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POLITICA

Nadef: dopo il Senato anche la Camera approva lo scostamento di bilancio, con 324 sì

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La maggioranza tiene e supera senza incidenti la prova dei numeri sia al Senato sia alla Camera. E rivendica la "piena autosufficienza" e un "governo rafforzato".

I giallorossi approvano prima a palazzo Madama e successivamente a Montecitorio lo scostamento di bilancio, oltrepassando la soglia limite di 161 della richiesta maggioranza assoluta per 4 voti al Senato (i sì sono stati 165), grazie anche ai voti dei due senatori a vita Mario Monti e Elena Cattaneo e ai sì di 5 ex M5s e di 2 ex Forza Italia, Lonardo e Fantetti, più l'indipendente Ruotolo. Alla Camera la soglia della maggioranza assoluta (pari a 316) viene superata per 9 voti: i sì finali sono stati 325 (inizialmente 324, ma non era stato conteggiato il voto favorevole del Pd Nicola Pellicani, poi aggiunto). Il centrodestra, come preannunciato, si è astenuto sullo scostamento di bilancio nei due rami del Parlamento, votando invece contro alla Nadef.

'Precettati' ministri e componenti del governo, tutti richiamati in Aula, l'esecutivo tira un sospiro di sollievo, dopo giorni trascorsi a consultare il pallottoliere per valutare di ora in ora la situazione delle quarantene e dei positivi al Covid, impossibilitati a partecipare ai lavori. La questione delle assenze per coronavirus sarà affrontata domani dalla Giunta per il regolamento della Camera, con la crescente richiesta di introdurre il voto a distanza almeno per i parlamentari in quarantena (ipotesi su cui si è registrata l'apertura del governo, con il sostanziale via libera del ministro D'Incà).

Non nasconde la soddisfazione il premier Giuseppe Conte, atteso ora a superare altre due prove: l'accordo in Ue sul Recovery e la manovra (anche stasera nuova riunione con capi delegazione e ministri economici): "Grande prova della tenuta della maggioranza", osserva il presidente del Consiglio subito dopo il voto del Senato. "Abbiamo superato il quorum minimo richiesto - spiega Conte - al Senato c'era una situazione più delicata anche per qualche parlamentare non arruolato, per così dire, per la pandemia. E' stata una grande prova della tenuta della maggioranza", sottolinea. Esulta il sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento, il pentastellato Gianluca Castaldi, che osserva: "Nonostante i consueti annunci di sventura, nonostante i piccoli rallentamenti dei giorni scorsi dovuti alle assenze di decine di parlamentari di maggioranza per Covid e quarantene, il Governo per l'ennesima volta ha dimostrato la sua solidità".

Alla fine, al Senato le assenze nella maggioranza si fermano a quota 6 senatori (due i 5 stelle assenti "per dissenso", Drago e Pacifico, viene fatto notare da fonti giallorosse), mentre alla Camera le assenze risultano essere 10-11. Non è servito, dunque, il 'soccorso esterno' del centrodestra, che pure ha scelto la strada della non belligeranza, astenendosi. Altrettanto vero è che a palazzo Madama il solo perimetro ufficiale delle forze che sostengono il governo non sarebbe stato oggi sufficiente (10 i voti favorevoli 'extra' maggioranza ufficiale), così come è da ricordare che i voti favorevoli dei 5 ex pentastellati al Senato non sono certo una novità. Fatto sta che la maggioranza esulta e rivendica "l'autosufficienza" in entrambi i rami del Parlamento.

"Il governo esce rafforzato con una solida maggioranza in Parlamento", rivendica il ministro Federica D'Incà. "Abbiamo fatto bene i calcoli e i conti, c'erano degli assenti per coronavirus altrimenti ci sarebbe stata una maggioranza di 171" al Senato. Anche dal Pd si festeggia: "Il voto conferma che in Senato la maggioranza esiste. Peccato per l'astensione delle opposizioni che hanno perso un'altra occasione. La loro sostanziale contrarietà allo scostamento di bilancio significa che non vogliono mettere altre risorse per sostenere la nostra economia", afferma il senatore dem Alan Ferrari, segretario d'aula. Il segretario Nicola Zingaretti preferisce cogliere i segnali che arrivano dalle opposizioni: "Le opposizioni si sono astenute ieri sul Recovery Fund, oggi sullo scostamento. Sono segnali importanti, abbiamo incontrato una disponibilità a fare le cose in comune che va riconosciuta. Questo dà autorevolezza all'Italia in Europa". Mentre Italia viva torna alla carica: "E' il momento di cambiare passo, decidere come spendere queste enormi risorse che avremo a disposizione per fare le cose che servono al Paese", incalza il renziano Ettore Rosato. "Servono investimenti produttivi che creino lavoro, solo così l'Italia riparte", conclude il presidente di Iv.
Ora i riflettori si spostano in Ue, dove si gioca la partita finale sul Recovery, ma anche in Italia, con il numero dei contagi in continua crescita e il timore di un nuovo lockdown, che il governo vuole evitare. Con il capo dello Stato che oggi, in occasione del tradizionale incontro con il premier e i ministri al Quirinale prima del Consiglio Ue, è tornato a spronare affinché si metta in campo la massima efficienza nella destinazione dei fondi e la massima rapidità nella individuazione delle scelte. Raccomandazione condivisa dall'intero esecutivo.


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