e di altri importanti esponenti politici in  una serie di incursioni nella mattina di lunedì, dopo le quali il capo delle forze armate Min Aung Hlaing ha assunto i pieni poteri.

Ministri esteri G7 condannano golpe: profondamente preoccupati
I ministri degli Esteri del G7 sono "uniti nel condannare il colpo di stato in Myanmar. Siamo profondamente preoccupati per la detenzione di leader politici e attivisti della società  civile, tra cui il consigliere di stato Aung San Suu Kyi e il presidente Win Myint, e per gli attacchi ai media". È quanto si legge in una nota congiunta in cui chiedono ai militari "di  porre immediatamente fine allo stato di emergenza, ripristinare il potere al governo democraticamente eletto, liberare tutti coloro che sono stati ingiustamente detenuti e rispettare i  diritti umani e lo stato di diritto. I risultati delle elezioni di novembre devono essere rispettati e il Parlamento dovrebbe essere convocato il prima possibile".

"Le restrizioni dei militari ai flussi di informazione sono profondamente preoccupanti - si legge ancora nella nota -. I civili, compresa la società civile e i media, non devono essere  soggetti a ritorsioni in alcuna forma. Chiediamo inoltre un accesso umanitario illimitato per sostenere i più vulnerabili". I ministri ricordano infine il comunicato del 2019 in cui  ribadirono "l'impegno per la transizione democratica, la pace e la responsabilità del Myanmar per le violazioni e gli abusi dei diritti umani. Siamo con il popolo del Myanmar che vuole vedere un futuro democratico", conclude la nota.

Le Drian: "Revoca stato emergenza o nuove misure Ue"
L'Unione Europea dovrà "considerare" nuove sanzioni contro i militari al potere nel Myanmar se non revocheranno lo stato di emergenza dichiarato lunedì. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri franccese, Jean-Yves Le Drian, commentando il colpo di Stato nel Paese asiatico. "Se la situazione dovesse continuare, sarà necessario considerare a livello europeo ulteriori misure per sottolineare il nostro sostegno al processo democratico e la nostra volontà di non far scivolare questo Paese verso una dittatura militare", ha sottolineato il capo della diplomazia francese in un'intervista a radio 'Europe 1'.

San Suu Kyi accusata di violazione legge import-export
Aung San Suu Kyi, arrestata nei giorni scorsi dopo il golpe in Myanmar, è accusata di aver violato una legge sull'import-export. La conferma arriva dalla polizia birmana attraverso un documento rilanciato dalla stampa internazionale. Stando alla versione della polizia, rilanciata dall'emittente Al Jazeera, delle radio walkie-talk trovate nella residenza della dirigente erano state portate in Myanmar in modo illecito e poi utilizzate senza permesso. Non è chiaro dove si trovi Suu Kyi, anche se diverse indiscrezioni sarebbe confinata nella sua residenza della nuova capitale Naypyidaw. San Suu Kyi  rischia fino a due anni di prigione, se giudicata colpevole.

Poco prima la notizia dell'incriminazione era stata resa nota su Facebook da un esponente della Lega nazionale per la democrazia. E, secondo quanto ha scritto Kyi Toe, il presidente Win Myint è accusato in relazione alla normativa sulla gestione delle calamità naturali. 

"E' una mossa assurda da parte della giunta cercare di legittimare la loro presa del potere in modo illegittimo dal governo democraticamente eletto", ha commentato Charles Santiago, parlamentare della Malaysia e presidente dell'Associazione dei parlamentari per i diritti umani dell'Asean. In precedenza l'agenzia Dpa riferiva di voci che circolavano sui social media secondo cui i militari che hanno preso il potere avrebbe potuto accusare Aung San Suu Kyi di tradimento.

Disobbedienza civile, medici contro militari
Il personale di decine di ospedali in tutto il Myanmar ha smesso di lavorare nell'ambito di una crescente campagna di disobbedienza civile: un atto di sfida contro i militari, tra i  primi che si registrano nel Paese dopo la destituzione del governo eletto di Aung San Suu Kyi .Già ieri, martedì, gli operatori sanitari in 70 ospedali e dipartimenti sanitari a  Naypyidaw, Yangon e in altre città avevano reso noto che non avrebbero lavorato sotto il regime militare, denunciando il colpo di Stato e accusando i generali di porre i propri  interessi al di sopra di quelli della gente comune nonostante la pandemia da nuovo coronavirus.

Tra gli ospedali governativi interessati, non solo quelli di Naypyidaw e di Yangon, ma anche di Mandalay, Pyay, Bago, Myawaddy, Kyaukse, Monywa, Sagaing, Pyin Oo Lwin,  Magwe e Nyaung U: "Ci rifiutiamo di obbedire agli ordini di un regime militare illegittimo che ha dimostrato di non avere alcun riguardo per i nostri poveri pazienti", si legge in una nota.  La campagna, scrive Frontier Myanmar, potrebbe essere il primo grande banco di prova politico per il nuovo regime militare, che finora ha incontrato poche opposizioni tangibili al colpo di stato lanciato all'alba lunedì. Intanto la pagina Facebook che coordina la campagna ha accumulato quasi 150 mila follower in sole 24 ore. "Non fermeranno questo movimento fino a quando il governo eletto non sarà ripristinato", ha detto Kyaw, un chirurgo dell'ospedale generale di West Yangon che è in sciopero. I primi segni di disobbedienza civile si erano visti mercoledì sera. 


Alle 20:00 ora locale, ieri sera, migliaia di cittadini hanno deciso di manifestare la propria rabbia per  la presa del potere da parte dei militari battendo con le pentole e i coperchi dai balconi e suonando i clacson delle auto in strada. Lo testimoniano vari video circolanti su Internet. E' accaduto nella  capitale economica Yangon ma anche in altre citta'; ed è una forma di disobbedienza civile che,  secondo alcuni, potrebbe ripetersi ogni giorno come forma di opposizione all'azione militare. 
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