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MONDO

Si è lasciata morire o è stata aiutata dallo Stato?

Noa ha smesso di mangiare e di bere. Il Papa: una sconfitta per tutti

La clinica Levenseindekliniek: non è morta per eutanasia. Il Ministero della salute dell'Olanda avvia un'ispezione sanitaria

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È morta nella sua casa in Olanda dopo avere rifiutato cibo e bevande ma non per eutanasia Noa Pothoven. Ad annunciarlo la clinica Levenseindekliniek, con sede all'Aia e specializzata in eutanasia, smentendo le notizie di stampa secondo cui la ragazza era morta domenica dopo avere chiesto e ottenuto l'eutanasia. La clinica ha definito "errate" le ricostruzioni di stampa. 

"Per porre fine a un resoconto sbagliato (in particolare sui media stranieri) a proposito della sua morte, ci rifacciamo alla dichiarazione fatta dagli amici di Noa oggi pomeriggio: Noa Pothoven non è morta di eutanasia", afferma la clinica, aggiungendo che la ragazza aveva smesso di mangiare e di bere "per porre fine alle sue sofferenze".

La notizia della morte di Noa Pothoven era stata riportata da alcuni media olandesi lunedì. Alcuni scrivevano che Noa aveva contattato la Levenseindekliniek per chiedere di un possibile suicidio assistito ma che la richiesta era stata respinta. Tuttavia la storia è diventata virale dopo che alcuni media internazionali hanno riportato la notizia sbagliata secondo cui la ragazza era morta per eutanasia. L'Olanda è uno dei pochi Paesi in cui il suicidio assistito è legale per tutti i cittadini dai 12 anni in poi, ma con una serie di condizioni rigide, fra cui il fatto che la sofferenza fisica o mentale del paziente deve essere insostenibile. La "Levenseindekliniek si occupa esclusivamente di eutanasia e lo fa espressamente nell'ambito della cornice legale dell'Olanda", sottolinea la clinica in una nota.

Pochi giorni prima di morire, Noa Pothoven aveva annunciato questa sua intenzione in un post sul suo account Instagram, che poi è stato rimosso. "Lasciatemi andare al punto. Nei prossimi 10 giorni morirò", aveva scritto la ragazza. "Da un po' ho smesso di mangiare e bere e dopo molte discussioni...è deciso che verrò lasciata andare perché la mia vita è insostenibile", aveva aggiunto. Nel suo libro 'Winning or Learning' l'anno scorso la giovane raccontava della sua situazione e di numerosi tentativi di suicidio. Quando aveva 11 anni ha subito un'aggressione sessuale e all'età di 14 anni due uomini la stuprarono in un campo ad Arnhem, nell'est dell'Olanda, ma nel libro Noa spiega che aveva avuto troppa paura di dirlo ai genitori.

I genitori per curare la sua depressione avevano anche proposto l'elettroshock ma le era stato rifiutato perché troppo giovane. Di fronte al rifiuto di Noa di sottoporsi a ulteriori trattamenti, la giovane è stata rimandata a casa dove dall'inizio di giugno ha cominciato a rifiutare cibo e liquidi. I genitori, d'accordo con i medici, hanno acconsentito a non ricorrere all'alimentazione forzata.

Cappato: non c'è stata alcuna eutanasia
"L'Olanda ha autorizzato l'eutanasia su una 17enne? Falso! I media italiani non hanno verificato. L'Olanda aveva rifiutato l'eutanasia a Noa. Lei ha smesso di bere e mangiare e si è lasciata morire a casa, coi familiari consenzienti. Si attendono smentite e scuse". Lo ha scritto oggi  Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e promotore del Congresso mondiale per la libertà di ricerca e della campagna Eutanasia legale, su Facebook.



La ragazza: sofferenza insopportabile
Noa Pothoven aveva detto che "la sofferenza era insopportabile”:  aveva scritto un'autobiografia chiamata "Vincere o Imparare" sulle sue battaglie con i disturbi mentali emersi con prepotenza dopo essere stata molestata e violentata in giovane età. La ragazza ha sofferto di un disturbo da stress post-traumatico (PTSD), di depressione e anoressia. Noa ha detto di aver scritto il suo libro per aiutare i giovani vulnerabili che lottano con la vita, dicendo che l'Olanda non ha istituzioni specializzate o cliniche dove i ragazzi possono andare per un aiuto psicologico o fisico. In un post sui social media il giorno prima della sua morte, Noa ha reso pubblica la sua decisione. Ha scritto: "Voglio arrivare dritta al punto: entro un massimo di 10 giorni morirò". "Dopo anni di continue lotte, sono svuotata. Ho smesso di mangiare e bere per un pò di tempo, e dopo molte discussioni e valutazioni, ho deciso di lasciarmi andare perché la mia sofferenza è insopportabile". Noa ha aggiunto che non si è mai sentita "viva", ma piuttosto una sopravvissuta: "Respiro, ma non vivo più", ha scritto in un altro post . Secondo la legge olandese, l'eutanasia è legale nella misura in cui viene eseguita secondo i severi standard descritti della legge sul suicidio assistito del 2002. I bambini dai 12 anni possono ricorrere all'eutanasia se lo desiderano.
 
Sulla vicenda interviene il Vaticano
"La morte di Noa è una grande perdita per qualsiasi società civile e per l'umanità. Dobbiamo sempre affermare le ragioni positive per la vita". Lo ha sottolineato la Pontificia Accademia per la Vita.

Tweet del Papa sulla morte di Noa
Anche il Papa interviene sulla vicenda della diciassettenne olandese. "L'eutanasia e il suicidio assistito sono una sconfitta per tutti.- scrive Bergoglio in un tweet - La risposta a cui siamo chiamati è non abbandonare mai chi soffre, non arrendersi, ma prendersi cura e amare per ridare la speranza".
 
Ministero salute Olanda avvia ispezione sanitaria
Il ministero della salute olandese ha avviato "un'ispezione sanitaria per verificare se è necessario aprire un'indagine" vera e propria sul caso della morte della 17enne olandese Noa Pothoven. Lo ha detto all'Ansa un portavoce del dicastero olandese. L'ispezione, ha precisato il portavoce, non riguarda l'eutanasia, ma intende accertare "il tipo di cure ricevute da Noa e se ci sia stato qualche errore" nei trattamenti somministrati. Al termine di questa prima verifica, il ministero deciderà se procedere con un'indagine ufficiale.
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