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Rai News
MONDO

23 febbraio 2021

Le notizie dal mondo

La rassegna stampa internazionale di Rainews

di Paolo Cappelli Regno Unito e Germania si preparano a uscire dal lockdown nazionale. Da Boris Johnson e Angela Merkel ricette diverse ma un dato comune: gradualità e prudenza. Sceglie il pragmatismo, con il quale ha scansato un nuovo confinamento nazionale, Emanuel Macron, mentre in Belgio il primo ministro DeCroo risponde alle pressioni anche interne al suo governo con grafici e proiezioni matematiche: cari ministri, ecco il prezzo da pagare in vite umane per ogni strategia di allentamento. Le Monde racconta sondaggi alla mano un'Europa stanca un po' ovunque dopo un anno di Covid ma con differenze significative nella fiducia nei leader e nelle istituzioni.  
 
The Times
La fine è in vista
Gran parte delle attività riapriranno a maggio. Monito del primo ministro: lo scenario 'Covid zero' non è credibile






Daily Telegraph
118 giorni alla libertà
La rimozione del lockdown nazionale sarà lenta e graduale dopo il monito degli scienziati: un rilassamento prematuro a Pasqua potrebbe costare 55mila vite umane. 8 marzo riaprono le scuole; 29 marzo la regola del 6 per incontri all'aperto fra amici, o due nuclei familiari; via libera agli sport all'aperto; 12 aprile: riapertura dei negozi, dei parrucchieri, delle palestre e del servizio da asporto di pub e ristoranti… 21 giugno: rimozione delle restrizioni al contatto sociale.
Boris Johnson: "La fine è davvero in vista, e un anno disgraziato lascerà il posto a una primavera e un'estate che saranno molto diverse e incomparabilmente migliori del quadro che vediamo oggi intorno a noi". 17milioni e 700mila i cittadini che hanno ricevuto la prima dose del vaccino; 624mila anche il richiamo. Ieri 10mila nuovi casi e 178 morti

William Hague: ora dobbiamo essere capaci di scelte radicali per la scuola come lo siamo stati per i vaccini. Serve un piano nazionale per aiutare chi paga le cicatrici della pandemia con meno apprendimento, meno lezioni, meno conoscenza. Dobbiamo fare in modo che gli studenti possano recuperare quanto è stato tolto.



Daily Express
Boris: siamo sulla strada a senso unico verso la libertà. Il primo ministro rivela il piano di uscita irreversibile dal lockdown e di ritorno del Regno Unito alla normalità






The Guardian
Il primo ministro svela la roadmap verso i giorni migliori con un monito sulle morti e sui ricoveri che costerebbe un rilassamento eccessivo e prematuro. Sindacati della scuola contrari a una riapertura totale già a inizio marzo.






Diario de Noticias
Stato di emergenza. Il Governo tenta di resistere alle pressioni per riaprire le scuole dal 2 marzo
Dopo la 16esima riunione con gli esperti scientifici, primo ministro e ministro della Salute sottolineano numero complessivo dei ricoverati e occupazione delle terapie intensive per raffreddare le aspettative. D'accordo sul fatto che a uscire prima dal confinamento saranno gli studenti, ma le scuole non dovrebbero riaprire prima del 15 marzo



