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ITALIA

Catanzaro

'ndrangheta: al via il processo "Rinascita Scott" nell'aula bunker di Lamezia Terme

Più di 300 imputati, oltre 400 capi di imputazione, circa 600 avvocati difensori, decine di giornalisti italiani e della stampa estera accreditati, due perimetri di sicurezza e una postazione Covid allestiti attorno all'edificio. Questi sono solo alcuni dei numeri del maxiprocesso contro i clan del Vibonese

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Inizia fra misure di sicurezza imponenti nell'aula bunker della Corte d'Appello, realizzata nell'area industriale di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, il maxi processo "Rinascita-Scott" contro i clan della 'ndrangheta nel Vibonese.

325 gli imputati, cui si aggiungeranno altre 4 persone già a processo con il giudizio immediato. Fra loro l'avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pitteli, mentre per altri 91 imputati si aprirà il rito abbreviato il 27 gennaio prossimo. Il processo si svolge alla presenza di inviati della stampa nazionale ed estera. Allestita anche una postazione Covid con personale del 118.

Ingressi contingentati e separati per magistrati, giornalisti, avvocati e imputati a piede libero. Due i perimetri di sicurezza previsti intorno all'edificio, uno al cancello d'ingresso e l'altro per accedere all'aula bunker. Fra i presenti, anche il presidente della commissione antimafia, Nicola Morra.

Cinque i testimoni di giustizia chiamati a deporre, 58 i pentiti appartenenti alla 'ndrangheta ma anche alla malavita pugliese e a Cosa Nostra siciliana. Le parti offese individuate dalla Procura distrettuale sono 224, ma meno di 30 si sono costituite parti civili e fra loro figurano diversi Comuni del Vibonese. I capi di imputazione sono in totale 438. Circa 600 gli avvocati impegnati nel collegio di difesa degli imputati.

Udienze ogni giorno
In un grande capannone riconvertito della zona industriale di Lamezia Terme è iniziato  il dibattimento di Rinascita Scott. "Questa aula - ha detto il procuratore capo, Nicola Gratteri - è un simbolo di tecnologia e legalità: rispettosa delle norme anti-covid con mille persone sedute a distanza di sicurezza ed ha possibilità di fare 150 collegamenti video in diretta. Ma soprattutto - ha aggiunto Gratteri - è un segnale di efficienza al resto d'Italia ed ai calabresi stessi, i quali negli ultimi tempi si sono avvicinati con coraggio alle istituzioni". Le udienze proseguiranno tutti i giorni, tranne il fine settimana, "perché - ha concluso il capo della Dda di Catanzaro - bisogna combattere contro i tempi dei termini di prescrizione".

Morra presente
"Il fatto che io sia qui rappresenta, dal mio punto di vista, la consapevolezza dell'importanza di una presenza dello Stato a sostegno delle parti impegnate in questo importante processo". Così il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, arrivato ad assistere alla prima udienza del processo "Rinascita-Scott". A chi gli fa notare che è l'unico rappresentante del mondo politico risponde: "Spero che alle prossime udienze si possa sopperire alle assenze odierne". "Le mafie - ha concluso Morra - si sconfiggeranno solo quando si agirà sulla prevenzione". 

Gratteri: "Capire i rapporti con le amministrazioni pubbliche"
Il processo che si apre oggi "non è solo una pietra del muro contro la mafia, ma è importante anche per comprendere l'evoluzione della 'ndrangheta che non fa solo estorsioni e usura, ma che tesse rapporti con la pubblica amministrazione, con i cosiddetti colletti bianchi". Così il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri. 

"E' un giorno importante perché c'é un processo alla 'ndrangheta che vuole dare l'idea di cosa oggi sia la mafia calabrese, non più una mafia di pastori dedita ai sequestri di persona, ma una holding del crimine per contrastare la quale, sostengo da anni, ci deve essere la volontà della politica di apportare modifiche al codice penale". Ha detto il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, prima dell'inizio del processo "Rinascita-Scott". "Importante - ha sottolineato il magistrato - anche la mobilitazione spontanea della gente comune che in questo caso c'è stata. Continuiamo ad essere inondati da denunce".
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