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ITALIA

La frode a Milano

Presunta evasione di contributi ai lavoratori, la Gdf sequestra 20 milioni di euro a Dhl

I reati contestati resi possibili attraverso l'uso di società di intermediazione, un consorzio di 23 società cooperative e di 'meri serbatoi di manodopera' 

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Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano sta eseguendo un sequestro d'urgenza da circa 20 milioni di euro, nei confronti della Dhl Supply Chain Italy spa, società del "colosso" della logistica, per una presunta maxi frode sull'Iva.

Nel mirino della magistratura i dirigenti della società.

Dall'inchiesta è emerso che, attraverso società di intermediazione e "finte" cooperative, sarebbero stati creati "meri serbatoi di manodopera", ossia lavoratori della logistica a cui le società intermediarie, tra l'altro, non versavano in gran parte i contributi.

Ma non è coinvolta solo la città di Milano, l'indagine del Nucleo di polizia economico-finanziaria, insieme all'attività ispettiva del Settore contrasto illeciti dell'Agenzia delle Entrate, ha portato a diverse perquisizioni - anche nelle province di Monza-Brianza, Lodi e Pavia - nei confronti di persone fisiche e giuridiche accusate secondo gli inquirenti - di aver realizzato "una complessa frode fiscale caratterizzata dall'utilizzo di fatture soggettivamente inesistenti, da parte della multinazionale, e dalla stipula di fittizi contratti di appalto per la somministrazione di manodopera, effettuata in violazione della normativa di settore". 

In particolare, ricostruendo la filiera della manodopera, si sarebbe dimostrato che i rapporti di lavoro con la società committente venivano "schermati" da un consorzio che si avvaleva a sua volta di 23 società cooperative - che si avvicendavano nel tempo trasferendo la manodopera dall'una all'altra, "omettendo sistematicamente il versamento dell'Iva e, nella maggior parte dei casi, degli oneri di natura previdenziale". 

Gli accertamenti di polizia economico-finanziaria hanno, inoltre, fatto emergere che la multinazionale non ha adeguato il proprio modello organizzativo alla nuova disciplina che ha ricompreso tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti anche il reato di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 74/2000 ('Dichiarazione fraudolenta mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti).   
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