Welt
riaperture dopo il lockdown. Merkel per una soluzione graduale a tappe
Il Cancelliere federale, dopo quasi 16 anni in carica, ha spesso constatato che una mancanza di coraggio e una mancanza di intuito possono avere effetti devastanti. E sa anche che un buon tempismo può creare un'onda politica. Ieri Angela Merkel ha fatto un annuncio alla riunione del presidium della CDU, che è stato immediatamente inoltrato al mondo esterno dai membri del comitato. Questo è stato certamente il calcolo della Merkel. Il messaggio è chiaro: Merkel propone un piano di allentamento in tre fasi o "tre pacchetti", avrebbe detto. Il Cancelliere ha agito con estrema abilità con questo annuncio. Perché in un certo senso, apparentemente sta cedendo alle pressioni per levare di mezzo il lockdown. Ma in realtà, di nuovo no, perché difende gradualità prudenza e monitoraggio progressivo dei dati. Nel suo partito, la CDU, Armin Laschet si è espresso contro un rigido piano passo dopo passo come via d'uscita dal lockdown. "Un piano graduale che regoli quali valori di incidenza dei contagi devono essere raggiunti per riaprire certe aree potrebbe vincolarci troppo", ha detto. Se il valore di incidenza di sette giorni, ovvero il numero di nuove persone contagiate ogni 100.000 abitanti in una settimana, si sposta in modo sostenibile appena sopra i 35, non è possibile mantenere chiuso il commercio al dettaglio per mesi. "Gli automatismi rigidi non aiutano in questa situazione poco chiara", ha aggiunto Laschet.



Le Soir
Status quo
Quanti speravano in un allentamento imminente delle misure sono rimasti delusi. "Bisogna restare prudenti per evitare la terza ondata", ha detto ieri il primo ministro De Croo, lasciando sperare in un ritorno alla una quasi normalità per i primi di maggio, stando a modelli matematici
edito: contro un deconfinamento prematuro, il teorema De Croo 
Quando il presidente del tuo partito chiede la fine del coprifuoco. Quando il vicepremier alla tua sinistra chiede la riapertura di teatri e cinema. Quando il vicepremier alla tua destra chiede di riprendere con i viaggi. Quando un tuo ministro chiede la riapertura dell'industria alberghiera e della ristorazione. Quando le terrazze sono chiuse ma con il bel tempo, assembramenti spuntano tre metri più in là, nei viali, nei parchi o nei campi, sotto lo sguardo stanco della polizia. Quando tutto ciò che ti resta è il tuo austero e fedele Ministro della Salute per pensare che devi calmarti e vedi al mattino che i vaccinati sono in aumento, ma anche i contagiati. Quando accade tutto questo  scrive Bernard Demonty - e sei alla guida del Paese, deve aver pensato Alexander De Croo, non resta che la chiarezza. E per questo il primo ministro ha proiettato quattro grafici della probabile evoluzione dei contagi in funzione di possibili misure di alleggerimento, commentati da due matematici. Un modo per mettere tutti di fronte alle responsabilità    



Le Figaro
Di fronte all'epidemia Macron sceglie il pragmatismo
La decisione era attesa: Nizza e la costa azzurra in zona rossa. Il capo dello stato privilegia un approccio differenziato e guarda al dopo coprifuoco, che resta, fanno sapere fonti dell'Eliseo, la sua priorità
un anno dopo lo shock covid, Milano ritrova il gusto della vita con bar e ristoranti aperti a pranzo




Nice Matin
Confinati: il rompicapo. Ecco la lista completa dei comuni delle Alpi Marittime interessati dal lockdown. Cosa possiamo e non possiamo fare da oggi.







La voix du Nord
Riconfinamento locale: Dunquerque dopo Nizza?








