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CULTURA

L'annuncio a Stoccolma

Nobel per la Letteratura a Louise Glück, voce poetica universale

La poetessa americana ha vinto il Premio Pulitzer nel 1993 con la raccolta  "L'iris selvatico"

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Il premio Nobel per la Letteratura è andato alla poetessa americana Louise Glück, per "la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l’esistenza individuale". L'infanzia, la vita familiare e le relazioni con genitori e fratelli sono una tematica che rimane centrale nel suo lavoro.

Nata a New York il 22 aprile 1943, è professore aggiunto all'università di Yale. Con la sua poesia evoca schegge memoriali rielaborando temi come l'isolamento e la solitudine, in un tono insieme colloquiale e  meditativo. Vincitrice del Premio Pulitzer nel 1994 con la raccolta "L'iris selvatico" ("The Wild Iris", 1993), ha convinto i critici per lo stile controllato ed elegante con cui assorbe lunghe sequenze narrative di tratto confessionale che ricordano la poesia di Robert Lowell, Sylvia Plath e Anne Sexton. Nella raccolta "Meadowlands" (1997) rievoca figure mitiche come Ulisse e Penelope all'interno di una scrittura molto moderna, che racconta di un matrimonio che sta per finire. Tra le altre sue raccolte di poesie, "Vita Nova", "The Seven Ages" e "Averno". Ha vinto il Book Review's  Bingham Poetry Prize e The New Yorker's Book Award in Poetry.  Nel 2003 è stata insignita del titolo di poeta laureata.     

In Italia sono stati tradotti due suoi lavori, Averno (pubblicata nel 2019 da Dante & Descartes) e L'Iris Selvatico (per i tipi di Giano, nel 2003). Averno, scrive l'Accademia, è "una raccolta magistrale, un'interpretazione visionaria del mito della discesa di Persefone agli inferi, prigioniera di Ade, il dio della morte". E anche ne L'Iris Selvatico torna a tratti "il miracoloso ritorno alla vita dopo l'inverno". L'Accademia definisce "spettacolare" anche l'ultima  raccolta della poetessa, "Faithful and Virtuous Night", ancora non tradotta in Italia. 

Nel 2016 è stata insignita da Barack Obama della National Humanities Medal, un premio conferito ogni anno a chi ha "approfondito la comprensione nazionale delle discipline umanistiche, ha ampliato il coinvolgimento dei nostri cittadini nelle discipline umanistiche ovvero ha contribuito a preservare ed espandere l'accesso degli americani a importanti risorse nelle discipline umanistiche".



ll Nobel nell'anno della pandemia
Quest'anno il prestigioso riconoscimento dell'Accademia Reale Svedese si è trovato a fare i conti con il Covid-19: dunque pubblico ristretto e diretta streaming sul sito Nobelprize.org. Anche la cerimonia di consegna alla Concert Hall, il 10 dicembre, giorno dell'anniversario della morte di Alfred Nobel, non potrà avere i festeggiamenti di sempre e forse sarà sostituita da una trasmissione televisiva. Il montepremi è stato invece aumentato dalla Fondazione a 10 milioni di corone, più o meno 950 mila euro. 

Insieme a quello per la pace, il Nobel per la letteratura è da sempre quello più seguito, circondato da attenzione e polemiche. L'anno scorso, è stato assegnato un doppio premio. Quello per il 2019 è andato all'austriaco Peter Handke, suscitando forti critiche per le sue prese di posizione a favore dell'ex dittatore serbo Slobodan Milosevic, quello per il 2018 è stato attribuito alla scrittrice polacca Olga Tokarczuk, con un anno di ritardo per via del caso di molestie sessuali che aveva coinvolto l’Accademia Svedese, l’organizzazione che sceglie il vincitore.
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