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ITALIA

Tra i suoi programmi "La Notte della Repubblica"

L'omaggio del Senato a Sergio Zavoli

I funerali religiosi si svolgeranno venerdì 7 agosto alle 10 nella chiesa di San Salvatore in Lauro a Roma. L'ultimo desiderio: essere sepolto a Rimini vicino all'amico Fellini

Sergio Zavoli (Ansa)
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Un minuto di silenzio, poi l'applauso: l'Aula del Senato ha voluto ricordare così, in apertura di seduta, Sergio Zavoli, scomparso martedì sera all'età di 96 anni. "E' stato un giornalista e scrittore di incredibile talento e brillante intelligenza, tra i più vivaci e importanti narratori della nostra storia", ha detto la presidente, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha sottolineato "il grande dispiacere personale, di tutti i senatori e dell'amministrazione per non aver potuto allestire, a causa delle severe misure di sicurezza sanitarie, la camera ardente qui in Senato per tributargli l'ultimo saluto".

I funerali religiosi si svolgeranno venerdì 7 agosto alle 10 nella chiesa di San Salvatore in Lauro a Roma. Lo rende noto la figlia Valentina. Dopo i funerali, Zavoli sarà portato a Rimini dove verrà aperta la Camera ardente al Teatro Galli. Sarà possibile porgergli l'ultimo saluto venerdì pomeriggio dalle 17 alle 19 e sabato mattina dalle 10 alle 12. 

Sergio Zavoli, era nato a Ravenna il 21 settembre 1923. Padre di programmi storici, dal "Processo alla tappa a "La notte della Repubblica", è stato radiocronista, condirettore del telegiornale, direttore del Gr, presidente della Rai dal 1980 al 1986, e ha firmato inchieste che hanno segnato la storia. Autore di numerosi libri, fu rilevante anche il suo impegno politico: è stato senatore per 4 legislature, per il centrosinistra, dal 2001 al 2018, ricoprendo anche la carica di presidente della Commissione di Vigilanza sui servizi radiotelevisivi.

"Questa mattina, con parole delicate e precise, la famiglia mi ha trasmesso il desiderio di Sergio di 'essere riportato a Rimini e riposare accanto a Federico'", ha detto ieri il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, ricordando Sergio Zavoli e il legame con la città e con Federico Fellini. "Di tutto quello che si dirà, in queste ore, in questi giorni, per sempre, di Sergio Zavoli forse passerà inosservato un fatto apparentemente locale: Rimini è la sua patria. Lo è stata in vita per affetti, lavoro, amicizie, passioni. Lo sarà ancor più da ora in avanti", ha detto Gnassi.

"La scomparsa di Sergio Zavoli mi addolora. Desidero anzitutto esprimere i miei sentimenti di vicinanza e solidarietà ai familiari. Il giornalismo italiano perde uno dei suoi maestri. Il congedo di Zavoli - come lui stesso lo definiva - sarà occasione per ripensare la sua eredità, per ricordare l'originalità e la qualità dei suoi lavori più importanti, per trarre spunti e ispirazione dal suo stile, dalla sua etica professionale, dalla sua grande forza narrativa capace di andare in profondità e di cogliere l'umanità che sta dietro gli eventi e i protagonisti". Lo ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una nota.   

"Giornalista, scrittore, intellettuale di grande sensibilità, Zavoli è stato un pioniere della radio e una personalità tra le più rappresentative della televisione italiana. Il suo nome e il suo volto sono legati a programmi di successo e di valore, che resteranno nella memoria. La sua autorevolezza lo portò alla presidenza della Rai e, successivamente, da senatore, alla presidenza della Commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi. Lascia una testimonianza di un grande insegnamento per tutto il mondo dell'informazione e per i giovani che si avviano a una professione così importante per le libertà democratiche e per la qualità della vita civile", ha concluso.

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