Le Monde
Europa: i politici di fronte alla diffusa stanchezza
Dopo un anno di pandemia, il sentimento di sfiducia verso il potere è più forte in Francia che nel Regno Unito, in Italia o in Germania. A Berlino, 40mila morti della seconda ondata non hanno intaccato la forte popolarità di Angela Merkel né messo in questione la fiducia nelle istituzioni. Il barometro Cevipof sottolinea la stessa fiducia in Francia verso le istituzioni più vicine, quelle locali. Al contrario , a un anno dalle presidenziali il bisogno di respiro democratico sorpassa con decisione la domanda di autorità
edito: sfiducia politica, il caso francese
Il 41% dei francesi dichiara di provare soprattutto stanchezza e il 34% tristezza. Questi due sentimenti sono in netto aumento rispetto ad aprile 2020, mentre la paura è in calo di tredici punti. L'andamento è più o meno identico in Italia. Consapevole della fragilità psicologica del Paese, Emmanuel Macron si è rifiutato, a fine gennaio, di decretare un terzo confinamento nazionale, quando parte degli scienziati invece glielo chiedeva. Nei sondaggi, Emmanuel Macron sembra confortato dalle sue ultime decisioni: metà dei francesi ha una buona opinione di lui, secondo il barometro IFOP / Paris Match di giovedì scorso. Tuttavia, e questa è la seconda lezione dell'indagine Cevipof, la Francia continua a soffrire di una sfiducia politica molto più forte rispetto ai suoi vicini: solo il 37% dei francesi ritiene che i propri leader abbiano gestito bene la crisi sanitaria, mentre il 56% dei tedeschi e 52 % degli italiani approva l'azione dei rispettivi governi. Questa specificità non è dovuta a una perdita di fiducia nel modello francese né a un calo della fiducia nella democrazia. Anzi. Si spiega con un funzionamento sempre meno soddisfacente della vita politica: la verticalità del potere, favorita dalla V Repubblica, incoraggiata da Emmanuel Macron e accentuata dalla gestione della crisi, contribuisce a mantenere il divario tra i leader e i cittadini. Sullo sfondo della cronaca, la riflessione sul funzionamento delle istituzioni appare non solo necessaria, ma fondamentale per sostenere l'uscita dalla crisi. 




WSJ
Il pedaggio di covid -19: in 51 settimane mezzo milione di morti negli USA, Nei grafici l'andamento temporale delle ondate, nelle mappe la propagazione di un virus che ha raggiunto ogni angolo d'America






WSJ
Migranti e minaccia ai diritti delle donne in Europa, di Ayaan Hirsi Ali, ricercatrice presso la Hoover Institution ed ex parlamentare olandese

C'è un cambiamento nella posizione delle donne in Europa. Molti migranti musulmani non provano né esprimono disprezzo per le donne. Ma alcuni lo fanno, abbastanza per rappresentare una tendenza. Le statistiche europee sui crimini sessuali sono un labirinto, se non un campo minato, di definizioni incoerenti e mutevoli. La Danimarca è fra i pochi Paesi con una distinzione chiara di reati di immigrati. Dal 2015, la quota di reati compiuti da immigrati provenienti da "paesi non occidentali", esclusi i loro discendenti nati in Danimarca, è passata da circa il 5% al 6%. Eppure dal 2015 al 2019 hanno rappresentato circa l'11% delle condanne per reati sessuali e il 34% delle condanne per stupro. In Svezia, Aftonbladet ha esaminato i casi di stupro di gruppo trattati nei tribunali svedesi tra luglio 2012 e dicembre 2017. Di 112 uomini condannati, tre quarti erano nati all'estero (quasi tutti provenienti da fuori dall'Europa) e il 30% erano richiedenti asilo. Non sostengo che questo problema sia esclusivo dei migranti musulmani. Lo stupro, la violenza sessuale e le molestie sessuali sono universali. Tuttavia, il comportamento degli uomini musulmani in Europa è importante per tre ragioni. Innanzitutto, l'entità della migrazione e la sua probabile continuazione. In secondo luogo, la sua rilevanza politica. La cattiva condotta sessuale di alcuni migranti dà all'estrema destra uno strumento per demonizzarli tutti. In terzo luogo, la mancanza di una discussione franca aiuta anche gli islamisti, che riconoscono il problema ma propongono un rimedio che chiuderebbe tutte le donne.  E' incoraggiante la condanna di Emmanuel Macron dell'ideologia islamista in Francia. Ma lui e altri leader sono ancora troppo riluttanti a parlare dell'ondata di crimini sessuali, che significa un'erosione dei diritti delle donne. Fingere che il problema non esista è il modo più sicuro per dare spazio non solo all'estrema destra ma anche agli islamisti, la cui soluzione comporta restrizioni ancora maggiori alla libertà delle donne.




NYT
Le dichiarazioni dei redditi di Trump non sono gli unici documenti cruciali che i pubblici ministeri otterranno
La Corte Suprema ha aperto la strada ai pubblici ministeri di New York per ottenere le dichiarazioni dei redditi federali dell'ex presidente Trump e altri documenti. Pur con tutto quello che rivelano, le dichiarazioni dei redditi hanno dei limiti. Altri documenti dei contabili del signor Trump possono aiutare a dare un quadro più completo delle sue finanze.



WPost
Il presidente Biden si avvicina alla sua prima battuta d'arresto, due senatori repubblicani hanno annunciato la loro opposizione alla nomina di Neera Tanden, scelta per l'incarico di responsabile ufficio bilancio. La senatrice Susan Collins (R-Maine) e il senatore Mitt Romney (R-Utah) hanno dichiarato ieri che hanno intenzione di votare contro Tanden, citando i suoi post sui social media intemperanti e ora cancellati che attaccavano parlamentari repubblicani.




AS
La notte del pistolero.
Suarez capocannoniere di Lega stasera a Bucarest contro il Chelsea e contro la sua astinenza dal gol in Champions nelle trasferte. Simeone: la sua presenza ci dà fiducia




Dalla redazione

La Prensa (Panama) 


A Panama il primo caso scientificamente confermato di reinfezione da Covid-19. Lo ha reso noto Juan Pascale, direttore dell’istituto Gorgas di studio della salute (Icges), secondo il quale il caso di reinfezione da Covid-19 sarebbe accaduto alla stessa persona sei mesi dopo il primo contagio. Secondo Pascale nel mondo sono circa 50 i casi di reinfezione del nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Lo scienziato ha spiegato che ci sono molti casi sospetti di reinfezione, un dato tuttavia difficile da confermare perché è necessario disporre di campioni vecchi e attuali del virus. Sandra López, virologa di Icges, e uno dei responsabili delle indagini, ha spiegato che “da giugno i medici hanno segnalato possibili casi di reinfezione dopo aver avuto una seconda ondata di sintomi clinici. Tra tutte queste possibili reinfezioni è necessario sequenziare il primo e il secondo virus determinato, che pur essendo dello stesso lignaggio, ha 20 mutazioni differenti. All’analisi del secondo virus sono state rilevate 10 mutazioni nelle proteine ​​del virus, che indicano una reinfezione in atto perché i coronavirus sono geneticamente diversi". Lo scorso settembre gli scienziati di Gorgas hanno iniziato gli studi su quattro possibili casi; il fatto non è sorprendente, ma è probabile che siano rari e siano necessari studi più ampi per capire perché ciò possa accadere. Panama ha più di 335.000 infetti e 5.711 morti per Covid-19.


kommersant.ru

Il Ministero degli Esteri russo ha proposto agli ambasciatori e al personale diplomatico accreditati a Mosca di farsi vaccinare con Sputnik V. Si tratta di 12 mila persone. Non tutte le ambasciate però hanno accolto l’invito. Le ambasciate degli stati membri della CSI, dell’Asia, Africa e America Latina stanno già inviando il loro personale per vaccinazione. Rappresentanti della maggioranza delle rappresentanze diplomatiche degli stati membri dell’Ue raccomandano al proprio personale di aspettare la registrazione ufficiale di Sputnik V dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA). L’ambasciatore Usa non intende farsi vaccinare con Sputnik V, ma, secondo indiscrezioni, il personale della sua sede diplomatica non avrebbe nulla in contrario. La scusa ufficiale dell’ambasciatore USA John Sullivan è che “non vorrebbe farsi somministrare una dose di Sputnik V destinata a un cittadino russo”. Uno dei primi a farsi vaccinare, ancor prima dell’invito ufficiale del Ministero degli Esteri russo è stato Pasquale Terracciano, l’ambasciatore dell’Italia in Russia. Intanto uno dei diplomatici, dietro anonimato, ha confidato a Kommersant che il medico della sua ambasciata gli ha spiegato che se si fa somministrare il vaccino non certificato dall’EMA e se dovesse poi subire pesanti effetti collaterali, non potrebbe avvalersi dell’assicurazione medica per le cure.